Nel paddock di Brno non si parla delle imprese di Stoner, di Pedrosa e compagni. No, si discute e ci si schiera a favore o contro la gara che si dovrebbe tenere in Giappone il 2 ottobre. Gara che, come tutti ricorderete, doveva svolgersi ad aprile ma che è stata rimandata a causa del forte terremoto che ha colpito la terra nipponica e ha danneggiato la centrale nucleare di Fukushima.
La situazione attuale pare non garantire lo svolgimento in sicurezza dell'evento in quanto alcuni reattori nucleari non sono ancora sotto controllo, le radiazioni sono ancora elevate e sono da evitare il consumo di acqua e alimenti provenienti da quella zona. Credo che chiunque, potendo scegliere liberamente, si schiererebbe contro la trasferta giapponese che, tra l'altro, si trova a soli 70km in linea d'aria dalla centrale di Fukushima.
I team di 125 e Moto2 sembrano essere pressoché tutti concordi nel saltare questa tappa del mondiale mentre in Motogp la questione comincia ad essere veramente complicata.
Stoner capitanava la schiera di piloti che si opponeva alla trasferta. A spada tratta difendeva la sua idea di non partire perchè il rischio di ammalarsi anche tra molti anni era troppo alto. Come dargli torto. A fargli eco voci del calibro di Jorge Lorenzo e Valentino Rossi. Fin qui, niente di strano.
Lo scorso finesettimana si è tenuta una riunione proprio per capire le posizioni dei vari piloti rispetto alla trasferta giapponese e il primo nome che è venuto a mancare tra i piloti presenti è stato proprio quello di Casey Stoner. Ha scoperto che Adriana (sua moglie) aspetta un bambino e improvvisamente decide di andare a correre in Giappone, riconsiderando la pericolosità delle radiazioni. Questo non mi pare per niente normale! La spiegazione arriva a breve. Corre voce che la
Honda stia facendo grosse pressioni sui piloti e gli addetti ai lavori, arrivando addirittura a minacciare di non rinnovare contratti o strappare quelli attuali. Salta fuori la notizia e forse Casey si rende conto di perdere credibilità rispetto agli altri e fa nuovamente un passo indietro.
Le indecisioni sono molte e credo che quello che ha detto
Valentino Rossi sia veramente il riassunto del pensiero di molti... Andare a rischiare la vita per una gara di moto non ha senso.
Se tutti i piloti fossero concordi nella decisione di non andare, avrebbero in mano un grosso potere e questa è un'opzione da non sottovalutare. A rimetterci gli stipendi, oltre loro, ci sono anche i “pesci” più piccoli, ovvero manager, meccanici, ecc... E probabilmente la loro voce non ha nessun valore. O certamente ne ha molto meno, rispetto a quella di piloti campioni del mondo.
La minaccia di far perdere il lavoro perchè tanto “
là fuori ci sono tanti che aspettano di prendere il tuo posto” è, a parer mio, veramente squallida e va contro ogni etica e dignità umana. Per la popolazione giapponese sarebbe sicuramente positivo l'evento ma credo che la motivazione della
Honda (ma non solo) vada cercata altrove.
A chi gioverebbe lo svolgimento della gara? Credo che la risposta sia scontata... Come sempre, a muovere il mondo, ci sono solo i soldi. E sarebbe veramente una brutta caduta di immagine dare più importanza agli interessi che alla vita delle persone. Ma poi, mi chiedo, vale davvero sempre la formula “the show must go on”?