La Fmi replica alle nostre critiche sulla Giustizia Sportiva

In Motocordialmente

16 dicembre 2009
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La Fmi replica alle nostre critiche sulla Giustizia Sportiva


Eg. Sig. G.P., ho preso visione del Suo articolo sul sito motocorse.com  dal titolo "giustizia imperfetta". Non entro nel merito degli aspetti legati alle sanzioni comminate dal Giudice Unico, che non mi competono ed inoltre ricordo che gli Organi di Giustizia sono per Statuto, del CONI e della FMI, indipendenti da ogni altro Organo della Federazione, tanto che, seppur nominati dal Consiglio Federale, non possono non solo essere rimossi dallo stesso ma anche devono operare in totale indipendenza rispetto a loro (per cui il suo richiamo ad intervenire al presidente Sesti o al Consiglio Federale è immotivato nel merito delle decisioni,può avere una qualche valenza sul rispetto dei tempi procedurali,che fanno riferimento a norme emanate del Consiglio Federale). Mi interessa  invece chiarirLe alcuni punti sui quali non mi sembra sufficientemente informato:

1.Il Giudice Unico. La Sua spiegazione sul motivo per il quale è “unico” è tecnicamente corretta, ma non esaustiva. Gli Organi di Giustizia deputati al Giudizio di Primo Grado possono essere in una Federazione Sportiva molteplici, dipende dallo Statuto della Federazione, cioè quindi dall’impostazione che l'Organo massimo deliberante, cioè

l’ Assemblea dei Moto Club nel nostro caso, ha voluto dare al sistema Giustizia Sportiva. In molti casi esiste un Giudice Sportivo che ha competenza sui soli fatti che avvengono durante le gare, risultanti pertanto agli atti dei rapporti di gara degli Ufficiali di Gara o verificabili sulla base di prove acquisite in altro modo (la ben nota prova TV per esempio per il calcio), ed una Commissione Giudicante di primo grado che invece ha competenza per tutti gli altri eventi di natura disciplinare, sollevati dalla Procura Federale su denuncia di parte. In altri esiste anche una speciale Corte Giudicante (a volte è chiamata Corte Federale) che ha competenza esclusiva sugli appartenenti agli Organi Federali elettivi (per esempio il presidente federale, i consiglieri federali, i presidenti dei Comitati Regionali, ecc). La situazione è molto diversificata nelle federazioni sportive nazionali, ma comunque, al di là del numero e della natura degli Organi di Giustizia, tutti i regolamenti di Giustizia fanno riferimento ai Principi di Giustizia Sportiva emanati dal CONI, il quale approva i regolamenti di ciascuna federazione solo se sono conformi ai Principi. Detto questo, nel caso della FMI, per tradizione, per scelta politica, per ragioni pratiche, non sta a me dirlo, esiste il Giudice Unico che ha competenza su tutte le situazioni oggetto di sanzioni disciplinari.

2.La Commissione Carte Federali. Sinceramente non capisco la ratio della Sua valutazione sulla “incompatibilità” della posizione del Procuratore Federale. La Commissione Carte Federali, così come tutte le altre Commissioni della FMI, non è statutaria (cioè non è prevista dallo Statuto) ma è una struttura federale di nomina discrezionale del Consiglio Federale e sua (del Consiglio Federale) consulente, come ha detto Lei, per le Carte Federali (appunto i regolamenti, le norme). Essa svolge un compito di mera consulenza su proposte di modifica che vengono avanzate dai vari organi e strutture della federazione e la cui approvazione spetta esclusivamente al Consiglio Federale stesso. E’ una commissione che per delibera del CF è formata da persone già titolari di importanti incarichi in seno alla FMI, tra cui tutti i titolari degli organi di Giustizia (il Procuratore, il Giudice, il presidente della CAF). Francamente non ravvedo alcuna forma di incompatibilità in quanto la Commissione di suo non ha facoltà di modificare niente, ma solo di esprimere un parere non vincolante per il CF. E non ha nulla a che fare con il merito dei provvedimenti disciplinari.

Infine una piccola annotazione utile se il suo articolo trova motivazione nella sollecitazione ricevuta da un soggetto sanzionato dal Giudice Unico. La giustizia sportiva prevede sempre la possibilità di fare ricorso contro la decisione di primo grado, a tale scopo esiste la Commissione di Appello Federale (CAF), che è un organo collegiale. Qualsiasi tesserato che ritenga di essere stato ingiustamente punito può farvi ricorso e nel caso che il suo ricorso venga accolto gli viene anche restituita la tassa versata per il ricorso. Inoltre il CONI ha imposto alle FSN anche un proprio tribunale (tribunale nazionale di arbitrato dello sport - art. 33 dello Statuto federale) che di fatto assorbe in sé le funzioni di organo di Giustizia di terzo grado.

Confidando, eg. sig. G.P., di avere contribuito ad un chiarimento La saluto cordialmente.

