
L’Australia, si sa, è per il pilota europeo (o statunitense) una sorta di terra promessa a rovescio. Solo a sentirla nominare a Schwantz venivano in mente non tanto Beattie e Magee quanto Gardner e Doohan. “Unfair men”, era lo sbrigativo commento del funambolico texano verso chi veniva visto come chi turba equilibri consolidati… Non parlaimo degli europei. Rossi senior (le “colpe” e le passioni dei padri ricadono pur sempre sui figli) quando leggeva su un ordine di partenza che c’era anche Graeme Crosby immancabilmente commentava: “ancora quell’australiano…”. Croz, per la cronaca, è neozelandese (ed uno dei pochi piloti al mondo che abbia vinto nella stessa stagione la 200 Miglia di Daytona e quella di Imola; nel 1982) ma a quei tempi pochi motociclisti avevano davvero girato il mondo. Tanto per rincarare la dose, per venire incontro alle esigenze di viaggio dei piloti che corrono fuori dal loro continente, la federmoto australiana ha stanziato 10mila AUD (circa 6.600 euro) che i prescelti potranno spendere esclusivamente (è prevista la presentazione di un giustificativo) per viaggi ed alloggi. I piloti che beneficeranno del contributo sono Chris Hollis (New South Wales, Mondiale Enduro), Ben Burrell (New South Wales, Mondiale Enduro), Robert White (Southern Australia, Trial), Don Murray (Australian Capital Territory, Trial), Chris Brenton (Western Australia, Quad cross Usa), Adam Treasure (Victoria, Mondiale Sidecar), Michael Kirkness (New South Wales, Flat Track Usa). Confessiamo che, quando abbiamo letto il comunicato di Motorcycling Australia (che organizza tale iniziativa da quattro anni) avevamo pensato a qualche contributo aggiuntivo per gente tipo Stoner e Corser. Evidentemente, gli australiani la sanno più lunga.
(g.p.)
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