Test Losail, day 1: Yamaha ancora davanti

In Motomondiale

di Edoardo Licciardello, 13 febbraio 2007
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Test Losail, day 1: Yamaha ancora davanti


Paese che vai, Yamaha che trovi: cambia lo scenario – dalla lussureggiante vegetazione malese si passa al deserto arabo – ma non il verdetto della pista. Sono i due alfieri Yamaha, ancora una volta in ordine “rovesciato”, se ci passate il termine, a guidare la classifica al termine della prima giornata di prove. La doppietta EdwardsRossi è una conferma pesante, non tanto per il responso cronometrico, quanto perché dalla classifica emerge che anche su circuiti fino a ieri considerati ostili come quello di Losail, la Yamaha è competitiva fin da subito.

E’ stata proprio questa difficoltà nel trovare la messa a punto ideale il male più grave della M1 2006, quel male che ha costretto il team a tentare di tutto pur di trovare un buon assetto di gara trascurando la posizione in qualifica. Una tattica obbligata, che ha pesantemente penalizzato Rossi costringendolo a rimonte impossibili – e sappiamo tutti com’è andata. Il 2007 sembra iniziare sotto tutt’altri auspici, anche se la prudenza non è mai troppa…

E’ Stoner ad impressionare con un bel terzo tempo a distanza ridottissima dal duo Yamaha: Casey sembra aver guadagnato moltissimo dal passaggio alla Ducati, e forse soprattutto alle Bridgestone. Decisamente più indietro Capirossi, protagonista anche di una scivolata senza conseguenze, tradito dalla sabbia fuori traiettoria. Continuano a fare bella figura anche le due Desmosedici private di Barros e Hofmann, a dimostrazione di quanto il team – e i relativi piloti – abbiano sofferto la gommatura Dunlop negli anni passati.

La prima Honda, invece… non è una Honda: la premiata ditta Roberts e figlio si sta divertendo in sempre più occasioni a mettersi dietro gli ufficiali, anche se stavolta il margine è veramente infinitesimale. Dietro il campione del mondo 2000 troviamo infatti quello 2006; Hayden ha come al solito inanellato una quantità mostruosa di giri, a dimostrazione del suo non essersi montato la testa. Decisamente più indietro Pedrosa, che però, fin dai tempi della 250, ha sempre affrontato le prove – precampionato o di qualificazione che fossero – andando per gradi. Finora ha funzionato…

Buona anche la prestazione di Checa, mentre non possono non destare preoccupazione i tempi di Melandri ed Elias. Certo, bisogna dare il tempo a piloti e meccanici di imparare a conoscere moto e gomme completamente nuovi, ma considerando che all’inizio del mondiale manca meno di un mese…

Un po’ ridimensionate escono Suzuki e Kawasaki. La prima, però, non può certo lamentarsi, viste le preoccupanti prestazioni australiane: è vero, i cronologici non fanno scalpore come quelli di Sepang, ma la pista non sembra delle più adatte alla GSV-R, e il distacco accumulato da Hopkins, in termini assoluti, è piuttosto contenuto. Le verdone hanno accusato un po’ di più il colpo, ma d’altra parte nessuno si era illuso che il lavoro di ricerca della competitività fosse finito.

Cala invece un po’ il distacco delle Ilmor, con un Pitt che ha “limitato” a quattro (a Sepang erano sette…) i secondi beccati dalla Yamaha. Se la situazione non peggiora nei prossimi giorni, tutto sommato potremmo considerarlo un risultato incoraggiante. Giù il cappello, infine, per il vecchio leone McWilliams, che è salito in moto in condizioni da Barry Sheene dei tempi d’oro. Avrà rimediato 10 secondi dal compagno di squadra, ma considerando che non è più un ragazzino, è assolutamente incredibile che sia risalito in moto…

I tempi:

1

Colin Edwards

Yamaha Racing

1’56”774

2

Valentino Rossi

Yamaha Racing

1’56”891

3

Casey Stoner

Ducati Marlboro MotoGP

1’56”960

4

Kenny Roberts jr.

Team KR

1’57”064

5

Nicky Hayden

Honda Repsol HRC

1’57”070

6

John Hopkins

Suzuki Rizla

1’57”350

7

Loris Capirossi

Ducati Marlboro MotoGP

1’57”360

8

Carlos Checa

Honda LCR

1’57”370

9

Alex Barros

Ducati d’Antin Pramac

1’57”690

10

Dani Pedrosa

Honda Repsol HRC

1’57”700

11

Randy De Puniet

Kawasaki Racing

1’57”730

12

Marco Melandri

Honda Gresini

1'57”760

13

Alex Hofmann

Ducati d’Antin Pramac

1’57”800

14

Shinya Nakano

Honda Konica Minolta

1’57”850

15

Chris Vermeulen

Suzuki Rizla

1’57”900

16

Makoto Tamada

Yamaha Tech 3

1’58”408

17

Olivier Jacque

Kawasaki Racing

1’58”740

18

Toni Elias

Honda Gresini

1’59”400

19

Sylvain Guintoli

Yamaha Tech 3

1’59”700

20

Shinichi Ito

Ducati – Bridgestone test

1’59”966

21

Andrew Pitt

Ilmor

2’00”667

22

Jeremy McWilliams

Ilmor

2’10”341





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