Ducati vuole brevettare... la Britten!

Motocordialmente

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di Marco Dabizzi, pubblicato il 22 marzo 2010

Ducati vuole brevettare... la Britten!


Gli Stati Uniti sono una nazione con una curiosa legge in fatto di brevetti. Ad esempio, un noto sito di aste ha brevettato il pulsante "Compra subito", mentre una nota casa che produce computer, lettori mp3 e telefonini ha brevettato il blocco di un'applicazione cliccando sull'icona del lucchetto.

Che c'entrano queste amenità con le moto in generale, e la Britten in Particolare? direte voi. C'entrano, perchè lo scorso dicembre una nota casa motociclistica bolognese ha presentano una domanda all'Ufficio Brevetti USA per brevettare la "moto semplificata" (questo il titolo tradotto letteralmente della domanda di brevetto), ovvero una moto in cui il motore fa da componente stressato della ciclistica e non c'è altra connessione diretta fra cannotto di sterzo e perno del forcellone.

Se la domanda dovesse venire accettata (e nonostante l'ovvia difficoltà a crederlo, l'Ufficio Brevetti americano negli ultimi anni si è dimostrato in grado di decisioni ben più clamorose) chiunque volesse progettare una moto senza un vero e proprio telaio potrebbe essere costretto a pagare delle royalty alla suddetta casa.

Il buonsenso comunque farebbe ritenere che la domanda di brevetto presentata da Fausto Castellani, Alan Jenkins, Filippo Preziosi, Stefano Strappazzon e Lorenzo Uliani debba essere respinta. Se non altro perchè la questione della "prior art", ovvero l'impossibilità di brevettare qualcosa che è già stato evidentemente utilizzato da altri, dovrebbe essere difficile da nascondere.

Addirittura Honda era riuscita a brevettare qualcosa di simile nell'ormai lontano 1987, precisamente "una moto senza telaio con un braccio oscillante anteriore ed uno posteriore, attaccati alla parte frontale e posteriore del motore posizionato al centro del veicolo, senza impiegare un cosiddetto telaio". Linguaggio da avvocati...

La "moto semplificata" di Ducati invece viene definita come "una moto che include un gruppo propulsore o motore, un supporto per la sella, un supporto per la ruota posteriore ed un gruppo direzionale anteriore che comprende un manubrio collegato alla ruota anteriore. Il gruppo frontale p connesso ad un componente scatolato che funge anche da scatola filtro, collegato al motore e con funzione di supporto del motore stesso connettendolo al gruppo direzionale frontale. I supporti della ruota posteriore e della sella sono fissati al motore. Il veicolo non è equipaggiato con altri componenti che collegano il motore al gruppo direzionale frontale".  Perdonate la traduzione, ma la versione originale è se possibile ancora più intricata.

Che il sistema di attribuzione dei brevetti stia diventando sempre più terreno di lotte fra studi di avvocati ed un modo per bloccare l'innovazione è opinione sempre più diffusa, soprattutto quando ad essere brevettati sono oggetti che è impossibile definire inediti. Di moto senza telaio, o meglio non equipaggiati con altri componenti che collegano il motore al gruppo direzionale frontale è piena la storia delle due ruote. La Britten (foto 2) citata nel titolo, tanto per non scavare troppo nel passato, è un esempio eclatante, ma anche la Confederate Renovatio (foto 3) nel garage dell'attore Tom Cruise appartiene a questa categoria.

Nel caso della richiesta di brevetto Ducati, l'accento è posto particolarmente sulla struttura del filtro dell'aria, che diventa un elemento portante del telaio. Basterà questo dettaglio per far approvare il brevetto? E se qualcuno avesse brevettato un "veicolo con due ruote, disposte in senso longitudinale e con un propulsore o motore nel mezzo", cosa sarebbe stato del motociclismo oggi?

Link: la richiesta di brevetto con la documentazione completa
 

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