 I miei ricordi di Sete Gibernau pilota mi parlavano di un campione grintoso e spettacolare, uno di quei piloti consapevoli di avere la possibilità di ottenere grandiosi risultati nella propria carriera.
Le sue sfide con Valentino Rossi sono state entusiasmanti, e non nascondo di aver tifato spesso per il pilota spagnolo, gioendo dei suoi successi e dolendomi delle sue sconfitte.
Del resto, ho avuto modo di seguire da vicino il suo debutto nella classe regina, ed il passaggio alla Honda con la bicilindrica ufficiale nel 1998, moto con la quale ottenne notevoli risultati lottando contro le ben più veloci e potenti quattro cilindri.
Gli anni "buoni" furono però il 2003 ed il 2004, quando il nipote di Don Paco Bulto, fondatore della casa motociclistica spagnola Bultaco, si laureò vice campione del mondo alle spalle di Valentino Rossi, in entrambi i casi davanti all'altro talento italiano, Max Biaggi.
Il terribile incidente che lo vide coinvolto dopo il passaggio in Ducati sembrava avesse messo la parola fine alla sua carriera, e molti sono stati sorpresi di vederlo rientrare in MotoGP quest'anno, con una Ducati Desmosedici gestita da un team spagnolo, guidato da Pablo Nieto.
Ed il pilota im pista sembrava purtroppo l'ombra del campione che ci aveva fatto sognare con la sua guida arrembante e spettacolare. La tristezza nel vederlo "passeggiare" a fondo classifica è stata alla fine interrotta dalla mancanza di denaro, che ha costretto il suo team al ritiro.
Nessuno lo rimpiangerà.
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