Chiusi nelle nostre auto in coda, bloccati nel traffico, costretti a correre a destra e a sinistra, costretti sempre a far collimare tutti gli impegni di lavoro, familiari, personali; una continua corsa a rispettare le scadenza e gli impegni presi, tentando di soddisfare quanto più possibile le aspettative di tutti: capi ufficio, mogli e figli, genitori e via dicendo.
Il tempo che riusciamo a dedicare a noi stessi, passando gli anni ed invecchiando, è sempre meno. E ciò che alcuni anni fa ci risultava semplice da fare, sia nel lavoro che nelle nostre passioni, oggi lo facciamo magari con un po' più di fatica, con un po' più di stanchezza. Poi ci si mette pure questa crisi economica finanziaria che non passa e tutto ci risulta ancora più brutto, più buio. I sorrisi della maggior parte delle persone sono spenti, anche se a dire il vero tanti ridono e ridono di gusto; ma la vita della gente normale, insomma quella che si alza tutte le mattine per andare al lavoro, non può certo dirsi roba da poco: ci vuole tanto impegno e pazienza per far funzionare le cose.
E quindi, in una società ormai svuotata completamente dei suoi valori etici e morali (morale ormai è una parola totalmente in disuso) riusciamo ancora a sognare? Riusciamo ancora, almeno per poco, a far battere forte il nostro cuore? A sentire quel brivido dietro la schiena che ci pervade, nel nostro caso essendo motociclisti, quando saliamo sulla nostra belva per ritagliarci anche solo qualche breve ora di svago, di pura goduria motociclistica, affrontando quella strada tutte curve che ci piace così tanto, o prenotando una mezza giornata in pista, giusto per togliere un po' di ruggine e sentirsi proprio come quelli là, sì i piloti veri, che se vogliamo sono la cosa più lontana da noi, a parte forse la passione che ci accomuna.
In questo inverno che non vuole finire tante sono le novità motociclistiche che sono state presentate e molti di noi potranno solo sognarle, magari attaccarsi a qualche vetrina di concessionario per osservarle da dietro il vetro e forse provarle per una mezz'ora. Saranno in pochi quelli che riusciranno a tramutare in realtà il proprio sogno. A tutti quelli che non ci riusciranno resta la speranza di farcela, almeno un giorno chissà quando. Non sarà molto, ma in tempi difficili come questi, un po' di ottimismo, l'idea che le cose prima o poi migliorino e il continuare ad avere qualche sogno nel cassetto, sono le uniche poche cose che ci salveranno dal baratro.
Auguriamoci che bastino.