Dainese, i cammelli ed il sarcasmo (oltre a 120 dipendenti in cassa integrazione)

In Motocordialmente

di Marco Dabizzi, 19 gennaio 2010
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Dainese, i cammelli ed il sarcasmo (oltre a 120 dipendenti in cassa integrazione)


L'articolo pubblicato oggi sul trasferimento delle attività di Dainese in Tunisia (o perlomeno quelle che erano rimaste in Italia) e la messa in cassa integrazione di centoventi dipendenti, evidentemente non è piaciuto ai responsabili dell'azienda vicentina, che tramite l'ufficio stampa ci scrivono un'email vagamente denigratoria, rimproverandoci di essere stati sarcastici per via dell'immagine associata all'articolo.

Ora, il sarcasmo è una delle principali doti dei toscani, a partire dagli autori vernacolari per finire con alcuni dei più grandi giornalisti, che proprio del sarcasmo hanno fatto la loro arma migliore. Sperando di aver fatto sorridere almeno un po' i dipendenti, che in questo momento si stanno interrogando per capire chi saranno gli ottanta a venire licenziati entro dodici mesi, a favore di operai tunisini pagati "un po'" di meno.

Ma rimane da capire cosa viene ritenuto fuori luogo, l'immagine del cammello o la scritta "made in Tunisia". Il primo è indubbiamente uno dei simboli del paese nordafricano, e la frase rispecchia una verità innegabile, anche se grazie ai lungimiranti tecnocrati europei è possibile lecitamente marchiare "made in Italy" un vestito di Armani fatto in Egitto, a cui siano poi stati applicati i bottoni ai polsini in Italia.

Difficile capire cosa sia andato male per Dainese, fino ad un paio di anni fa una delle più promettenti aziende italiane del settore moto. Il mercato delle maximoto è calato lo scorso anno, anche se già in alcuni mercati si cominciano a vedere segnali di ripresa, ma forse parte della colpa è anche di sponsorizzazioni costose ed investimenti pubblicitari sbagliati. O forse la decisione di spostare all'estero parte della produzione, presa già qualche anno fa, non ha portato i risultati sperati: fate qualche ricerca su eBay all'estero, e vedrete come molti venditori di vecchi prodotti Dainese specifichino che si tratta di una tuta o di un giubbotto made in Italy, e non in paesi del terzo mondo.

Se si svuota il marchio Dainese del prestigio dei capi realizzati in Italia, come convincere i motociclisti a spendere cifre sostanziose per un prodotto che rischia di essere confuso fra i tanti realizzati all'estero?





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gam0319
Italy
Ravenna

...e come impedire che in tunisia una volta imparata l'arte si metano in proprio per fare tute conto terzi?
O delle vere e proprie copie con stessa vestibilità disegno colori che invece di chiamarsi dainese magari saranno marchiate CAMEL?

Inserito: 19 gennaio 2010

geba
Italy
Milan

In tutti i settori industriali l'Europa non ha saputo e non sa tutelare il prorpio popolo. E, purtroppo, si può anche affermare che non ha voluto e non vuole farlo ...

Inserito: 19 gennaio 2010

carloguerra
Italy
Milan

Inserito: 19 gennaio 2010

carloguerra
Italy
Milan

Condivido totalmente quanto espresso da Marco Dabizzi. Aggiungo che l'impressione ricavata da questa vicenda è che gli imprenditori spesso dimentichino il loro ruolo, che non è solo quello di fare soldi, ma anche di garantire benessere e stabilità economica ai propri dipendenti. Una delocalizzazione può avere un senso per la sopravvivenza di aziende che hanno margini ridottissimi, non per Dainese, i cui capi sono i più costosi dei negozi di abbigliamento moto. Non comprerò mai un capo Dainese che non sia made in Italy.

Inserito: 19 gennaio 2010

LorenzoBandini
Italy
Udine

Che si vergognino.

Inserito: 19 gennaio 2010

CAP
Italy
Fabbrico

In ogni caso molti capi in pelle già da tempo vengono prodotti in Turchia, con la dicitura "Made in Turkey" ... è già da tempo purtroppo che moltissime ditte pensano solo al profitto fregandosene del Made in Italy e dell'Italia.
Anchi i caschi AGV, marchio della stessa azienda, non sono prodotti in Italia!!!
E' sconcertante che si siano "indignati" loro per l'articolo precente di Marco ........

Inserito: 19 gennaio 2010

Anonymous
Italy
Florence

Dainese lota! Tutto qui.....

Inserito: 19 gennaio 2010

gasolio_dreams
Italy
Carimate

Trasferiscono la produzione delle tute...in Tunisia (l'unica cosa che facevano ancora in Italia).
Guardate il listino prezzi Dainese, la tuta più economica costa 750 euro, pensate che i prezzi scenderanno?
Vogliono solo aumentare i loro guadagni!
Gli auguro di fallire....

