Tre vittorie in quattro gare, leadership in campionato con 15 punti di vantaggio, propensione all'errore tendente a zero: questo l'attuale ritratto di uno Stonerrivelazione del campionato. Bollato da molti – sottoscritto compreso – come una testa troppo calda per rivelarsi un buon investimento per Ducati, si sta invece rivelando come un pilota capace di puntare molto, molto in alto. Forse non reggerà fino alla fine la pressione di un avversario come Valentino, ma forte di una moto che è senza mezzi termini un aereo, la sensazione è che invece potrebbe regalare alla casa di Borgo Panigale un titolo iridato, o almeno andarci molto vicino.
Il bello è che non è solo la moto a volare, ma che Casey è veramente in stato di grazia: provate a chiedere a Capirossi, che con questa 800 fatica a trovarsi, se basta l'incredibile motore del razzo italiano per stare davanti. Loris è in crisi, ma che sappia ancora guidare è cosa al di sopra di qualunque dubbio: dopo la partenza in quattordicesima posizione, ha rimontato con grinta arrivando a portare a casa un ottimo sesto posto.
Dallo scontro, se Rossi ha comunque brillato come suo solito – e portando a casa venti punti molto pesanti – la Yamaha ne è uscita invece con le ossa rotte nonostante gli aggiornamenti di motore portati qui a Shanghai: provate a guardare dove è finito Edwards... Troppa la differenza sul rettilineo cinese fra la M1 e la Desmosedici, troppa anche per uno con il polso destro di Valentino, e non consola affatto pensare che anche senza l'errore in staccata del sedicesimo giro, ben difficilmente Rossi avrebbe potuto tenere dietro la Ducati fino al passaggio sul traguardo. E' vero, ora arrivano piste più favorevoli – ma sarebbe meglio dire meno penalizzanti – per la Yamaha, ma restano ancora gare come il Mugello, Barcellona e Sepang, dove contenere la grinta della GP7 sarà impresa davvero ardua. Nelle altre piste, comunque, sappiamo che la motivazione a Rossi non mancherà...
Ottimo terzo, coronando un weekend in cui ha sempre brillato, Hopkins. L'impressione è che l'americano, ora che la sua moto è un po' più competitiva che in passato, prenda meno rischi e sia più costante nelle sue prestazioni. Di sicuro è spettacolare da veder guidare, quindi non ci lamentiamo affatto del vederlo lì davanti: è forte e se lo merita, non fosse altro per tutta la gavetta che si è fatto sulla GSV-R quando era un chiodo pazzesco. Le sue prestazioni, al limite, sollevano qualche dubbio su Vermeulen, che è ormai alla seconda stagione piena in MotoGP, e che ormai dovrebbe fare qualcosina di più.
Ossa ancora più rotte della Yamaha per la Honda. Il primo dei piloti dell'ala dorata è Pedrosa, quarto, che si è beccato quasi otto decimi al giro. Dietro di lui, non molto distante, un Melandri messosi in luce nelle prime battute ma inesorabilmente arretrato poco dopo. La 212 non va, è inutile nascondersi dietro ad un dito, e tutti i piloti ne accusano l'avantreno di essere poco comunicativo. L'HRC ha possibilità pressoché illimitate, ma appare davvero difficile che anche loro possano risolvere i guai della RCV in breve tempo.
Non male la gara di De Puniet, anche lui positivo per tutto il weekend, sorprende invece vedere Hofmannrelativamente avanti (per i suoi standard), e in questo caso non è difficile isolare nel motore della sua D16 il responsabile del suo successo. Solo dodicesimo invece Hayden, ma il campione del mondo ha fatto fin troppo: coinvolto al primo giro assieme a Barros nell'errore di Elias alla prima curva, che non ha perso tempo a confermare come sia un po' troppo spesso fuori controllo nella sua foga. Certo, i contatti in gara ci stanno, ma quando c'è sempre un pilota di mezzo, forse è il caso che questi rifletta...
Così all’arrivo:
|
1 |
27 |
STONER |
DUCATI |
|
|
2 |
46 |
ROSSI |
YAMAHA FIAT |
0'03"036 |
|
3 |
21 |
HOPKINS |
SUZUKI |
0'06"663 |
|
4 |
26 |
PEDROSA |
HONDA REPSOL |
0'14"090 |
|
5 |
33 |
MELANDRI |
HONDA GRESINI |
0'17"276 |
|
6 |
65 |
CAPIROSSI |
DUCATI |
0'26"256 |
|
7 |
71 |
VERMEULEN |
SUZUKI |
0'26"591 |
|
8 |
14 |
DE PUNIET |
KAWASAKI |
0'27"025 |
|
9 |
66 |
HOFMANN |
DUCATI PRAMAC D'ANTIN |
0'28"108 |
|
10 |
7 |
CHECA |
HONDA LCR |
0'32"957 |
|
11 |
5 |
EDWARDS |
YAMAHA FIAT |
0'35"053 |
|
12 |
1 |
HAYDEN |
HONDA REPSOL |
0'37"327 |
|
13 |
50 |
GUINTOLI |
YAMAHA TECH 3 |
0'50"705 |
|
14 |
4 |
BARROS |
DUCATI PRAMAC D'ANTIN |
0'55"264 |
|
15 |
10 |
ROBERTS |
KR TEAM ROBERTS |
0'57"736 |
|
16 |
56 |
NAKANO |
HONDA KONICA MINOLTA |
19 lap(s) |
|
17 |
6 |
TAMADA |
YAMAHA TECH 3 |
19 lap(s) |
|
18 |
24 |
ELIAS |
HONDA GRESINI |
22 lap(s) |