 La strada imboccata dalla Dorna, società che gestisce il Motomondiale, sembrava impensabile fino a pochi anni fa: mai e poi mai avremmo pensato che il futuro sviluppo tecnologico del massimo campionato prototipi fosse destinato a scontrarsi con quello della Superbike, campionato riservato alle moto derivate dalla serie.
Ma andiamo con ordine.
Le prime avvisaglie di possibili problemi ci furono già con il passaggio dallle 500 a due tempi alle MotoGP 1000 a quattro tempi. A farne le spese fu la WCM di Peter Clifford, "colpevole" di utilizzare un motore un po' troppo ispirato a quello della Yamaha R1. In realtà il motore progettato dagli ingegneri della WCM non aveva alcun particolare in comune con il quadricilindrico di Iwata, ma solo il sospetto bastò a bloccare il progetto. A mettersi in mezzo fu la Federazione Internazionale Motociclistica, allora guidata da Francesco Zerbi, e molti insinuano tutt'ora che sicuramente dietro alla decisione ci sarebbe stata anche la pressione esercitata dai fratelli Flammini per conto della FGSport, detentrice del diritti della Superbike.
Il passaggio ai motori da 800cc della MotoGP ha calmato le acque per un po', ma la crisi economica mondiale, che ha colpito duramente case e team (ed anche dato una notevole mazzata ad un sistema di sponsorizzazioni un po' troppo allegro), ha cambiato di nuovo le carte in tavola.
Ecco dunque arrivare la Moto2, campionato cadetto in sostituzione della classe 250 corso con moto dotate - orrore! orrore! - del motore della Honda CBR600RR stradale. Insomma, la seconda categoria del Motomondiale diventerà pericolosamente simile ad un campionato monomarca, e sembra che il tabù possa cadere anche per la MotoGP. La FIM infatti sta discutendo delle modifiche al regolamento che permetterebbero l'utilizzo di motori derivati dalla serie, operazione che stravolgerebbe il senso attuale del campionato e porterebbe la MotoGP ad invadere pericolosamente il territorio della Superbike.
La risposta di Infront Motorsport - attuale detentrice dei diritti della Superbike - non si è ovviamente fatta attendere, e Paolo Flammini ha rilasciato un'intervista al sito GPOne.com in cui afferma che farà di tutto per difendere l'unicità del campionato, non solamente nei confronti delle possibili nuove regole per la MotoGP, ma anche tutelando la classe 600 Supersport, pericolosamente simile alla Moto2.
Il contratto in essere fra Infront Motorsport e FIM prevederebbe il diritto esclusivo di organizzare un campionato per moto derivate dalla serie, ma ovviamente solamente le parti in causa - e probabilmente la Dorna... - conoscono esattamente i termini del contratto.
Rimane da vedere se FIM e Dorna abbiano davvero l'intenzione di combattere con i fratelli Flammini in tribunale, cosa che potrebbe portare forse ad una vittoria tecnica ma rischierebbe di causare un danno d'immagine difficilmente recuperabile.
Nella foto: la Moriwaki Moto2
(m.d.)
|