L'arte del motociclista teutonico, ma non solo

di Federico Bencivenni

L''arte del motociclista teutonico, ma non solo

Io odio il caldo. E' più forte di me. Patisco le alte temperature estive; mi innervosisce il sole d'agosto, quello che la maggior parte della gente aspetta tutto l'anno con la voglia di mare, di litorali affollati e quant'altro. Temperature abbondatemente sopra i 35 gradi, afa, calura al limite dell'insopportabile: scenari apocalittici.

Per di più non amo particolarmente nemmeno il mare e la vita da spiaggia. E decisamente non sono un animale a sangue freddo: dopo un'oretta di tintarella sotto i raggi UVA, già inizio a schiumare, farnetico e straparlo.

Perciò, da sempre, in estate preferisco trovare un po' di refrigerio tra le montagne, gli abeti, i larici e le rocciose vette italiche, piuttosto che tra i lidi della costa, sia essa romagnola, ligure, o di qualsiasi altro posto.
E questo amore per la montagna mi ha permesso, anche quest'anno, di assistere ad un evento davvero colorato ed interessante per gli amanti delle due ruote: la discesa tra le nostre aspre terre di moltissimi motofili, motomani e motociclisti di ogni genere provenienti da diversi paesi del nord Europa, ma soprattutto da Germania, Olanda, Belgio, Svizzera ed Austria.

Una sorta di invasione barbarica, o meglio un' invasione pacifica, multientica, multicolore e chiaramente multimotociclistica.

I miei occhi hanno visto di tutto e di più: Yamaha R1 modificate tipo naked con manubri simili a quelli da cross; vecchie Honda Nighthawk caricate e stipate di bagagli al punto che quasi non si vedevano nè pilota, nè passeggero; Suzuki Bandit verniciate con livree sgargianti e multicolori; e poi vecchie moto da enduro o  moto in voga negli anni ottanta come la Kawasaki GPZ 400. Una miriade di diverse tipologie di motociclette, con un'età minima di almeno dieci anni, ma alcuni esemplari di anni ne avevano almeno venti se non oltre.

Ora: questa caterba di motociclisti d'oltralpe si è sobbarcata migliaia di chilometri su mezzi che, almeno a vedersi, parevano dover esalare di lì a poco l'ultimo respiro.  Sarà un luogo comune, ma i teutonici motociclisti che vengono definiti "culi di ferro" per la loro propensione a macinar chilometri, dimostrano pur sempre un amore incondizionato per il viaggio, la scoperta e l'avventura in moto, più che l'amore per la forma dell'apparire, che diciamolo francamente, appartiene più a noi motociclisti italiani che ai nostri colleghi germanici e nordici in generale.

Per carità non sto dicendo che dobbiamo da loro prender esempio o tentare di imitare in tutto e per tutto il loro modo di vivere la moto mettendo da parte il senso ed il gusto del bello che notoriamente ci contraddistingue. Penso però che in molti casi se riscoprissimo l'amore di essere motociclista e non solo l'amore per apparire tale, forse sarebbe meglio.

Certo non mi piace avere la sella ricoperta di pelliccia, ma non voglio neanche pensare che la mia moto vecchia di due anni sia già da buttare, soprattutto se non è una ipersportiva di ultima generazione.

Pensiamoci.
 

comments powered by Disqus

Altri commenti

K81

perfettamente in sintonia con ciò che dici, anche se amo il mare, io faccio ancor di più: proprio a causa della mia intollerenza al caldo non uso la moto nei mesi più caldi, anche se continuo a tenerla assicurata perché non si sa mai...
in compenso più fa freddo e più sono in cerca di scuse per usare la moto.
del resto anche al mare ci vado da settembre in poi...

Inserito: 11 agosto 2009
Username
Password
Non sei registrato?
Registrati, è gratis!

Commento


Articoli precedenti su MotoCorse.com

Fine stagione in pista con Braghi e MotoCorse - aggiornato.

Fine stagione in pista con Braghi e MotoCorse - aggiornato.
in Giornate pista e corsi di guida

Ufo Plast: zaino Overland e paramani Patrol

Ufo Plast: zaino Overland e paramani Patrol
in Offroad - Abbigliamento e accessori