Analisi dell'emorragia di telespettatori dalla Motogp

In Motocordialmente

di Alfredo Di Costanzo, 19 agosto 2010
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Analisi dell''emorragia di telespettatori dalla Motogp


Continua in Italia l’emorragia di telespettatori dalle gare della Motogp. Il fenomeno di disaffezione ha iniziato a manifestarsi già nelle ultime prove della scorsa stagione, ed è diventato una costante a partire dalla gara del Qatar dell’undici aprile 2010. Ad ogni fine settimana gli utenti che, rispetto al passato, preferiscono altro alle sfide dei sulla carta migliori piloti al mondo di moto, sono nell’ordine delle trecento-quattrocento mila unità. Un dato preoccupante che dovrebbe allarmare non solo la Dorna e le reti Mediaset, ma gli addetti ai lavori tutti. Qualcuno asserisce che il distacco è frutto delle assenze di Rossi dopo la caduta del Mugello. Credo che non sia così, e a supporto della mia tesi, pongo questi dati. Al gran premio del Sachsenring, dove era alle stelle l’interesse dei media sul ritorno in gara del pilota Yamaha, rispetto l’anno precedente, il calo è stato di oltre mezzo milione telespettatori. Alla successiva prova di Laguna Seca, la diminuzione si è assestata, in paragone alla stessa prova del 2009, in trecentomila utenti, nonostante la diretta trasmessa su Canale 5. Nel match di Brno, dove oramai Rossi voleva e poteva lottare per un risultato pieno, sempre sulla rete ammiraglia del gruppo, la perdita è stata di oltre quattrocentomila persone. Numeri che in un prossimo futuro, se non s’interviene nella giusta direzione, porteranno anche ad un calo del giro d’affari e sponsor per tutti coloro che sono coinvolti nell’universo lavorativo del motociclismo. Per chi vi scrive il motivo che spinge chi sta in casa a seguire altri canali, è la mancanza di spettacolo che contraddistingueva i gran premi degli anni passati. Chi, poi, pone il potenziale del motociclismo in maniera Rossicentrica, per lo scrivente, sbaglia. Premesso che nessun campione è in grado di oscurare lo sport nel quale si cimenta, partiamo da prima che Mediaset si aggiudicasse nel 2002 i diritti per trasmettere in diretta le gare del Motomondiale. La Rai non aveva compreso le enormi potenzialità di presa di uno sport spettacolare come il motociclismo, e per anni è andata avanti con una formula stantia, dove addirittura le dirette erano un’utopia. I dirigenti di Italia 1, invece, sapevano che se presentate nel giusto modo, le gesta dei ragazzi del Motomondiale avrebbero attirato l’attenzione non solo degli appassionati duri e puri e di coloro che sognavano le due ruote ma non avevano il coraggio di salirci in sella, ma anche di chi non capisce nulla di moto, ma ha un debole per le acrobazie che i suoi piloti sono capaci di fare quando sono in duello. Cosa se non le sfide epiche tra Biaggi e Rossi, la rivalità tra Gibernau e Rossi, l’impresa di Capirossi nel portare alla vittoria la Ducati, sono stati formidabili catalizzatori dell’interesse dei telespettatori? La politica televisiva di Mediaset è stata quella di narrare con un’ottica nuova le cronache, ed ha avuto l’abilità di esaltare le doti di comunicatore del pilota che più ha vinto negli ultimi anni. Ad essere pignoli, c’è chi dice