Hospitality, bulloni e ombrelli...

In Motocordialmente

di Maurizio «Mak» Ottomano , 30 maggio 2010
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Hospitality, bulloni e ombrelli...


Oggi pubblichiamo un competente e dissacratorio intervento dell'amico Maurizio "Mak" Ottomano, personaggio ben noto nei paddock e nelle sale stampa delle gare di velocità.  

Questa è proprio bella, così ve la racconto!!
Pare che un team italiano, presente con una wild card al Mugello durante il week-end della MotoGP, non possa portare la sua hospitality (nuova, a due piani con aria condizionata) perchè non è stata data l'autorizzazione. Certo non è stata controllata dagli organi preposti, ma essendo in Italia e potendo arrivare molto prima, non è che questo possa costituire un grande problema (volendo). Se l'ostacolo maggiore fosse costituito dal cosiddetto "plateatico", il posto che occuperebbe non sarebbe così diverso da quello che occuperà ciò che invece è stato "consigliato". Incredibilmente quindi, il team dovrà presentarsi non in grande spolvero come si confà ad un evento mondiale, con l'enfatico estetismo tanto caro all'organizzazione, ma solo con un tendone diviso a metà tra 4 tavoli ed il magazzino tecnico.
Una dicotomia palese rispetto ai dettami dei "grandi vecchi" della MotoGP, che sarebbe bello avesse una spiegazione logica, visto che il team partecipa, anche se per una gara, come tutti gli altri, ed avrebbe diritto ad un trattamento paritetico.
"Low profile" è invece l'ordine impartito da Barcellona e per "aiutare" che il volo più che basso sia radente, anche la questione pass appare appesa ad un paradosso.
Le ultime informazioni danno l'organizzazione fermamente decisa a concedere i seguenti pass non uno in più ai nostri valorosi: - uno al pilota - uno al capo-meccanico - uno al team manager - uno al camionista. Non sono previsti lasciapassare per: - due altri meccanici - il tecnico dell'elettronica (telemetrista) - la ragazza che regge l’ombrello sulla griglia - l'addetto stampa - il cuoco - un addetto alla cucina
In realtà questi ultimi non sono propriamente esclusi, altrimenti come metterebbero la moto in pista? No, per tutti gli sprovvisti-ma-bisognosi componenti del team, viene concesso un pass al modico prezzo di 1200 euro...a cranio ovviamente. Praticamente solo per poter contare sui propri uomini in formazione completa, i titolari devono sborsare come minimo una somma supplementare a tutto il resto, pari circa a 7200 euro, il che non è male come idea. Se domani ci chiederanno una tassa per andare al nostro posto di lavoro non scandalizziamoci: c'è chi l'ha già fatto da tempo.
Non dimentichiamo poi chi, nella veste di sponsor, vorrebbe mettersi magari in un angolino a vedere un po’ dove ha investito i suoi soldi. Una soluzione potrebbe essere nasconderlo nei camion come un clandestino o chiedere un mutuo per pagare i pass suoi e di tutti gli altri come lui.
Sicuramente nel team sono entusiasti di questa partecipazione e stanno ringraziando il calendario intero, ogni giorno, per la fortuna di aver avuto questa magnifica idea: partecipare alla più bella competizione del mondo!
Felici e sorridenti, ora si sentono veramente "wild card", perchè una cosa certa: "wild" se non ci sei ti ci fanno diventare!
Nessuno di loro senz'altro pensa che, se fossero stati spagnoli in una gara spagnola, il trattamento sarebbe diverso.
Qui sono tutti alla pari; qui si privilegia lo sport; qui non ci sono favoritismi. E comunque fare pipì nel paddock è ancora gratis!

Nella Foto: il paddock di Donington Park. Siamo negli anni Settanta e la pilotessa americana Gina Bovaird attende anche ad incombenze da meccanico. Di hospitality e box coperti nemmeno l'ombra.  





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Commenti dei lettori

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Commento


Maurizio_MAK_Ottomano

Con l'ombrellina sono 8400!!
;)

più i 15mila a pilota ovviamente. E niente hospitality!
Simpatici no?!

Inserito: 31 maggio 2010

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