Asini e Ciuchi

In Motocordialmente

26 settembre 2009
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Asini e Ciuchi


Essere campione italiano in carica è davvero duro. Non appena ti consegnano il lauro, il cambio della sceneggiatura è obbligatorio, pena il commento dei soliti noti “che ci stai a fare ancora lì? Rubi le caramelle ai bimbi?”. Poi, una volta assaggiata l’ebbrezza del campionato mondiale (dopo il Tricolore velocità, non è che le scelte possibili siano tante), a meno di non fare parte di una ristretta élite con moto più che ufficiali, la più parte del tempo se ne va a guardare le classifiche dal basso, a vedere gli avversari da dietro e soprattutto  a guardarsi le spalle. Lorenzo Savadori, 16enne cesenate, non fa eccezione.

Il percorso nel Motomondiale 125 del 2009, per lui, è stato più o meno quello descritto, ed ora - puntuale come il monsone - arriva la richiesta della squadra: Fatti più in là, anzi è meglio che lasci il box. Ci basta Simone Corsi. Dall ’entourage del pilota si fa trapelare la notizia che non si tratta di sfiducia nelle doti di Savadori, ma di motivi economici. Frase da leggere con i giusti occhiali: Savadori non porta abbastanza soldi. E pensare che a quell’età per partecipare al Mondiale si rinuncia alla scuola e ad una vita dai ritmi regolari. Il tutto, più o meno a pagamento. Un vero affare, soprattutto per uno che ha indirettamente ispirato persino Valentino Rossi. Rossi? Certo, perché il primo e vero “somaro” della storia motociclistica è stato Savadori. Nel Civ 2008 già si presentava al via con un asino stilizzato su carene e tuta. Certo, il “ciukkino” di Savadori è graficamente diverso dall’ “asino che vola” del Vale nazionale; ma la primogenitura è innegabile. Come dire: il manico c’è, è la gestione del personaggio che è abbastanza carente. Qualcuno ha ancora il coraggio di chiedersi perché con Rossi il motociclismo è sempre in ascesa - anche quando l’allora sconosciuto  “figlio di Graziano” correva nella 125 -  e con gli altri no?

(g.p.)

Nella Foto: riproduzione della Home Page del sito web di Lorenzo Savadori. Si distingue chiaramente l'animale scelto - correva l’anno 2008 - dal pilota cesenate come portafortuna. 





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