Integrazione guida moto su patente B post-1986: come avere rapidamente la A per le due ruote
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Chi ha conseguito la patente di guida auto in data successiva al 1985, a differenza dei propri predecessori, non è abilitato alla guida di moto, se non di quei veicoli fino a 125cc. di cilindrata (limitati a 15cv di potenza). Trattiamo una fascia che potremmo dire transitoria, nell'ambito di regolamentazione sulle patenti italiane. Per i giovani attualmente in età da patente, la normativa ed i metodi di conseguimento delle varie tipologie (dalla cosiddetta A1 alla A3), sono diversi e ben noti, visto che si prevede un graduale apprendimento, con possibilità di guidare prima ciclomotori e poi moto, crescendo di potenza sino alla maggiore età od i 21 anni (per non avere limitazioni). Quello che riprendiamo è invece un discorso forse già noto, ma che come tutte le estati può ritornare d'interesse per molti italiani, non più ragazzini, che non guidano moto, ma sono ancora under40 e con una vita che magari, rallentata dal traffico, può lasciare spazio alle due ruote. A coloro i quali è stata rilasciata una patente B per guida auto dal 1/1/1986, vale la pena di ricordare la cosa, se non la avevano poi più considerata, dato che la pratica d'integrazione per guidare qualunque motociclo è relativamente semplice e di breve disbrigo, trattandosi solo della procedura formale, con relativa visita ed esame pratico di guida. L’integrazione riguarda poi anche quella fascia di conseguimento intermedia (dal 1/1/1986 al 25/4/1988) per la quale pur avendo la sola B, si considera possibile la guida moto, ma solamente in Italia. Spesso può capitare, anche se non si è mai stati motociclisti, di avere occasione o necessità di guida di un veicolo a due ruote, allora perché privarsene, se magari può poi divenire un'abitudine piacevole od una comodità per le estati successive (e non solo). Attualmente tempi ed i costi per aggiungere alla propria patente B la guida moto, ovvero anche la A, sono relativamente contenuti. Inizialmente, appena introdotta la norma, era necessario conseguire nuovamente anche la parte teorica, antipatica a molti (seppure un ripasso faccia sempre bene) per avere la patente A, ma attualmente la cosa è molto più semplice. Non si dovrebbe attendere la bella stagione per ricordarsene ma magari cogliere, se ne si ha l'intenzione, anche la prima data di scadenza validità della patente B, data alla quale si deve in ogni caso procedere alla visita medica di controllo, per il rinnovo; una volta intrapresa la pratica di integrazione guida moto, è proprio la visita l'unica cosa che dovrete fare, oltre all'esame pratico, per avere la A. La spesa da sostenere, se si procede come "privatisti", ovvero facendo direttamente tutte le pratiche presso motorizzazioni ed uffici locali e presentandosi da soli con un veicolo all'esame, sono contenute ai costi di marche da bollo e bollettini postali, per una cifra intorno ai 70 euro. Rivolgendosi alle scuole guida la spesa è molto variabile a seconda dei casi e della quantità di pratica guida di cui avrete bisogno. Tendenzialmente la spesa non sarà inferiore ai 200/250 euro, pur essendo già in grado di guidare. |
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