La città di Milano, complice la soluzione (forse più demagogica che effettivamente efficiente) dell'Ecopass, è una delle poche metropoli italiane dove la pratica motociclistica nel trasporto utilitario quotidiano ha un livello di maturità paragonabile a quello delle città francesi e tedesche: la moto viene impiegata 365 giorni all'anno, con le dovute precauzioni per l'impiego nelle condizioni meteo meno favorevoli, per spostarsi nel congestionatissimo traffico meneghino ed arrivare così puntuali al lavoro o... a casa prima di mezzanotte.
Il passaggio da Ecopass ad AreaC, che avverrà il prossimo lunedì 16 gennaio, rischia di cambiare radicalmente la situazione. La nuova normativa, apparentemente favorevole alle due ruote (che restano l'unico veicolo a non pagare la cosiddetta congestion charge per l'ingresso entro la cinta dei Bastioni) in realtà penalizza spaventosamente i veicoli meno recenti. Ciclomotori e motocicli Euro 0 (ovvero tutti quelli immatricolati prima del mese di giugno 1999) non potranno infatti accedere all'AreaC nemmeno pagando il ticket, con l'eccezione dei mezzi iscritti al registro ASI quali moto d'epoca.
Una scelta assolutamente folle, che ipotizziamo figlia di una pesante svista da parte dell'amministrazione comunale. La quale, però, continua a restare coerente con tale posizione. Inutile ripetere per l'ennesima volta come una R1 del 1998, ma anche una
BMW K1200RS del 1994, tanto per citare due mezzi a caso Euro-0 che non possono ancora essere iscritti al registro ASI, inquinino a parità di tragitto ben meno di qualunque autoveicolo Euro-5. Basta pensare a quanto tempo impiegano per compiere quel tragitto nel traffico delle ore di punta a Milano per rendersi conto della veridicità dell'affermazione: gli inquinanti emessi in pochi minuti non possono essere paragonati a quelli lasciati nell'aria da un mezzo, pur più "pulito", che rimane acceso in strada per quattro o cinque volte il tempo.
Se poi teniamo presente che gran parte dei problemi di inquinamento derivano attualmente dalle polveri sottili (PM10) che NON vengono certo emesse dalle due ruote Euro 0 (secondo uno studio dell'ARPA, agenzia di cui ci siamo fidati per andare a Motegi, il contributo dell'intero parco circolante a due ruote contribuisce per meno dell'1% alla produzione di polveri sottili) il provvedimento appare assolutamente folle. Invitiamo tutti coloro che si recavano in moto al lavoro in zona centro a Milano a prendere la loro ecologicissima auto in regola con le normative Euro, a costo di impiegare cinque volte tanto per arrivare. E invitiamo la giunta meneghina a controllare le rilevazioni degli inquinanti nell'aria nei prossimi giorni. Vediamo chi penserà di aver fatto la stupidaggine più grossa.