Inserito: 19 gennaio 2010

King of the Ring
Italy
Rome

E' già almeno da 16 anni (il primo capo dainese lo comprai nel 1994) che dainese ha delocalizzato la produzione, guanti da 160 eur made in Cina, giubbotti da 300 eur made in Bangladesh/Tunisia ecc ecc dove da trasmissioni come Report sappiamo che costano alla produzione al max 10 eur!!!! sono guadagni stellari...

L'UNICA cosa made in Italy è stata la tuta "laguna seca" fatta a Molvena su misura per soli 900 eur..........

Inserito: 20 gennaio 2010

EvenZappa
Italy
Milan

La cosa bella dell'Italia è anche questa...un giornalista scrive un articolo che recità dei FATTI e la casa interessata non solo NON si cosparge il capo di cenere per l'errore che sta commettendo..manda anche un comunicato stizzito al giornalista. Per la serie "il tuo commento ci dà fastidio,perchè lo hai pubblicato"?

Bene. Io ho sempre comperato Dainese,l'ho sempre vista come marchio ambasciatore del made in Italy nel mondo...da oggi "purtroppo" non comprerò più un capo. Non solo per il fatto che la produzione di tute sia stata delocalizzata (passino i guanti e altre cazzatine ma le tute cribbio vanno fatte in italia,almeno quello!) ma sopratutto per questa risposta stizzita nei confronti di chi fà semplicemente il proprio lavoro,ovvero riportare notizie..o FATTI che dir si vogliano.

Inserito: 20 gennaio 2010

Anonymous
Italy
Milan

il problema è più complesso, la colpa come al solito è anche dei nostri governati. lo sapete quanto costa un dipendente in italia? e il peggio è che quel dipendente in busta ci trova veramente poco...il resto se lo ciucciano i nostri cari governati gestendoli come sappiamo

Inserito: 20 gennaio 2010

Anonymous
Italy
Florence

Sono in tutto e per tutto solidale con te, Dabizzi. Per quanto riguarda Dainese, hanno perduto un cliente.

Inserito: 20 gennaio 2010

gam0319
Italy
Ravenna

x anonymous da milano.
E' solo questione di GUADAGNI e non di sopravvivenza.
Cucire una tuta qui costerà anche il doppio ma stiamo parlando di 20 euro in più su prodotti che costano centinaia di euro.
Così come non ci si spiega perchè in italia si importino e stiano sul mercato auto tedesche dove ne producono sette volte (sette) più che in italia è solo una questione di arrafare più soldi possibili.
così come non si spiega che le moto prodotte in europa costino in USA il 30% in meno di qui che le producono.
Ed il costo del lavoro in italia è uno dei più bassi d'europa, anche con le tasse.
Sti industriali pensano sempre e solo ai cazzi loro quando c'è da guadagnare e per poche lire se ne fottono di clienti ed operai!

Inserito: 21 gennaio 2010

bikelink
Italy
Verona

solidarietà al giornalista da un EX cliente dainese (anzi 2 clienti marito e moglie che hanno lasciato nel corso degli anni TROPPI SOLDI completi goretex, paraschiena , guanti, stivali..) NON AVRANNO PIU' UN CENTESIMO da noi.

se c'è qualcuno che si deve vergognare e chiedere scusa non è sicuramente motocorse!

Inserito: 21 gennaio 2010

Hantar5
Portugal
Prime

Molte aziende vanno ad acquistare o a far produrre i propri prodotti all'estero solitamente in paesi più poveri dove la manodopera ha un costo inferiore. Purtroppo però pe produrre articoli a basso costo non solo si utilizza manodopera a basso costo e bassa qualità, ma si utilizzano anche materie prime di qualità più scarsa. Ne consegue che il prodotto costa meno all'azienda che lo acquista, ma che la qualità cala di molto. L'unica cosa che non cala è il prezzo. Noi consumatori abbiamo un prodotto fatto all'estero, di qualità inferiore rispetto al precedente ma con lo stesso prezzo. Vi sembra una cosa giusta? Per fortuna non tutte le aziende vanno a produrre all'estero e anzi sembra che ora la tendenza sia quella di riportare le produzioni in Italia. Complimenti a Dainese che non solo si è fatta una pessima pubblicità, ma che cerca di cointinuare a vendere a prezzi assurdi capi fatti in Turchia e Tunisia. Se li può anche tenere (le tute Dainese ed i caschi AGV, anche questi da anni prodotti in Indonesia, Malesia, India eccetera). Motociclisti svegliamoci. Ci stanno prendendo per il cu@o !!

Inserito: 22 gennaio 2010

multibiker
Italy
Bresso

é una vergogna!!! ma cosa pensano le aziende italiane?
che sono i cassaintegrati a comprare i loro prodotti?
se la gente non ha un reddito non compra niente e questo deprime ulteriormente i consumi e di conseguenza l'occupazione con buona pace per i propositi di ripresa!! un appello spassionato: cerchiamo di comprare di piu prodotti fatti in italia, tutti i prodotti, ne và del nostro futuro e di quello dei nostri figli!!

Inserito: 24 gennaio 2010

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