che proprio le “Rossi-cronache” siano uno dei moventi dell’emorragia. Pur non volendo entrare nel merito, per non dilungarmi troppo, sarebbe auspicabile dal duo Meda-Reggiani una maggiore obiettività, perché il tutto non può trasformarsi nell’enunciare l’eroiche gesta del numero 46. Emblematico è il trattamento ricevuto dal “the doctor” e da De Puniet per lo stesso tipo d’infortunio; del primo si è detto tutto in tutte le salse, del secondo solo qualche parolina di conforto. Come detto, per anni la formula dello spettacolo motociclismo è stata avvincente, poi il giocattolo si è rotto. Le gare sono diventate monotone, i sorpassi sono diventati una specie d’elemento protetto ed in via d’estinzione, ed il soporifero regna sovrano ogni volta che il semaforo rosso si spegne. Dal tutti in piedi, si è passati al tutti supini sul divano. Cosa, allora, bisognerebbe fare per invertire la rotta? La ricetta è semplice: aumentare il numero dei piloti in grado di poter lottare per la vittoria, per il podio e per la conquista di punti. Occorre permettere che anche un team privato possa dire la sua nella battaglia per la coppa del più bravo. Ricordate quando Biaggi era nella compagine di Pons? E della coppia Gibernau-Gresini? Bisogna, poi, rimettere il pilota al centro dell’azione; oggi le moto non derapano, non s’impennano, e sono più facili da portare al limite. D’accordo che la tecnologia debba avere il suo spazio, ma questa non dovrebbe mai mortificare il polso destro, quindi meno elettronica. Perché, poi, gareggiare tutti con le stesse coperture? A parte che è impossibile che un pneumatico che funzioni bene su una moto, possa essere altrettanto efficace su un’altra, la competizione tra i gommisti è una variabile in più per muovere le acque. Chi afferma che così si aumentano i costi, dimentica che questi con il monogomma non sono per niente diminuiti, e si è tolto ad alcune squadre la possibilità di sopravvivere, poiché coinvolte nello sviluppo delle stesse. La Dorna, poi, dovrebbe aumentare le quote destinate ai team per quanto riguarda la suddivisione dei ricavi dai diritti televisivi. Maggior budget per le formazioni, significa maggiori chanches per le giovani leve di debuttare nella massima serie. Guardate cosa succede nella Sbk. Nonostante La 7 non sia, per mezzi a disposizione, Italia 1 o Canale 5, aumenta anno dopo anno lo share, come mai? La risposta è negli scontri che riguardano non solo le prime piazze, ma anche quelle di rincalzo. Per ridare pepe alla Motogp bisogna riconsegnare a questa i suoi elementi essenziali, i piloti. Basta alla pratica dei rider portaborse; sì alla politica dei piloti bravi, porta emozioni. Non ho la presunzione di sostenere che le mie diagnosi e prognosi siano complete, ma mi piacerebbe aprire un confronto con gli appassionati di moto, per evitare che le gare del Motomondiale diventino come quelle della F 1. Infine un’ultima considerazione: non è stato Rossi a rendere grande il motociclismo, semmai è il contrario. Quando questi si ritirerà, le due ruote non finiranno di girare. Vedete cosa è successo dopo gli abbandoni di Agostini, Hailwood, Mamola, Schwantz, Doohan, e capirete che ciò che ci lega alle gare di moto, è l’unico, vero, grande, amore della nostra vita.





