Gran finale per la tre giorni di Losail, con i “fuochi d’artificio” fatti con gomme da tempo, e classifica che di conseguenza dice veramente poco, se non che i problemi di competitività della Honda, ammesso che ci siano, non sono certo sul giro singolo.
E’ stato infatti Pedrosa a staccare il miglior crono dei test, ribassando di due decimi il tempo della pole 2006 di Stoner. Evitiamo di ribadire la demagogia dei principi ispiratori del cambio di regolamento verso gli 800cc, ma la cosa è ormai di un’evidenza lampante. Togliamoci il cappello di fronte allo spagnolo, dal momento che incredibilmente bisogna scendere fino alla decima posizione, dove troviamo un Melandri ancora con qualche problema di gomme, per trovare il primo dei suoi compagni di marca. Non cerchiamo di vederci problemi della Honda, dal momento che – come già detto – le coperture da qualifica scombussolano pesantemente l’esito dei test, però è inevitabile pensare che se Hayden non migliora se non marginalmente il tempo di ieri – quando aveva avuto una giornata disastrosa, con una rottura e due cadute – nonostante l’arrivo di diversi particolari che dovrebbero metterlo più a suo agio sulla minuscola RC212, qualcosa che non va c’è.
Hopkins, autore di quello che a metà giornata sembrava un tempone inavvicinabile, poco dopo è finito a ruzzolare per le vie di fuga procurandosi la sospetta frattura del piede. Niente problemi invece per Rossi, che dopo aver concluso positivamente la simulazione sulla distanza di gara si è preso la briga di sparare il tempone con le chewing-gum da qualifica. Se ancora non fossimo convinti della competitività Yamaha, il quinto posto di Edwards, come al solito, ribadisce.
Al quarto posto una Ducati, a sorpresa quella di Hofmann. Il tedesco era l’unico a non aver ancora concluso una giornata di test come primo pilota Ducati, evidentemente si è voluto togliere la soddisfazione… un po’ meno tranquilli Capirossi e Stoner, ma anche per loro il lavoro non era orientato a ottenere il tempone a sensazione. Soprattutto perché anche per Ducati, come per le Honda di Gresini, vale il discorso gomme: aspettiamo che Bridgestone lavori come deve e sa.
Ridimensionati Nakano, Tamada e Checa, con il terzo che addirittura oggi non è riuscito a ripetere i tempi di ieri. Non commentabili Jacque, ancora dolorante dopo l’infortunio di ieri, né Pitt e McWilliams, causa mezzo che nella migliore delle ipotesi potrebbe far rimpiangere le imprese della WCM…
I tempi:
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1 |
Dani Pedrosa |
Honda Repsol HRC |
1’55”471 |
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2 |
John Hopkins |
Suzuki Rizla |
1’55”825 |
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3 |
Valentino Rossi |
Yamaha Racing |
1’55”954 |
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4 |
Alex Hofmann |
Ducati Pramac d’Antin |
1’56”315 |
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5 |
Colin Edwards |
Yamaha Racing |
1’56”371 |
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6 |
Randy De Puniet |
Kawasaki Racing |
1’56”753 |
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7 |
Loris Capirossi |
Ducati Marlboro MotoGP |
1’56”807 |
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8 |
Casey Stoner |
Ducati Marlboro MotoGP |
1’56”834 |
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9 |
Alex Barros |
Ducati Pramac d’Antin |
1’56”950 |
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10 |
Marco Melandri |
Honda Gresini |
1’56”980 |
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11 |
Shinya Nakano |
Honda Konica Minolta |
1’56”980 |
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12 |
Makoto Tamada |
Yamaha Tech 3 |
1'57”232 |
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13 |
Toni Elias |
Honda Gresini |
1’57”246 |
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14 |
Nicky Hayden |
Honda Repsol HRC |
1’57”269 |
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15 |
Chris Vermeulen |
Suzuki Rizla |
1’57”365 |
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16 |
Kenny Roberts jr. |
Team KR |
1’57”408 |
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17 |
Carlos Checa |
Honda LCR |
1’57”497 |
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18 |
Sylvain Guintoli |
Yamaha Tech 3 |
1’58”379 |
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19 |
Shinichi Ito |
Ducati – Bridgestone test |
1’58”974 |
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20 |
Andrew Pitt |
Ilmor |
2’00”455 |
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21 |
Olivier Jacque |
Kawasaki Racing |
2’02”081 |
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22 |
Jeremy McWilliams |
Ilmor |
2’02”612 |