Alberto Rinaldelli, Segretario Generale della Federazione Motociclistica Italiana

____________

risponde l'autore dell'articolo:

Egregio dr. Rinaldelli, Innanzitutto La ringrazio per la cortese, esaustiva e soprattutto sollecita risposta.Nel merito, ringraziandoLa per l'interessante lezione di legislazione sportiva che aggiorna il mio bagaglio tecnico (il perché il Giudice Fmi fosse "unico" me lo spiegò anni ed annorum fa il Suo predecessore Vincenzo Mazzi), sono a precisarLe quanto segue:

1.Chi scrive non ha né chiesto, né sollecitato, la rimozione di chicchessia dalla carica di amministratore di giustizia. Nel mio articolo - a parte il chieder lumi sul perché del ritardo nel tenere udienza (che non mi pare vietato nemmeno dal galateo istituzionale) - era chiaramente specificato che veniva chiesta la rimozione del “pubblico accusatore” De Girolamo non dalla sua carica istituzionale, ma solo da quella, ancorché consultiva, che riveste nella commissione carte federali. Ribadisco il mio modo di vedere le cose: non si può essere oggi consulenti del Consiglio Federale sulle stesse materie (le regole) che, il giorno successivo, dovranno essere strumento di libera ed indipendente valutazione accusatoria. Lei stesso, nella Sua lettera, afferma che procuratore e giudice vestono la toga dell’imparzialità e che non possono nemmeno essere rimossi dall’organo che li ha nominati. Un minimo di equidistanza, anche formale, non sarebbe dunque cattiva cosa. Sorvolo sul fatto che nella Sua lettera Lei inserisce anche il Giudice Unico tra i componenti della commissione carte federali. Salvo mancato aggiornamento del Vostro sito web, nell’ organigramma di tale organo consultivo non troviamo né il Giudice effettivo Tiberio Gulluni né il suo sostituto, Ernesto Postorino.

2.Quanto alla chiusa della Sua lettera, Le preciso che i miei articoli di norma trovano fondamento in quanto accade in generale nel nostro abbastanza variegato mondo. Le dirò di più: colui il quale Lei chiama “soggetto sanzionato” (e che nell’articolo ha un nome ed un cognome) non solo non ci aveva inviato alcuna sollecitazione o lamentazione al riguardo, ma ha fatto dichiarare da un esponente della sua squadra ai microfoni di un nostro corrispondente - da me avvisato quando sono venuto a conoscenza del provvedimento - di non sapere nemmeno di essere stato processato (non sono in grado né di confermare né di smentire tale assunto: so solo che è stato giudicato in contumacia). Ad articolo già pubblicato sono stato raggiunto da un paio di telefonate del padre del pilota oggetto di sanzione, al quale consigliai di rapportarsi con il Suo moto club o con il competente comitato regionale Fmi e, se del caso, fare ricorso. A maggiore precisazione, faccio presente che di articoli sul curioso funzionamento della Giustizia Sportiva Fmi ne scrissi mesi fa anche un altro. In quell’occasione non fui degnato di una risposta così cortese e sollecita come quella che mi è stata oggi fornita.

Motocordialmente,

Gabriel Pirini (g.p.), direttore editoriale di www.motocorse.com





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Commenti dei lettori

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Lucky
Italy
Milan

Mi brucia ancora il ricorso respinto dell'anno scorso all'EICMA.... ma tutto è racchiuso in quelle poche parole che scrive Alberto Rinardelli poco sopra:

"...nel caso che il suo ricorso venga accolto gli viene anche restituita la tassa versata per il ricorso."

La FIM non ha alcun interesse ad accettare i ricorsi!!!

E' per la stessa ragione, non accetta i ricorsi "collettivi", ma chiede ad ogni reclamante di versare 150 euro a testa, con la scarsa possibilità di rivederli!!

Nonostante abbia dichiarato che l'anomalia da me lamentata abbia penalizzato diversi piloti, la motivazione del respingimento del ricorso è stata "solo Lei si è lamentato"! Ma almeno leggete cosa dichiara un pilota?!? Bastava contattare i partecipanti della gara, per vedere se mentivo e quindi sanzionarmi, ma a quanto pare era più facile intascare la "cauzione" e licquidare l'episodio...

Alla luce di questi fatti, sotto gli occhi di tutti gli altri piloti, nonchè i giovani motociclisti spettatori dell'EICMA 2008, quanti crediate possano aver fiducia in una tale giustizia sportiva???

Da sottolineare che non avevo nulla da perdere o da guadagnarci nell'accoglimento del ricorso, essendo a metà classifica, ma l'ho fatto per un senso di giustizia e principio che evidentemente è sempre più rara virtù, soprattutto in Federazione....

Non oso immaginare quanti episodi simili possano esistere... complimenti "Signori"!

Inserito: 16 dicembre 2009

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