Lo scetticismo a volte è d'obbligo. Nonostante il gran luccicare di stelle ed un marketing efficace, la vicenda FB Corse non mi ha mai convinto, per via di un progetto basato su premesse che sembravano non portare da nessuna parte: una moto fuori dagli schemi (in Toscana si sice "chi fa le cose differente o gli è un genio o gli è un bischero") ed un team senza apparente copertura finanziaria non sembra il modo più efficace per lottare contro colossi come le case giapponesi o audaci outsider come Ducati nella classe MotoGP.
Della telenovela con il pilota americano John Hopkins vi abbiamo già parlato abbondantemente su queste pagine, ed ora arriva anche il divorzio con Garry McCoy, divorzio che appare scontato perchè ad oggi la Oral a tre cilindri non sembra che aver percorso che una manciata di giri in pista.
La Oral entra così a far parte dell'elenco di moto mai compiute, chimere spesso solo abbozzate sulla carta o con modelli a grandezza naturale in plastilina. Competere nella classe regina del Motomondiale non è mai stato facile per gli underdog neppure quando bastava saper usare un flessibile e lavorare la notte lucidando i condotti di aspirazione per sperare di buttar giù qualche decimo in pista, e l'elettronica nel paddock era solo quella degli orologi Casio dei meccanici giapponesi. La Peppino Pattoni con la sua Patton, tanti anni fa, ci ha fatto sognare, FB Corse non ha saputo fare per ora neppure questo.
Nella foto: la Paton 500 bicilindrica della fine degli anni Sessanta, immagine di Gérard Delafond.
Stasera in box saldatore alla mano costruisco una motogp per fare il mondiale, credo di essere pronto per le ultime gare della stagione. Ah dimenticavo la guiderò io stesso