 Rosa, rosae, rosam... no, tranquilli, non è una lezione di latino, materia che mi è sempre stata simpatica come un proctologo con le mani grandi. Il fatto è che davvero non capisco come mai i giornalisti italiani (un po' tutti, senza eccezioni) continuino a pronunciare come 'Ria' il cognome del pilota nordirlandese Jonathan Rea.
Oh, intendiamoci, la pronuncia della lingua d'Albione è una brutta bestia, soprattutto quando si tratta di cognomi. Ma visto che molti di questi giornalisti hanno occasione di parlare con il pilota ad ogni gara, sarebbe semplice togliersi il dubbio semplicemente chiedendo a lui.
Del resto il cognome Rea potrebbe essere pronunciato in una varietà di modi, come ad esempio 'ree-a', 'ray-ah' o 'ray'. Quello corretto sembrerebbe essere quest'ultimo, ovvero lo stesso suono della pronuncia di steak. Mettendola in italiano, visto che la mia tastiera non permette di scrivere il fonema corretto (una 'a' con una barretta orizzontale sopra) la pronuncia sarebbe 'Rei', così come steak si pronuncia 'steik'.
Se la cosa vi può consolare, l'accento irlandese del pilota che a Monza si è contraddistinto nella nuova figura acrobatica del lancio della moto (per poi cercarla smarrito subito dopo...) è qualcosa che suona decisamente diverso dall'inglese snobistico parlato dai londinesi "bene", anche se sembra sia considerato uno dei più sexy del mondo, forse per il supporto di attori del calibro di Colin Farrell che hanno contribuito a diffonderlo dagli schermi di tutto il mondo.
Cheers!
Nella foto: Jonathan Rea in una curiosa sfida di qualche anno fa, quando sfidò in pista David Coulthard con la Red Bull F1 e David Jones con un piccolo aeroplano sul circuito di Silverstone. Per la cronaca, in quell'occasione vince l'aereo davanti alla F1 ed alla moto.
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