La prima gara motociclistica mondiale 2011 avrà luogo fra poco – nel weekend fra il 26 e il 27 del mese a Phillip Island, Australia. L’emisfero australe è un bel posto dove correre, in questo periodo dell’anno: è caldo e soleggiato, ovvero la condizione perfetta per le gare in moto. Non ho intenzione di sbilanciarmi in previsioni, né meteorologiche né agonistiche. E’ semplicemente impossibile pronosticare l’esito di una stagione a questo livello: può succedere di tutto. E di solito succede.
Il mondiale Superbike, dicevamo, apre le danze, e tutti gli appassionati del mondo sono pronti: Phillip Island, di solito, offre gare superbe in tutte le categorie. Alcuni piloti hanno cambiato squadra, alcuni team hanno moto nuove, alcuni team sono spariti e altri sono entrati a sostituirli. La squadra
Ducati ufficiale non esiste più, ma la cosa ha fatto si che ci sia molto più supporto della casa per i team privati rimasti fedeli al marchio bolognese.
Ci sono diverse correnti di pensiero sul motivo del ritiro
Ducati dalla SBK. Politica, competitività del mezzo, o semplicemente questioni di soldi dopo l’arrivo di “The Doctor”. Valentino Rossi, dopo mesi di suspense, ha sostituito nel team ufficiale MotoGP Casey Stoner, che ha deciso abbastanza presto nella stagione 2010 di seguire le orme dell’ex team manager Livio Suppo e andare in Honda. Ci sono anche diverse ipotesi sulla partenza anticipata di Stoner dalla Ducati, ma in fondo, è questo genere di pettegolezzi, con smentite e cortine fumogene, a tenere vivo l’interesse per il mondo delle gare.
La MotoGP continua a lottare contro una griglia sempre più povera, ulteriormente ridotta nel 2011 a causa della decisione
Suzuki di schierare una sola moto, nonostante brontolii e minacce di azioni legali da parte di Carmelo Ezpeleta, amministratore delegato della Dorna. Ci sono state discussioni lunghe e dolorose fra Dorna e Suzuki, incentrate soprattutto su diverse interpretazioni delle parole scritte sul contratto. Tuttavia, al momento,
Suzuki schiera una sola moto e non c’è traccia di citazione in tribunale.
La Moto2, classe che ha soppiantato la 250 spinta da motori
Honda 600 derivati di serie, hanno offerto gran belle gare nel 2010, pur fallendo nell’impresa di produrre un campione degno di una sella in MotoGP. Toni Elias, degradato a fine 2009, ha goduto di un sensibile vantaggio di peso rispetto ai suoi concorrenti, e ha vinto il titolo della prima stagione. Resta da vedere se e quanto le sue prestazioni miglioreranno nell’arco della stagione, ma possiamo essere sicuri che non lotterà per il titolo, quest’anno.
Il 2011 è anche l’ultima stagione di motori da 800cc nella classe regina: il 2012 vedrà il limite di cilindrata alzarsi a 1000, e i due tempi sparire anche dalla 125, rimpiazzati da monocilindrici 250 a quattro tempi in ciclistiche prototipo. L’intenzione è quella di introdurre motori derivati di serie per ridurre e controllare i costi, in linea con quanto fatto in Moto2. Dorna è stata battuta in partenza nella formula minore con l’introduzione della European Junior Cup, una nuova categoria che correrà con il mondiale Superbike 2011 organizzato da Infront Motorsports. Aperta a piloti da 14 a 17 anni di tutti il mondo, vedrà in griglia
Kawasaki Ninja 250 identiche, e correrà la domenica, prima di gara-2.
La vera lotta, quest’anno, non la vedremo nei singoli campionati la domenica. Potrebbe finire addirittura in tribunale, perché Infront Motorsports vorrà difendere i propri diritti sui motori derivati di serie da 600 e 1000cc nei campionati mondiali, mentre Dorna tenterà una mossa disperata, e ai limiti della correttezza, per cercare di ridurre gli astronomici costi dei prototipi attuali e allargare le griglie di partenti. Potrebbe trattarsi di una lotta lunga e dolorosa, ma i Flammini appaiono determinati a stroncare sul nascere qualunque tentativo della Dorna di sconfinare in quello che ritengono essere il loro territorio.
Durante la stagione 2010, rispondendo con aggressività a Maurizio Flammini, l’amministratore delegato Dorna Carmelo Ezpeleta ha dichiarato: “Dipende dalla FIM – l’organo che regola il motociclismo mondiale – che ha fra le sue competenze i regolamenti di entrambi i campionati.”
“Non mi interessa quello che dice Maurizio Flammini,” ha dichiarato Ezpeleta alla rivista tedesca Motorrad. “Lui non c’entra nulla. Il regolamento MotoGP è così, e per il momento non cambierà. Se si dovrà cambiare qualcosa, non dipenderà certo da una decisione di Flammini, ma dalla FIM. L’opinione di Flammini non significa nulla, per me – il suo mondiale Superbike è un campionato di serie B, considerando gli spettatori che hanno avuto a Brno rispetto a quelli che abbiamo avuto noi al Sachsenring. I numeri la dicono tutta.”
Paolo Flammini ha ribadito, di recente, la posizione Infront, sostenendo di essere pronti a difendere i propri diritti. “Ripeto quello che ho già detto – abbiamo avuto rassicurazioni dal presidente della FIM, Vito Ippolito, che questo regolamento MotoGP non verrà approvato. Finora, ha sempre mantenuto la parola, e spero che lo farà in futuro”. Le conseguenze, se Ippolito non mantenesse quello che Infront Motorsports considera il suo lato dell’accordo, sarebbero molto gravi, avverte Flammini. “Siamo pronti a fare tutto quanto necessario per difendere il contratto in essere fra noi e la FIM, che, non ci dimentichiamo, copre anche le moto derivate di serie da 600cc.”
Nei prossimi dodici mesi, oltre alle corse, sarà di grande interesse anche vedere come la FIM saprà gestire questa patata bollente…
(Illustrazione: Sprocket)