Paese che vai, Yamaha che trovi: cambia lo scenario – dalla lussureggiante vegetazione malese si passa al deserto arabo – ma non il verdetto della pista. Sono i due alfieri Yamaha, ancora una volta in ordine “rovesciato”, se ci passate il termine, a guidare la classifica al termine della prima giornata di prove. La doppietta Edwards – Rossi è una conferma pesante, non tanto per il responso cronometrico, quanto perché dalla classifica emerge che anche su circuiti fino a ieri considerati ostili come quello di Losail, la Yamaha è competitiva fin da subito.
E’ stata proprio questa difficoltà nel trovare la messa a punto ideale il male più grave della M1 2006, quel male che ha costretto il team a tentare di tutto pur di trovare un buon assetto di gara trascurando la posizione in qualifica. Una tattica obbligata, che ha pesantemente penalizzato Rossi costringendolo a rimonte impossibili – e sappiamo tutti com’è andata. Il 2007 sembra iniziare sotto tutt’altri auspici, anche se la prudenza non è mai troppa…
E’ Stoner ad impressionare con un bel terzo tempo a distanza ridottissima dal duo Yamaha: Casey sembra aver guadagnato moltissimo dal passaggio alla Ducati, e forse soprattutto alle Bridgestone. Decisamente più indietro Capirossi, protagonista anche di una scivolata senza conseguenze, tradito dalla sabbia fuori traiettoria. Continuano a fare bella figura anche le due Desmosedici private di Barros e Hofmann, a dimostrazione di quanto il team – e i relativi piloti – abbiano sofferto la gommatura Dunlop negli anni passati.
La prima Honda, invece… non è una Honda: la premiata ditta Roberts e figlio si sta divertendo in sempre più occasioni a mettersi dietro gli ufficiali, anche se stavolta il margine è veramente infinitesimale. Dietro il campione del mondo 2000 troviamo infatti quello 2006; Hayden ha come al solito inanellato una quantità mostruosa di giri, a dimostrazione del suo non essersi montato la testa. Decisamente più indietro Pedrosa, che però, fin dai tempi della 250, ha sempre affrontato le prove – precampionato o di qualificazione che fossero – andando per gradi. Finora ha funzionato…
Buona anche la prestazione di Checa, mentre non possono non destare preoccupazione i tempi di Melandri ed Elias. Certo, bisogna dare il tempo a piloti e meccanici di imparare a conoscere moto e gomme completamente nuovi, ma considerando che all’inizio del mondiale manca meno di un mese…
Un po’ ridimensionate escono Suzuki e Kawasaki. La prima, però, non può certo lamentarsi, viste le preoccupanti prestazioni australiane: è vero, i cronologici non fanno scalpore come quelli di Sepang, ma la pista non sembra delle più adatte alla GSV-R, e il distacco accumulato da Hopkins, in termini assoluti, è piuttosto contenuto. Le verdone hanno accusato un po’ di più il colpo, ma d’altra parte nessuno si era illuso che il lavoro di ricerca della competitività fosse finito.
Cala invece un po’ il distacco delle Ilmor, con un Pitt che ha “limitato” a quattro (a Sepang erano sette…) i secondi beccati dalla Yamaha. Se la situazione non peggiora nei prossimi giorni, tutto sommato potremmo considerarlo un risultato incoraggiante. Giù il cappello, infine, per il vecchio leone McWilliams, che è salito in moto in condizioni da Barry Sheene dei tempi d’oro. Avrà rimediato 10 secondi dal compagno di squadra, ma considerando che non è più un ragazzino, è assolutamente incredibile che sia risalito in moto…
I tempi:
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1 |
Colin Edwards |
Yamaha Racing |
1’56”774 |
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2 |
Valentino Rossi |
Yamaha Racing |
1’56”891 |
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3 |
Casey Stoner |
Ducati Marlboro MotoGP |
1’56”960 |
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4 |
Kenny Roberts jr. |
Team KR |
1’57”064 |
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5 |
Nicky Hayden |
Honda Repsol HRC |
1’57”070 |
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6 |
John Hopkins |
Suzuki Rizla |
1’57”350 |
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7 |
Loris Capirossi |
Ducati Marlboro MotoGP |
1’57”360 |
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8 |
Carlos Checa |
Honda LCR |
1’57”370 |
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9 |
Alex Barros |
Ducati d’Antin Pramac |
1’57”690 |
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10 |
Dani Pedrosa |
Honda Repsol HRC |
1’57”700 |
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11 |
Randy De Puniet |
Kawasaki Racing |
1’57”730 |
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12 |
Marco Melandri |
Honda Gresini |
1'57”760 |
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13 |
Alex Hofmann |
Ducati d’Antin Pramac |
1’57”800 |
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14 |
Shinya Nakano |
Honda Konica Minolta |
1’57”850 |
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15 |
Chris Vermeulen |
Suzuki Rizla |
1’57”900 |
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16 |
Makoto Tamada |
Yamaha Tech 3 |
1’58”408 |
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17 |
Olivier Jacque |
Kawasaki Racing |
1’58”740 |
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18 |
Toni Elias |
Honda Gresini |
1’59”400 |
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19 |
Sylvain Guintoli |
Yamaha Tech 3 |
1’59”700 |
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20 |
Shinichi Ito |
Ducati – Bridgestone test |
1’59”966 |
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21 |
Andrew Pitt |
Ilmor |
2’00”667 |
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22 |
Jeremy McWilliams |
Ilmor |
2’10”341 |