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Anonymous
Italy
Rome

ottimo articolo (come sempre d'altronde).
soprattutto ti faccio un plauso per la frase "...ciò che ci lega alle gare di moto, è l’unico, vero, grande, amore della nostra vita".
concordo al 110%!!
Con o senza Rossi esisterà sempre chi AMA veramente le moto.

Hagabros41

Inserito: 19 agosto 2010

luigi

ottima analisi di un fenomeno preoccupante. quelli della dorna quando si svegliano? medi e reggiani hanno stufato. è ora di cambiare!

Inserito: 19 agosto 2010

manziana
Spain
Málaga

vota e fai votare alfredo di costanzo

Inserito: 19 agosto 2010

robertino33
Italy
Lecco

Quando asserite che il ritorno di Rossi,con i dati che non recuperavano share dimostrano che non è la sua assenza il motivo a mio modesto parere sbagliate.
Rossi a mezzo servizio o comunque non al top(Brno compreso) è un Rossi non catalizzatore ed in grado di infiammare o vincere le corse,..lo spettatore medio non esperto nè appassionato ne prende atto e cambia canale.Quando scopre che la motoGp non gli manca,non ritorna più...in Buona sostanza l'assenza di Rossi è contata,eccome.In secundis una verticale discesa delkla qualità delle telecronache e del dopogara,semprepiù (sempre a mio parere ma pronto a ricredermi con pareri altrui) imbarazzanti e povere di veri contenuti...
Terzo motivo :troppa elettronica e quindi appiattimento del fattore pilota(quindi meno sorpassi,recuperi,colpi di scena).
Quanto al parco piloti,a volte dimentichiamo che le gare erano noiose anche al tempo di Doohan per alcuni anni(non sempre,ma nelle stagioni i cui avversari erano gli Okada ed i Criville),e l'epoca di Roberts, poi di Gardner,Spencer,Lawson poi di Shwantz,Rainey sono state parentesi intervallate da anni monotoni..Con Rossi integro,la MotoGp aveva trovato il testimonial perfetto,un po' come tomba nello sci(guardacaso morto dopo di lui),Shumacher nella F1....
Una riflessione circa la dorna:a furia di copiare la F1 sta rischiando di uccidere per monotonia "l'evento gara": anonime le prove,gare senza mordente,dopogara patetico...basterebbe che 1 sola casa tra le 3 principali mollasse che il giochino dovrebbe quasi chiudere per mancanza di protagonisti o moto.
Ciao

Inserito: 19 agosto 2010

coside
Italy
Genoa

analisi condivisibile. personalmente se perdiamo per strada un po' di telespettatori di quelli che se cade uno non guardano neanche finire la gara... tanto meglio. molto bene invece i risultati di la7

Inserito: 19 agosto 2010

pasquale

i veri appassionati di moto, le gare le vedono a prescindere il nome dei piloti. pazienza quando rossi andrà via....morto un papa se ne va un altro. quando si vedevano le gare dove rossi vinceva, è perchè erano il frutto di scontri favolosi contro biaggi e gibernau. ora solo noia

Inserito: 19 agosto 2010

Dario

il bello del motociclismo è l'agonismo. oggi questo manca, a causa di una politica miope da parte della ddorna e soci. l'articolo è ben fatto, complimenti al suo autore

Inserito: 19 agosto 2010

olaz71
Italy
Loiano

Noi possiamo scrivere e leggere tutto quello che vogliamo.. ma le cose non cambiano di certo.. è da diverso tempo che dico senza ombra di dubbio che in GP girano troppi soldi.. e purtroppo questo non porta certo buono.. calcio e f1 insegnano.. adesso chi corre è solo chi puo pagare(Vedi Karl Habram) che il prossimo anno debutta in GP con la ducati di papino.. e lui è solo l'ultimo della lista.. voglio proprio sentirli l'anno prossiomo Meda e Reggiani se avranno anora il coraggio di dire che qui ci sono i piloti migliori.. si nel portafoglio...

Inserito: 19 agosto 2010

Anonymous
Italy
Rome

Analisi da condividere appieno. Non credo, però, che chi gestisce il mondo della due ruote abbia l'umiltà di tenere conto di tali suggerimenti. Certo la Motogp non può continuare a percorrere la strada intrapresa fino ad oggi. Se avrà il coraggio e la volontà di cambiare ne trarrà sicuramente giovamento, altrimenti sarà destinata all'obliò.
La mancanza di risorse economiche, il numero esiguo di case costruttrici e di piloti deve spingere la Dorna, i costruttori e la Federazione Internazionale a cercare nuove strade e nuovi progetti. Lo sport deve prevalere sul buseness o, al limite, non deve essere soffocare quest'ultimo. Solo così l'interesse degli appassionati sarà rinvigorito, con o senza Rossi.

Inserito: 19 agosto 2010

Anonymous

purtroppo la motogp non è il campionato dei migliori manici, ma solo quello dei migliori portafogli. che fine ha fatto la kawasaki? il modo di correre della suzuki è bello? dove sono i team privati?

