Son quelle cose che non ti aspetti. Che non ti immagini. Che non vorresti mai vedere. E che, anche se le vedi, fai fatica a credere che siano vere.
In una tranquilla domenica mattina è arrivata ai nostri occhi, in mondo visione, la tragica fatalità della morte di un pilota. Un nostro pilota. Quello che era amico di tutti, anche se non ti conosceva. Che se lo chiamavi per una foto o un autografo, non si tirava mai indietro anche quando aveva fretta. Cosa che altri non fanno nemmeno se hanno tutto il tempo del mondo.
Era la caricatura di sè stesso, e solo per questo non poteva non ispirare simpatia. Con le sue battute, miste a parolacce, o quelle che sembravano battute ma per lui non lo erano. Con la sua voce e il suo simpatico dialetto sapeva attirare l'attenzione di tutti. Per non parlare di quel cesto di capelli che si portava dietro.
Sempre diretto, sempre pronto a prendersi la responsabilità quando sapeva di sbagliare (quante volte lo abbiamo sentito dire “ho fatto una cag..a!”?), pronto ad attaccare se pensava di avere ragione. O lo amavi, o lo odiavi. Ma non potevi farne a meno. Tutti aspettavano di sentire la voce del Sic a fine prove, a fine gara. Anche per vedere se ne avrebbe “sparata” un'altra delle sue.
Non piange solo il Motomondiale, ma piange anche il motociclismo italiano che ha visto sparire in un attimo sogni e speranze del futuro delle gare che, prima o poi, saranno senza Valentino Rossi.
Solo Sic aveva in mano questo futuro. Non me ne vogliano i tifosi degli altri piloti italiani. Qui non si parla solo di talento (che hanno anche altri), ma si parla di quella persona che bucava lo schermo, che aveva il potenziale per portare sulle tribune e nei prati un sacco di persone. Era l'unico in MotoGp fatto di quella pasta lì. Il “pilota della porta accanto”.
Restano impresse negli occhi e nella memoria gli infiniti duelli che scatenava ad ogni gara, sin da quando era nelle categorie minori. Una delle gare memorabili, ad esempio, è stata quella del Mugello 2009 in 250 dove, sul bagnato, ha scatenato uno splendido duello con Pasini. Re dei sorpassi e dello spettacolo, era l'unico che sapeva creare qualche bagarre anche nelle gare più noiose. In questa stagione, nel bene e nel male, è sempre stato protagonista.
E adesso? Chi saprà infuocare il cuore dei tifosi (italiani e non) e chi saprà/potrà raccogliere la pesante eredità che prima o poi Valentino dovrà lasciare?
Senza di lui, non sarà la stessa cosa. E non basteranno i ricordi a colmare l'enorme vuoto che si è creato.
Ciao Marco.