Una Ferrari gialla e col numero 46 in F1?
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Una Ferrari gialla col numero 46? Un’idea interessante, ma allo stato dell’arte irrealizzabile. La Ferrari non può iscrivere 3 macchine, lo vieta il regolamento. Qualora le regole venissero modificate (la Ferrari è molto influente), sarebbe una jattura per molti. Immaginiamo che anche le altre squadre siano costrette a schierare tre vetture. Ce le vedete voi scuderie come la Virgin, la Lotus e la Hispania alle prese con tre monoposto? Già stentano a sbarcare il lunario con due… Esiste anche un problema logistico.
Ai GP non possono prendere il via più di 28 macchine e se ogni team iscrivesse più di tre vetture occorrerebbe tornare alle poco entusiasmanti prequalifiche. Ci sarebbe anche l’opzione di una televisivamente più appetibile gara eliminatoria del venerdì, ma in F1 vincono sempre i conservatori e tale ipotesi è remota. E’ inoltre - al momento - vietata la fornitura di telai (ed anche di vetture complete) a team esterni, il che già appare un ostacolo abbastanza alto anche per Rossi e Montezemolo. Quando queste regole furono sottoscritte era l’epoca di transizione tra la F1 degli “assemblatori” inglesi e quella che – negli intendimenti della FIA e di Ecclestone – avrebbe dovuto poi vedere in pista i cosiddetti grandi costruttori, verso la fine degli anni Novanta. Non è che questi morissero di entusiasmo ad iscrivere al campionato una loro vettura completa. La Mercedes solo quest’anno ha presentato una squadra propria; acquistando in toto una delle squadre assemblatrici per eccellenza, la Brawn GP. La Bmw comprò la Sauber alcuni anni fa e si è recentemente disimpegnata. La Toyota ci ha rimesso anche in immagine ed ha finito per disamorarsi, così come la Honda.
Come si vede non mancano le problematiche, che con un po’ di buon senso comunque si potrebbero risolvere. Il vero vulnus è un altro. Montezemolo si sta preoccupando non per il bene comune della F1 o per i destini della Ferrari, ma solo per un (ipotetico) avvenire a quattro ruote di Valentino Rossi, che tra l’altro al di là delle simpatie personali non è mai stato sotto contratto con quelli di Maranello. L’ opzione del “team esterno” è venuta fuori anche per ragioni del tutto interne alla scuderia rossa ed al suo rapporto con gli sponsor. Alonso ha portato in dote alla casa di Maranello la banca Santander, che non va più molto d’accordo con la Yamaha (ne sponsorizzò anni fa alcune attività), attuale datrice di lavoro del Vale nazionale.
Nel frattempo Valentino Rossi se la ride, ben contento di tutte le attenzioni mediatiche ma ben lontano dall’avere preso la decisione di passare in pianta stabile in F1. Del passaggio se ne parla da anni ma puntualmente, all’inizio di ogni stagione, Valentino Rossi è nuovamente al via nella MotoGP.
Le modifiche al regolamento del Mondiale F1, en passant, non andrebbero fatte solo per accondiscendere al temporaneo innamoramento professionale di Montezemolo per Rossi, non si sa quanto ricambiato.
Motocordialmente…
(g.pi.)
Nella Foto: il modellino Brumm di un’altra famosa Ferrari gialla: la F1 affidata al belga (il giallo è il colore sportivo nazionale) Oliver Gendebien nel GP del Belgio 1961.