Inserito: 19 agosto 2010

nik32

L agonismo l ha creato Rossi, se avesse sempre dato il 100 % negli anni in cui era alla Honda avrebbe dato mezza pista a tutti. Considerato il fatto che: aveva la moto migliore, le gomme migliori, dei comnpagni di squadra ridicoli. Pero lui cosa faceva? Giocava.. E gli ignoranti del motociclismo lo osannavano per le Gag! Appena ha avuto avversari leggermente migliori le ha prese.
Lamps a tutti.

Inserito: 19 agosto 2010

Anonymous

la cosa bella è che si critica chi fa le gag dopo le vittorie...chi di gaga ferisce, di gag perisce!

Inserito: 19 agosto 2010

diego

SE NON SI INTERVIENE SUBITO SARANNO UCCELLI PER DIABETICI. BELLA LA FRASE FINALE SULL'AMORE PER LE MOTO. SALUTI, DIEGO NAPOLI

Inserito: 19 agosto 2010

Anonymous

l'articolo del di costanzo è frutto di competenza e passione.
condivido in pieno le sue parole.
molte sono le cause dell'emorragia, e l'autore le ha esamninate in modo esaustivo.

Inserito: 19 agosto 2010

TonyC
Italy

Sono d'accordo su molte cose, però credo che l'interesse per il motociclismo sia cresciuto soprattutto intorno alle battaglie in pista tra Rossi ed i suoi avversari.
Oggi, per via dell'elettronica, battaglie come quelle di Welkom nel 2004 sono diventate rarissime, anche perché lo sviluppo delle moto ha raggiunto livelli vertiginosi e il pilota non fa più la differenza.

Inserito: 20 agosto 2010

chbson2
Italy
Cagliari

Condivido la critica all'uso eccessivo dell'elettronica, che appiattisce la guida..... ma non sono d'accordo sulla critica ai commentatori.... Meda e Reggiani sono molto bravi e gli ascolti sono aumentati anche grazie a loro...... vorrei ricordarvi le PALLOSISSIME telecronache in F1 di Mario Poltronieri...... una roba che nemmeno un sonnifero da cavalli potrebbe eguagliare!!!
E poi per carità il motociclismo se ben gestito rimarrà tale..... ma nonostante l'elettronica, solo la cattiveria agonistica di Valentino Rossi ha tirato fuori sorpassi epici che fanno lo spettacolo.... quindi attenzione a prenderlo in antipatia, perchè ad oggi non c'è pilota che possa fare altrettatno...... tutti veloci ma ragionieri con pochi sorpassi!!!!

Inserito: 20 agosto 2010

Anonymous
Italy
Acquarica Del Capo

Altro che meda, ci vorrebbe Di Pillo! Come mai Rossi non riesce piu' a sorpassare gli avversari? Manca la materia prima, ossia i piloti, e ci vorrebbe poca elettronica

Inserito: 20 agosto 2010

TonyC
Italy

Fermo restando i problemi della motogp, ma non può essere semplicemente che quest'anno i telespettatori si stiano interessando alla SBK solo perché Biaggi sta per vincere il mondiale ?
Quando non ci sarà più Biaggi (o non lotterà per il vertice) credo che gli spettatori caleranno come in motogp.
Succede la stessa cosa negli altri sport, come il rugby: come non ricordarsi che 3 anni fa quando l'Italia vinse 2 partite al 6 Nazioni tanti cascarono giù dal pero perché non sapevano neanche dell'esistenza di questo sport.

