Mettiamoli in galera!

In Motocordialmente

di Marco Dabizzi, 22 dicembre 2011
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Mettiamoli in galera!


"Anche i semafori truccate in Italia pur di raggranellare qualche soldo" mi dice un amico incontrato al supermercato, dopo settimane in cui l'Italia sembra essere improvvisamente al centro dell'attenzione dei media qui in Australia. In realtà questo buontempone si riferiva ad una vicenda di diversi anni fa, che solo grazie ad un'altra delle peculiarità tipiche del Belpaese, l'incredibile lentezza della giustizia (con la minuscola), dovrebbe finalmente arrivare alla fase del processo dopo che in tutti questi anni si sono svolte solo una manciata di udienze preliminari.

Vista da qui, la vicenda appare seria, perchè non solo va a mettere ancora una volta le mani nelle tasche di automobilisti e motociclisti, ma soprattutto perchè infrange quel vincolo di fiducia che lega (o dovrebbe legare) i cittadini a chi la legge dovrebbe far rispettare.

Tutto iniziò oltre quattro anni fa, grazie all'avvocato Francesca Maria Fuso che fece partire un'indagine su delle anomalie del funzionamento delle macchine per il rilevamento delle infrazioni ai semafori in diverse parti del Nord Italia. A Segrate infatti, dove la questione fu sollevata, la luce rossa di alcuni semafori si accendeva solamente dopo quattro secondi dal giallo: quattro secondi in cui l'automobilista o il motociclista dovrebbero valutare le condizioni del traffico davanti a loro, guardare nello specchietto retrovisore per giudicare la velocità e la distanza dei veicoli che seguono, prendere una decisione e fermare il veicolo in sicurezza. Un po' pochi quattro secondi, nevvero? Sì, tanto che la Regione Veneto nel 2009 aveva raccomandato ai comuni un tempo minimo di almeno 8 secondi prima dell'accesione del rosso.

Se dunque la prescrizione non manderà tutto a gambe all'aria, dovrebbero andare finalmente a giudizio 15 comandanti di polizie loali, sindaci e dirigenti comunali, oltre agli amministratori delle aziende che costruiscono le apparecchiature per multare in caso di passaggio col rosso. Sindaci e comandanti di Vigili Urbani sono accusati di abuso d'ufficio, e se qualcuno sperasse nella Giustizia (quella con la G maiuscola) dovrà temo ricredersi, visto che sarà comunque impossibile fare ricorso per i cittadini multati ingiustamente e soprattutto sarà difficile che - anche in caso di processo e relativa condanna - agli imputati verrà data più di una bacchettata sulle mani.

Qualche link interessante per riassumere la vicenda:
La bufala del semaforo giallo
Il giallo farlocco dei semafori






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