F1 e MotoGP: se il Bahrain piange, il Qatar non ride

In Motocordialmente

di Marco Dabizzi, 18 febbraio 2011
F1 e MotoGP: se il Bahrain piange, il Qatar non ride

Il Bahrain era considerato uno stato modello fra quelli nel Golfo Persico, esempio di democrazia e riforme civili. Una maschera (quasi) perfetta, crollata drammaticamente con le prime pacifiche proteste in piazza, sull'onda di un movimento che partito dalla Tunisia ha attraversato rapidamente Egitto, Libia, Yemen ed appunto Bahrain. L'esercito ha attaccato con un raid improvviso i cittadini scesi in piazza per chiedere trasparenza e giustizia, sparando ed uccidendo senza pietà.

In questi frangenti parlare di sport sembra impietoso, ma la notizia del probabile annullamento del GP di Formula 1 ha riscontri più ampi che quelli limitati all'organizzazione di questo pur importante evento.



Il fatto è che la concessione di un GP a governi come quello del Bahrain equivale ad un pass di buona condotta, una sorta di sdoganamento pagato con petroldollari e con il sudore (ed ora anche il sangue) di chi non fa parte della casta al potere.

Il 20 marzo nel vicino Qatar dovrebbe partire il Motomondiale 2011, ed il condizionale è d'obbligo perchè il Qatar dista dal Bahrain una ventina di km, meno che da Milano a Monza, per intenderci, ed entrambi i paesi non riconoscono la Corte di Giustizia Internazionale, basandosi su un sistema di leggi civili e religiose applicate con particolare discrezione.

Il GP di F1 è in programma per il 13 marzo, ma Bernie Ecclestone ha fatto sapere che aspetterà ancora qualche giorno prima di deciderne l'eventuale annullamento, a seconda di come evolverà la situazione. Sempre che la censura permetta di saperlo davvero...






Stampa  Versione stampabile   Invia ad un amico  Manda ad un amico     Leggi i commenti  1 commento »     Scrivi un commento  Scrivi un commento »
comments powered by Disqus

Commenti dei lettori

Anonymous
Italy
Monza

Va annullato il Gran premio,e recuperato in un paese con senso civile e rispetto dei diritti umani.
E bisogna smetterla di proporre gran premi in paesi assurdi solo per il desiderio di qualche sceicco,e farne di più in paesi motoristicamente più maturi ed appassionati.Il mondo è pieno di magnifici circuiti senza una gara del mondiale
Ciao

Inserito: 18 febbraio 2011

Username
Password
Non sei registrato?
Registrati, è gratis!

Commento


Articoli precedenti in Motocordialmente

» Il commento di Peter Ingley: 2011, il vero scontro
» A Catania il casco è diventato (quasi) obbligatorio
» Dainese: presa d'aria sulla spalla per Hayden e Rossi