Ricomincio dal 3: io e l'Aprilia, pensando a Biaggi

di Alfredo Di Costanzo

Ricomincio dal 3: io e l''Aprilia, pensando a Biaggi

Non capita tutti i giorni. Avere la possibilità di testare in pista la moto dei sogni per un’intera giornata, al termine della quale, poi, si ha anche il piacere di sentirsi richiedere un giudizio in merito. Ho la fortuna, nonostante i tanti limiti, di essere un giornalista che cerca di raccontare le meraviglie che avvengono nell’universo delle due ruote, e se quello di reporter è spropositato, il ruolo di tester mi vede inappropriato. Nella vita però la ruota della lotteria gira, e così stavolta è uscito il mio numero: il tre.

Sì, proprio come l’icona che da anni accompagna il corsaro delle piste, al secolo Massimiliano “Max” Biaggi, per il quale non nascondo di avere un notevole attaccamento, che spesso sfocia in una malattia chiamata tifosite incurabile. Quando Nando Cuomo (a destra, nella Foto, con chi scrive), titolare a Napoli della concessionaria ufficiale della casa di Noale, mi contatta per propormi un test completo della Rsv-4 Factory, non credo alle mie orecchie e gli rispondo che per quanto mi riguarda Babbo Natale non esiste più, e da anni…. Invece, altro che finzione: la mille Aprilia mi aspettava davvero. Sul circuito “International Motor Speedway” di Cellole. La pista casertana, con i suoi 1400 metri, è la più tecnica della Campania, con un andamento godibile, che permette di raggiungere il proprio limite in sicurezza. I dati tecnici della millona veneta li conosciamo tutti, ormai a memoria, ed il mio articolo vuole essere solo la descrizione delle sensazioni che un motociclista medio prova quando cavalca un’autentica “superbike replica”. La linea… mozza semplicemente il fiato, e l’insieme, oltre ad essere armonico, dà l’idea della fantascienza abbinata al motociclismo. Il codino è così piccolo che sembra addirittura non esserci. La marmitta, pur grande nelle dimensioni, non rovina l’equilibrio; i tre fari sono ben integrati nel capolino e regalano un tocco simpatico. Quando il tecnico della Cuomoto mi chiede quale assetto prediligo, gli ho risposto di non toccare nulla, perché qualsiasi assetto avessi scelto, alla fin fine avrei girato sempre piano. E’ incredibile scoprire in quanti settori della moto sia possibile intervenire per cucirsi addosso la quattro cilindri a V. Non solo si può agire sulle sospensioni, ma si può regolare l’angolo del cannotto di sterzo, l’altezza del perno del forcellone, e si può scegliere tra tre livelli di mappatura di erogazione della potenza e della coppia. In sella, parafrasando, mi sembra di essere un chirurgo che maneggia il suo bisturi, uno strumento inutile al di fuori del suo contesto, ma tremendamente efficace nel suo habitat. La Rsv-4 è come un bisturi: nata esclusivamente per primeggiare nel suo campo, la pista. Il motore ha un suono gutturale, che non ha nulla dei normali quattro cilindri, e neanche dei bicilindrici. In pista mi ricorda quello che ascoltiamo in tv quando inquadrano la Rcv 212 della Honda ed il collegamento internazionale offre anche l’audio dalla pista, non coperto dalla voce del commentatore. Metto la prima e mi avvio in pista; dopo due giri di riscaldamento, inizio ad alzare il ritmo. Il seconda-terza di questa moto è allucinante; il motore sale di giri indiavolato, e nello stesso tempo la velocità sul cruscotto digitale riporta valori da Mig-31, il famoso caccia costruito ai tempi in Unione Sovietica (Mig sta per Mikoyan-Gurevich, nome della fabbrica russa tuttora in attività). L’erogazione però non mette mai in crisi la ciclistica, che sembra non avere limiti. Più volte sono entrato nel curvone a sinistra dopo il rettilineo con i freni pinzati, ma la moto seguiva fedele la traiettoria, senza scomporsi. La frenata è aggressiva e modulare al tempo stesso; quando freni, rallenti proprio come volevi, e nella giornata di test, l’impianto Brembo non ha mai mostrato segni d’affaticamento. L’inserimento in curva è paragonabile a quello di una 125, e la ruota anteriore sembra invitarti ad osare di più alla successiva staccata. Sono tanti i lati da evidenziare, ma credo che il punto forte della nuova Aprilia sia il contesto, l’insieme. Gli ingredienti di base della Rsv-4 sono di alta cucina; se si aggiunge, poi, che a cuocerli sono stati tecnici che negli ultimi quindici anni hanno vinto tanto nel motomondiale, ecco che la pietanza si presenta come la migliore. Due nei, a dire il vero, li ho trovati. Il primo è nella fase di rilascio dell’acceleratore, quando è avvertibile una piccola inerzia del motore, quasi un on-off. Il secondo è che, nonostante il livello delle finiture sia ottimo, non manca, anche se in minima quantità rispetto al passato, quell’aria plasticosa che accompagna le moto venete. Sono peccati veniali, di un progetto che credo farà parlare tanto di sé negli almanacchi sportivi dei prossimi anni.

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Altri commenti

asterix1763

Bravissimo Di Costanzo, oltre che simpatico giornalista, dimostri di saperci fare in sella al bolide guidato, magistralmente, da Biaggi.

Inserito: 23 gennaio 2010
Anonymous

bella prova, vicina davvero al motocislista medio. bravo!

Inserito: 24 gennaio 2010
Dario

BEL TEST E GRANDE MOTO

Inserito: 24 gennaio 2010
Anonymous

Complimenti e forza Biaggi! L'Aprilia con il romano Ŕ cresciuta tantissimo....incrociamo le dita!

Inserito: 24 gennaio 2010
Antonio

SIMPATICO TEST. L APRILIA QUESTANNO CON BIAGGI LOTTERA X IL VERTICE. SPERIAMO NEL RILANCIO DEL MARCHIO GUZZI.

Inserito: 25 gennaio 2010
canrsv

GRAN MOTO GRAN PILOTA IL RESTO E' NOIA...

Inserito: 26 gennaio 2010
Luca

ha ragione canrsv

Inserito: 26 gennaio 2010
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