Rookies e durata motori: ecco la normativa

di Edoardo Licciardello

Rookies e durata motori: ecco la normativa

Il comunicato diramato domenica da Dorna ha finalmente chiarito le questioni regolamentari più “calde” dell’ultimo periodo, ovvero i rookies e la durata dei motori – la prima influenzerà i contratti per l’anno prossimo, la seconda entrerà in vigore già da Brno. E, come avevamo detto a suo tempo, è di fondamentale importanza che entrambi gli aspetti siano chiariti nel massimo dettaglio, visto che la competizione, in MotoGP, sta diventando tanto tirata da rivaleggiare con la F1. E la vittoria finale si gioca tanto in pista quanto nell’interpretazione dei regolamenti.

Un rookie, ovvero un esordiente, che per regolamento NON potrà entrare a far parte di un team ufficiale (con l’esclusione di Suzuki, che non dispone di un team satellite) è da considerarsi qualunque pilota abbia corso meno di nove gran premi nel corso di una sola stagione.

Attenzione: si parla di team, non di moto. Niente impedisce che un Simoncelli (nella foto), che correrà l’anno prossimo per il team Gresini, possa disporre della stessa moto di Pedrosa o Dovizioso, come a suo tempo era successo per Rossi, Gibernau, Barros o Kato quando, pur facendo parte di squadre esterne, disponevano di materiale ufficiale. La regola, dopotutto, nasce per favorire i team privati facendo “passare” per le loro mani i piloti più pregiati. Se il corollario è che si amplierà a loro la disponibilità di mezzi di primissimo piano, tanto meglio.

La seconda regola, volta a ridurre i costi allungando la durata dei motori entra invece in vigore dal GP della Repubblica Ceca. Nelle ultime sette gare, ogni pilota avrà a disposizione un massimo di cinque motori. I motori verranno punzonati e legati ad un singolo pilota (non sarà possibile lo scambio di propulsori fra diversi piloti) e, per evitare che la “manutenzione ordinaria” diventi qualcosa di più – vanificando quindi gli sforzi – la distribuzione e il suo comando saranno sigillati, non sarà possibile rimuovere le testate dal motore, e non sarà possibile aprire i carter. Tutte le parti in questione verranno sigillate, e l’assenza di sigillo su un motore comporterà una penalizzazione. Tutte le operazioni di manutenzione su parti non sigillate sono implicitamente consentite.

Se, a causa di una caduta, una rottura o qualunque altro evento sarà necessario utilizzare un motore oltre al limite consentito, verranno applicate le apposite penalizzazioni. I motori allocati non potranno venire utilizzati al di fuori delle gare MotoGP – al termine di ciascun evento verranno applicati sigilli su aspirazione e scarico di ciascun motore, che verranno poi verificati nel GP successivo. La penalizzazione prevista per l’impiego di un motore extra rispetto al limite dei cinque previsti è rappresentata da 10 punti, che verranno sottratti dal punteggio del pilota.

La nostra opinione? Come sistema per ridurre i costi è stupido e inutile. I soldi che verranno risparmiati grazie a minori costi di manutenzione/sostituzione dei motori verranno investiti in maggior ricerca e sviluppo, perché, come ha dimostrato il limite sul consumo, regolamenti tecnici più restrittivi comportano solo la necessità di un maggior impegno per aumentare le prestazioni. I team satelliti sostituiranno meno motori, ma vogliamo scommettere che li pagheranno di più? Insomma, tutto cambia perché tutto resti, gattopardianamente, com’è.

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Altri commenti

Quasar

ma poi pensate se una penalizzazione così idiota in termini di punti finisse per ribaltare l'esito del mondiale...sarebbe assurdo!!!

Inserito: 30 luglio 2009
motlrm63

Idiozia totale

in particola modo la penalizzazione in caso di caduta e conseguente rottura del motore, ma secondo loro uno cade perchè si diverte.....e in qualche modo specialmente se la caduta avviene in gara è già una penalizzazione...........

Inserito: 31 luglio 2009
Raffaele

La MotoGP si sta dirigendo verso il baratro sportivo della F1.
Tra non molto anche in MotoGP, constatando come i costi non scendano a sufficienza (o si alzino addirittura) imporranno omologazioni a go go.
Anche in MotoGP tra non molto soluzioni tecniche e tecnologiche eccezionali come il multiair non potrà essere utilizzata per regolamento.
L'importante è fare le cose con calma ed a piccoli passi, in modo che le masse si abituino a tutto ciò che vogliono, alle omologazioni selvaggie, ai limitatori di giri ecc ecc.

Inserito: 31 luglio 2009
gam0319

ma sarebbe così facile ridurre i costi...
- eliminazine di parti in carbonio (freni compresi)
- aumento del peso minimo delle moto di 5 kg.
- eliminazione dei sistemi GPS per il setting "curva per curva" e quindi diminuzione anche dei costi per tecnici telemetristi.

eliminazione quindi di tutte quelle cose che anche se hanno uno sviluppo ed un costo relativo molto alto, non possono avere intrensecamente un ritorno nella produzione di serie. E sono coseche si possono fare anche domani.

Inserito: 31 luglio 2009
Quasar

non sono daccordo sul peso minimo,io spero ancora in moto da 115 kg come le vecchie 500...:D

Inserito: 31 luglio 2009
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