 Il passaggio di Valentino Rossi alla Ducati rappresenta un altro
cambiamento storico nel motociclismo moderno. Ma perché Valentino Rossi
avrebbe dovuto lasciare il dream team Yamaha per accollarsi, a 32 anni,
il rischio di una nuova avventura in Ducati? Cosa o chi lo ha spinto ad
una simile scelta? La risposta è una sola: Jorge Lorenzo.
Rossi dal 2004 ha trovato nella Yamaha una squadra, oltre che
un’azienda, totalmente dedicata a lui. Tutte le attenzioni, le risorse,
le premure erano riservate a lui. E tutto questo Rossi lo ha ricambiato
con 4 titoli mondiali, decine di vittorie e podi, un successo strepitoso
per entrambi. Tuttavia, questa condizione è stata pian piano erosa
dall’arrivo di Jorge Lorenzo. Inizialmente Jorge ha tenuto un profilo
basso e, pur facendo numeri incredibili sin dal suo esordio in MotoGP,
non ha dato molto fastidio a Rossi. Ma nel momento in cui Jorge ha
terminato la fase di apprendistato è diventato il peggior nemico che
Rossi potesse avere. “Il più forte degli altri”, come ha detto lo stesso
Valentino, era entrato in casa sua.
Si può parlare di fuga di Rossi verso la Ducati? Magari qualcuno
potrebbe dirlo e, probabilmente, non avrebbe torto. Ma non penso si
possa parlare di fuga da Jorge Lorenzo. Si tratterebbe, piuttosto, di
una fuga da un sistema che non era più “Valentinocentrico”. E uno come
Vale vuole essere il solo gallo nel pollaio. Dopo 4 titoli con la Yamaha
e le numerose imprese compiute è normale che Rossi non abbia accettato
di essere trattato come Lorenzo. Voleva un trattamento, un
atteggiamento, un approccio nei suoi confronti che fosse chiaramente
diverso da quello del suo compagno di squadra. Un “privilegio” inteso
come gratitudine, riconoscenza, rispetto per aver portato la Yamaha sul
gradino più alto del mondo. E questo in Yamaha non accadeva più perchè
investire su Lorenzo è stata una scelta giusta per il futuro e,
evidentemente, anche per il presente. Ve lo sareste immaginato
Schumacher in Ferrari accanto ad Alonso? Non lo avrebbe mai accettato.
Idem per Valentino. Senza considerare, tra l’altro, che il titolo
mondiale di Lorenzo è figlio anche del lavoro svolto da Rossi in tutti
questi anni, cosa che a Rossi ha dato parecchio fastidio.
Rispetto al 2004, quindi, cambiano tante cose. Valentino questa
volta è stato costretto ad andare alla Ducati e non lo avrebbe mai fatto
se non fosse arrivato Lorenzo a calpestare le aiuole. E' stata una
scelta indotta, non credo ne fosse convinto al 100%. Rossi voleva
continuare a correre in moto ma non poteva farlo né con la Yamaha né con
la Honda. Restava solo la Ducati, dalla quale Rossi pretenderà il
massimo supporto, cercando di nuovo quel trattamento che aveva in
Yamaha, quel qualcosa in più che possa dargli la spinta per battere
Lorenzo (ma anche Stoner e Pedrosa).
I test sono andati male, per lo meno dal punto di vista dei
risultati. I tecnici Ducati sono un po’ preoccupati, soprattutto
Preziosi. Di Rossi non sappiamo nulla perché non ha potuto parlare. Ma
credo che abbia messo molta pressione a tutti, proprio perché sarà lui
il primo ad avere molta pressione quando la giostra si rimetterà in
moto.
Magari cercherà di cucirsi addosso una moto con un motore
strepitoso. È legittimo, d’altronde, cercare di avere il mezzo più
veloce. Può darsi anche che lo farà perchè avrà bisogno di una moto più
veloce per battere la concorrenza. A 32 anni potrebbe essere la strada
giusta per tornare in vetta e, sinceramente, non ci vedo niente di male.
Quando vinceva con HRC era evidente la superiorità del mezzo. Poi,
passando in Yamaha, ha dimostrato che non ne aveva bisogno. Ora, forse,
ne ha bisogno ma, almeno, non deve dimostrare più niente a nessuno.
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