Daniel Pedrosa e la consapevolezza dell'essere
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Tutte doti che chi corre in moto deve avere se vuole provare a vincere. Ora il caso vuole che nel motociclismo, come ormai negli sport professionistici in generale, siano ormai entrati da anni le figure dei manager, dei tutor, dei guru delle sponsorizzazioni e dei contratti milionari. Ti vado a scoprire un bel pilotino talentuoso che abbia tutte le caratteristiche di cui sopra, lo metto sotto contratto e se ho fortuna e fiuto e questo si mette pure a vincere, riesco a tirarci su un bel mucchio di soldi. I binomi manager-piloti del motociclismo di questi anni più o meno recenti: Pernat e Capirossi, Rossi e Gibo Badioli, Pedrosa e Puig solo per citarne alcuni, diciamo i più noti. Vicende diverse, storie diverse finite più o meno meno bene, alcune ancora in corso, altre finite male.
Mi chiedo però nella gestione di un pilota che senso abbia fargli credere ciò che non è, mandargli messaggi non veri, comunicargli tempi e distacchi da altri piloti in pista del tutto falsi. Che senso abbia mettere in bocca del tuo pilota parole che non sono le sue, dirgli quando e come parlare e quando e come tacere, controllarlo quando mangia, quando dorme, quando è nel motorhome, quando parla con i giornalisti, quando fa sponsorizzazioni. Un conto credo sia un'oculata gestione del tuo pupillo che implica naturalmente il prendersi cura di lui sotto tanti aspetti, un altro è annullare completamente il tuo cavallo di razza e soggiogarlo passivamente ai tuoi voleri di manager. Domenica a Laguna Seca abbiamo visto un Daniel Pedrosa spettacolare, che ha aggredito da subito la pista ed ha girato fortissimo sin dalle prime tornate. Credo che probabilmente avrebbe anche vinto. Poi, quando dai box Alberto Puig gli ha mostrato uno dei soliti cartelli con una delle solite segnalazioni, e nel contempo lo ha incitato a spingere ancora di più, Daniel ovviamente si è steso. Ma era evidente che stava già andando al massimo e più di così proprio non poteva spingere. Il risultato della pressione esercitata da Puig e del suo, a mio modo di vedere, eccessivo incoraggiamento, è stato il volo nelle vie di fuga del buon Pedrosa, e una vittoria facile per Lorenzo che in questo momento necessita di tutto tranne che di regali di questo tipo.
Credo che Dany abbia vinto in MotoGP meno di ciò che avrebbe potuto anche a causa di come è stato gestito, ovvero in modo troppo fagocitante, passatemi il termine. Oltretutto un episodio come quello di Laguna Seca era accaduto anche l'anno scorso al Sachsenring: Daniel in fuga dall'inzio e poi steso nella sabbia con un polso pure frantumato e Puig lì con i cartelli a dire push, push: se è vero che due indizi non fanno una prova, fate voi le vostre debite conclusioni.
Dammi retta Daniel, recidi il cordone ombelicale che ti lega ad Alberto Puig e inizia a camminare da solo: è ora, e puoi farcela. |
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