16 maggio: Giornata dell'Autoriduzione (del pedaggio autostradale)

In Motocordialmente

di Gabriel Pirini, 12 maggio 2010
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16 maggio: Giornata dell''Autoriduzione (del pedaggio autostradale)


Dal 1990, anno di introduzione del sistema assi-sagoma, l'Italia è diventato uno dei pochi paesi europei a non adottare una tariffa autostradale differenziata tra i veicoli a due e quattro ruote.

Fino ad allora anche da noi i pedaggi erano differenziati, e i veicoli a due ruote pagavano ovviamente meno. Incidevano infatti - ed incidono tuttora - in minor misura sulle spese necessarie alla manutenzione del manto stradale, che si usura in proporzione al peso del veicolo che vi transita. Inoltre, proprio all’inizio degli anni Novanta, la società Autostrade (a quel tempo ancora di proprietà statale) dapprima ridusse lo sconto e poi definitivamente abolì le tessere pre-pagate a tariffa inferiore riservate agli utenti a due ruote.

Oggi invece - leggiamo in una nota del Coordinamento Motociclisti - chi percorre le Autostrade italiane con uno scooter 150cc paga lo stesso pedaggio di un SUV 3000 cc, pur occupando meno spazio, pesando un decimo, consumando meno asfalto, inquinando molto meno e usufruendo di meno servizi”. Pur senza fare del gratuito vittimismo o intavolare discussioni sui massimi sistemi del mondo motoristico, la vessazione è evidente. Il Coordinamento Motociclisti, da anni, sta cercando di portare questa problematica all'attenzione delle istituzioni e delle concessionarie autostradali.

Dopo alcune estemporanee iniziative - ne ricordiamo una, a Ravenna, del 2008 - di singoli utenti delle due ruote, l’associazione presieduta da Riccardo Forte ed aderente alla Fema, istituisce per domenica prossima, 16 maggio 2010, la Giornata Nazionale dell'Autoriduzione ed invita tutti i motociclisti a pagare in tutti i caselli il pedaggio autostradale nella misura del 20% dell'importo previsto dal listino. Per i dettagli su come fare, si può cliccare qui.

Gruppi di motociclisti, coordinati e provenienti da diverse zone d'Italia (qui le aree ove è possibile radunarsi), aderiranno all'iniziativa in diversi punti della rete autostradale nazionale e confluiranno successivamente a Pognano, in provincia di Bergamo, dove prenderanno parte a una conferenza stampa (ore 16, all'interno della manifestazione "Mondo in Moto"). Ma, ovviamente, è possibile protestare in qualunque casello austostradale e a da parte di chiunque: basta arrivare in motocicletta.

Mi auguro - conclude nella sua nota il presidente Forte - che questa manifestazione innanzitutto ottenga un certo successo di partecipanti. Ricordo che è un’iniziativa aperta a tutti, che non è necessario essere nostri soci per aderire, che i casellanti non possono rifiutare il pagamento parziale. Invito tutti, inoltre, ad assumere, al momento della richiesta di autoriduzione, un atteggiamento fermo, ma sorridente. Un’ampia partecipazione attirerà l’attenzione della stampa e, in definitiva, anche di chi motociclista non è. L’iniquità di tale sistema tariffario è evidente. Bisogna che in futuro si garantisca ai possessori di una moto il pagamento di un pedaggio autostradale proporzionato all'effettivo utilizzo della struttura ed al servizio ricevuto”.

Il che, aggiungiamo noi, rappresenterebbe solo un atto di giustizia nei confronti di una categoria non sempre ben vista dalle cosiddette autorità e non sempre tutelata a dovere dai gestori delle strade nazionali, che, lo ricordiamo, hanno l’obbligo e non la facoltà di consentire a tutti, utenti a due ruote compresi, di circolare in sicurezza e, nel caso di percorrenza autostradale, di pagare semplicemente il giusto. Come amiamo sempre dire, senz’altro il motard non è né brutto, né sporco né cattivo come troppo spesso lo si dipinge. Per una volta, riteniamo potrebbe anche mostrare di non essere un prono suddito.  





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