Test a ranghi ridotti quelli in Australia, con Yamaha e Kawasaki che hanno preferito rinunciare alla costosa trasferta a Phillip Island, ma la considerazione non basta a cancellare lo stupore del vedere Barros in testa alla classifica dei tempi. Che Alex vada forte (soprattutto a Phillip Island) non lo scopriamo certo adesso, che sia così in forma dopo una stagione di pausa in Superbike l’avevamo intuito dopo il colpaccio del secondo giorno a Sepang, che le due Desmosedici GP07 del team d’Antin siano realmente al livello di quelle del team interno (e che la squadra sia pronta per puntare a prestazioni al top) è invece una piacevolissima sorpresa, e lascia intuire che la stagione sarà decisamente combattuta e spettacolare.
Con un “podio” completato da Melandri e Capirossi, è lecito constatare che la gommatura Bridgestone sia particolarmente a suo agio sul tracciato australiano, ma sarebbe riduttivo imputare alle gomme tutto il merito delle prestazioni dei tre piloti, anche perché le versioni 2007 dei pneumatici sono rimaste nelle casse, in attesa di venire utilizzate domani. La base delle moto è buona, e ancora una volta conferma come la riduzione di cilindrata avrà tanti effetti, ma non certo il calo delle prestazioni.
Decisamente più indietro del solito la Suzuki, ma attenzione: la pioggia ha interrotto i test verso le 16, interrompendo una progressione di Hopkins che sembrava promettere ottime cose. Del resto, i piloti Suzuki arrivavano qui con l’obiettivo di confermare anche su un tracciato diverso da Sepang le belle prestazioni dei test svolti finora, e siamo sicuri che già domani entrambi ci mostreranno il vero valore della GSV-R 2007.
Continua, invece, la delusione per le prestazioni di Nakano, che abbiamo sempre sostenuto come ottimo pilota non appoggiato dalle prestazioni dei mezzi su cui si trovava. Ora, i casi sono due: o Shinya è improvvisamente diventato un brocco, o il team Konica Minolta (che, ricordiamolo, non ha mai brillato granché nemmeno con Tamada in sella) fatica a trovare il bandolo della matassa di una 212 decisamente complessa nella messa a punto e probabilmente ancora acerba. Non è il caso di distribuire responsabilità ancora prima che la stagione inizi, ma francamente non ci sembra molto difficile ipotizzare poche colpe per il pilota…
I tempi:
|
1 |
Alex Barros |
Ducati Pramac d’Antin |
1’30”600 |
|
2 |
Marco Melandri |
Honda Gresini |
1’30”700 |
|
3 |
Loris Capirossi |
Ducati Marlboro MotoGP |
1’30”700 |
|
4 |
Nicky Hayden |
Honda Repsol |
1’31”180 |
|
5 |
Dani Pedrosa |
Honda Repsol |
1’31”290 |
|
6 |
Casey Stoner |
Ducati Marlboro MotoGP |
1’31”400 |
|
7 |
Alex Hofmann |
Ducati Pramac d’Antin |
1’31”500 |
|
8 |
Carlos Checa |
Honda LCR |
1’31”800 |
|
9 |
John Hopkins |
Suzuki Rizla |
1’31”800 |
|
10 |
Kenny Roberts jr. |
Team Roberts |
1’31”900 |
|
11 |
Toni Elias |
Honda Gresini |
1’32”000 |
|
12 |
Chris Vermeulen |
Suzuki Rizla |
1’32”000 |
|
13 |
Shinya Nakano |
Honda Konica Minolta |
1’32”230 |