Inserito: 20 agosto 2010

Anonymous
Italy
Rome

Un campionato, con molte moto simili e tanti piloti di ottimo livello, calamita l'interesse dei telespettatori e questo accade in Sbk. Purtroppo la motogp è un campionato con troppi pochi attori e, per di più, di scarso interesse; finiti i duelli Rossi/Biaggi, Rossi/Gibernau, Rossi/Stoner ed in ultimo Rossi/Lorenzo l'attenzione è diminuita. Mentre nella Sbk, si alternano, di continuo, i piloti di vertice mantenendo alto l'audience, in Motogp si è puntato tutto su Valentino (mantenendo, in tutti i modi, il suo dominio). Appena diminuita, però, la sua competitività, anche gli appassionati sono scomparsi. L'errore sta tutto qui, nell'aver puntato su un solo attore.

Inserito: 20 agosto 2010

Anonymous

qualsiasi opra teatrale, anche la più bella, se mancano gli attori, diventa pessima. come evidenziato nell'articolo, mancano buoni protagonisti. tante sono le cause, una su tutte l'eccessiva presenza di elettronica sulle moto.

Inserito: 21 agosto 2010

Anonymous

purtroppo chi gestisce il mondo delle gare non capisce che bisgna intervenire e subito!
rossi o non rossi, il motociclismo, come dice l'autore del testo, è un grande amore, forse l'unico che accompagna la vita di un centauro dalla nascita in poi. speriamo bene....

Inserito: 21 agosto 2010

Anonymous
Italy
Rome

DA QUANTO TEMPO UN PRIVATO NON VINCE NELLA MOTOGP? RICORDO CHE CHECA NELLA SBK HA VINTO CON UN TEAM PRIVATO, QUEST'ANNO
ABBIAMO TOCCATO IL FONDO....:-(

Inserito: 21 agosto 2010

Anonymous

ma perchè in tv trasmettono le gare della motogp? a me sembrano più litanie pro-rossi

Inserito: 21 agosto 2010

Anonymous

10, 100, 1000 SBK!

Inserito: 21 agosto 2010

pasquale

preferisco l'adrenalina della sbk alla noia della motogp

Inserito: 21 agosto 2010

Ringhio
Italy
Milanese


Complimenti ancora, non tanto per la scelta d'opinione, ma per l'obiettività giornalistica.

Il Rossismo ad oltranza ha portato il tifo da stadio nel mondo delle moto, con notevoli benefici mediatici ma forse un po' meno economici (considerata la flessione del 2008-2009 prendiamo le vendite del triennio 2008-2009 delle case motociclistiche più famose, e non vedremo un grande allungo di Yamaha, anzi).

Tra le righe dell'articolo ho notato quello che forse può essere un fenomeno, più o meno transitorio, l'assenza di passione per la moto tout court.
Masse che tifano il proprio gladiatore preferito.
Masse che individuano nella tifoseria avversaria il nemico.
Masse che si infiammano sotto le provocazioni volute e ben dosate, degli "anchorman" della domenica (vedi Any Given Sunday)

Una massificazione che sta soffocando l'elemento umano, del motociclismo come simbolo di condivisione di valori e stili di vita.
Un motociclismo portatore di una sua legacy, di una storicità, di personaggi che vivono tra noi e che fanno da cantastorie di avventure e aneddoti eccezionali del passato e del presente.

Le case, certo, hanno dato una bella mano all'aumento della complessità del sistema e all'esasperazione dei ritmi, ignorando troppo spesso i principi del capitalismo liberale e troppo spesso prediligendo ciecamente l'oggi e il subito, trasformando il cliente, fidelizzato e non, in un insignificante numero sulla cartolina di garanzia.

Sono felice di essere nato come motociclista, in tempi diversi da oggi.

E' vero Alfredo, "ciò che ci lega alle gare di moto, è l’unico, vero, grande, amore della nostra vita" !

Inserito: 22 agosto 2010

Anonymous
Italy
Florence

....capirete che ciò che ci lega alle gare di moto, è l’unico, vero, grande, amore della nostra vita....
Mai frase fu così vera.
Bravo ad Alfredo.

Inserito: 22 agosto 2010

ciuffa67
Italy
Pignone

Appena ha avuto avversari con moto migliori!!

Inserito: 25 agosto 2010

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