L' Australia è un paese complicato, con condizioni climatiche a volte davvero estreme e una nutrita rappresentanza degli animali più pericolosi di tutto il pianeta. La scorsa estate abbiamo toccato i 48 gradi centigradi di massima durante una giornata particolarmente infuocata, qui nella parte sud del continente; nel mare davanti a casa mia nuota la più folta popolazione di squali bianchi al mondo, il comune brown snake di cui i prati sono pieni è il secondo serpente più velenoso al mondo, i famigerati ragni redback sono comuni come zanzare ed allargandosi al resto del paese troviamo nell'ordine meduse assassine, dingo, rospi velenosi, otto dei dieci serpenti più letali al mondo ed anche il cassowary, una specie di struzzo estremamente agggressivo e pericoloso.
Tutta questa manfrina per giustificare come mai gli Aussie ti ricordano spesso, sorridendo sotto ai baffi, che solo i più duri possono sopravvivere qui. Lo spirito di Crocodile Dundee è sembre vivo e vegeto, dunque, ma in effetti devo riconoscere che la gente qui ha davvero uno spirito diverso rispetto alla civilizzata Europa.
Questo spiega anche i commenti negativi rivolti dalla stragrande maggioranza degli australiani a Casey Stoner in occasione della sua misteriosa malattia. Salta su quella moto e fai del tuo meglio, era l'invito più comunemente rivolto al campione di Kurri Kurri. Stringi i denti e apri il gas, non importa il risultato. Questo è lo spirito qui nel regno di Oz, e forse cercando di recuperare un po' dell'immagine perduta, Stoner ha rilasciato ieri delle dichiarazioni da vero macho sulla vicenda dei test precampionato per i debuttanti.
Riassumiamo in poche parole: visto che i test precampionato sono praticamente stati cancellati dal nuovo regolamento della MotoGP, apparentemente per ridurre i costi delle squadre, Suzuki ha chiesto di far effettuare almeno una sessione ai piloti che il prossimo anno debutteranno in MotoGP.
Non è ancora chiaro se questa sessione extra ci sarà o meno, ma la posizione in proposito di Casey Stoner sembra ben chiara, secondo quanto riportato dal sito americano MotoMatters.com: "Una moto è una moto", avrebbe detto Casey, "ha due ruote ed un manubrio. Credo che possano bastare tre o quattro giorni per prenderci confidenza, e Ben Spies lo ha dimostrato questo fine settimana a Valencia".
In effetti Casey sembra essere uno di quei piloti in grado di portare la moto al limite senza richiedere una grande lavoro di affinamento del setup, risultando spesso il più veloce in pista fin dal primo turno di prove. Altri piloti - Valentino Rossi in testa - hanno invece bisogno di maggior tempo da dedicare alla messa a punto, risultando penalizzati dalla riduzione del tempo a disposizione per le prove.
Certo è che qualche ora di test in più prima dell'inizio del campionato potrebbe migliorare la sicurezza dei piloti, visto che un apprendimento a tappe un po' troppo forzate delle moderne MotoGP potrebbe avere risvolti pericolosi. E che comunque non sarebbero un paio di giornate di test in più a far saltare il bilancio delle squadre impegnate nel Motomondiale.
Nella foto: un Cassowary, simile al ben più comune Emu, ritenuto l'uccello più pericoloso del mondo.