E' tradizione ormai consolidata: a Monza in maggio fa caldo, un caldo che supera di gran lunga la media stagionale, ma eguaglia sempre la media "monzese". Non si capisce se il caldo derivi dal clima soleggiato o dagli spalti dove siedono, girano, mangiano, bevono, urlano, imprecano gli appassionati.
Sicuri che sia la "serie B"?. Per essere la "serie B" c'è un'affluenza in sala stampa mica male, con un'ottima presenza di grandi firme "GP", attirate forse dal fresco dualismo italiano di vecchia derivazione motomondiale. Per essere la "serie B" c'è un paddock stra-pieno e un'organizzazione in difficoltà con i pass-auto perchè "a Monza quest'anno vuole venirci il mondo!!". Per essere la "serie B" nella seconda sessione di qualifiche, la moto più veloce in pista tocca i 331,4 kmh (Aprilia di Biaggi) e intorno ai 324kmh ce ne sono ben dieci di cinque case diverse, mentre ben 15 moto girano entro gli 1,43 con 6 marche diverse ai primi 6 posti. Sicuri che sia la "serie B"? Se lo è personalmente l'apprezzo molto e penso, senza tema d'essere troppo lontano dalla verità, che assomigli molto alla "serie A di qualche anno fa. forse la "serie A" è ora che si tolga un po' di spocchia e torni verso la "serie B" ammesso e non concesso che lo sia e non siano A1 e A2 con classifica d'importanza soggettiva per ognuno di noi.
COSA MI PIACE
Una
BMW così è uno spettacolo! Il rumore dei giri sembra quello del V12 Ferrari che ci squarciava i timpani ad Imola, nel lontano 1990; un accostamento che pare azzardato, ma anche il più consono all'urlo della S1000RR sentito in forma LIVE. La RSV4 ha invece una parentela stretta con il rumore Motogp: non esalta gli ormoni, ma è molto "consistent" ed in staccata-inserimento curva-curva viaggia sui binari.
Yamaha si colloca nel mezzo: scoppi irregolari, molto veloce, pompa parecchio sul posteriore in parabolica, però è a ridosso.
Ducati è sempre
Ducati diremmo parafrasando un vecchio detto "domenicale": non dà proprio l'impressione di essere una moto privata e Checa sembra ci sia nato sopra. Le Kawa sono senza dubbio una gran bella moto da SBK, niente a che fare con le figuracce in GP: gli ultimi problemi "doganali" qui vengono vissuti con il modo usuale nel quale questo ambiente assorbe gli scandali, cioè testa bassa e gas aperto perchè l'extra-sportivo non interessa molto a nessuno.
Cos'altro c'è di bello....ah sì, un signore che si aggira per il paddock con una t-shirt dal logo
Ducati impercettibile, un tifoso come gli altri, se non fosse che si chiami
Troy Bayliss e che sia venuto ad annusare l'ambiente per un nuovo rientro, forse..e per chi fosse interessato, di bello c'è un mare di belle ragazze.
COSA NON MI PIACE
La "gpizzazione" è in agguato. L'elettronica si fa sentire e vedere: sia apre sui cordoli che è un piacere, si dominano i wheeling in uscita. L'impressione è che ci sia ancora comunque molta guida da parte dei piloti e che le gomme siano assolutamente un parametro che parte alla pari per tutti. Nonostante questo, l'escalation verso le estremizzazioni dei prototipi è sempre più visibile. Non piace il concetto di hospitality ultra-extra-mega riservata e chiusa a tutti quelli che non vengono invitati espressamente per volere "divino", così caro ad un altro paddock e così inusuale fin'ora in SBK:
Aprilia in testa, alcuni si sono dati alla privacy estrema, per dovere o per piacere. Non amo l'invasione di campo da parte di alcuni rappresentanti di media (non motociclistici) che la SBK la snobbano per il resto dell'anno, ma sanno che a Monza "bisogna farsi vedere". I tifosi da stadio di calcio che denigrano altri piloti invece di tifare il proprio, personaggi che erano sconosciuti alle corse una ventina d'anni fa in generale e sconosciutissimi alla Superbike.
IN PROGRESS
In questo momento siamo in attesa della Superpole e domani le gare: consiglio di fare un salto comunque qui a Monza perchè ne vale la pena. Spettacolo assicurato, emozioni e tanto sole: il menu che funziona, fornito in parte dalla fortuna nel meteo ed in parte dagli organizzatori, non cambia.
A Monza sai cosa trovi!
per Motocorse
Maurizio Mak Ottomano