Quando un tranquillo pomeriggio lavorativo si trasforma in una via di mezzo tra l’incubo e l’inferno. Ebbene sì, lo ammettiamo: amiamo scrivere e rendere edotto il lettore di uno o più argomenti. Per questo, e solo per questo, nel resoconto di quanto è successo, giorno per giorno, al Motor Bike Expo di Verona abbiamo messo una riga una sulla partecipazione al Mondiale Moto2 del 2010 della due ruote che verrà portata in gara da Alex Baldolini.
Fossimo stati amanti della tranquillità, avremmo ignorato la notizia, cestinato il comunicato stampa della Fiera e continuato a ricopiare le classifiche del Tricolore Motorally. L’arida aritmetica ci avrebbe sicuramente risparmiato le sorprese - e le fatiche - che ci attendevano il giorno dopo.
Invece... Invece abbiamo deciso, pur non avendo potuto partecipare al vernissage della moto (ce lo impedirono un concomitante impegno e l’assenza di un invito. La prima regola sancita dal Della Casa è: non andare nei posti ove non è richiesta la tua presenza), di scriverne perché vogliamo bene al lettore e privarlo di una - pur breve - notizia a volte ci sembra quasi un sacrilegio. Avremmo fatto meglio a dare retta alla pigrizia. Il giorno successivo riceviamo alcune lamentele (nessuna delle quali ufficiale…) perché il team non si chiamerebbe “Caretta”, ma “Campetella”. Cronisti come sanno esserlo solo i giornalisti, andiamo alla ricerca del bandolo pur non trovando la matassa. Chiediamo in giro, ci facciamo mandare il comunicato stampa originale (della MotoGP Ricambi di Verona), rompiamo le scatole a destra ed a manca. Abbiamo persino telefonato alla Dorna, ma abbiamo trovato chiuso. Alla fine, della ricerca e della giornata, riusciamo a contattare qualcuno della squadra e salta fuori che il team - pur essendo la struttura “made in Campetella Racing” - si chiamerà Caretta Technology Race Department (come avevamo più o meno scritto inizialmente), che il main sponsor è una ditta specializzata in taglio metalli a getto d’acqua diretta dal signor Eros Caretta e che non sussistono problemi eufonici in quanto le erre sono già in numero dispari inferiore a tre. Rammentiamo infatti che Giovanni Parrilla nel 1945 fondò una fabbrica motociclistica e la chiamò Parilla, affinché tutti potessero ben pronunciare il nome della marca scritto sul serbatoio. Lo stesso problema c’è con le piste di cross: si chiamano crossodromi (e non crossdromi, come sostiene qualche collega non particolarmente amico della grammatica): la regola lessicale si chiama “congiunzione eufonica”.
Quindi: cessato allarme. Il team esiste (manager è ancora Eros Braconi), ritorna dopo un anno sabbatico (nella Foto: Fabrizio Lai al GP di Valencia 2008, ultima gara della squadra nel Motomondiale) nella classe di mezzo e si chiamerà Caretta per lo stesso motivo per il quale la squadra diretta da Brivio (e Zeelenberg) si chiama Fiat.
Dunque, non è successo niente e la vita, anche nella Moto2, continua a scorrere. Solo un piccolo, piccolissimo particolare: debbo ancora finire di scrivere le classifiche del Tricolore Motorally. Forse aveva ragione Claudio Foschini, endurista ravennate che seguii passo passo durante un paio di rally. Quando seppe che seguivo anche le gare in autodromo mi diceva: "Ma che ci vai a fare nella velocità, stai con noi che ti stressi di meno". Ecco quel che succede a fare tutto di testa propria. Buona notte.
(g.p.)