Io credevo che uno che ha vinto 99 volte potesse pure essere sazio, appagato di gloria e di vittorie, potesse magari avere anche l'idea ogni tanto, non dico di tirarsi indietro, ma sì dai magari esser pure un po' calcolatore, ragioniere, insomma che potesse perdere un po' l'entusiasmo, la voglia, la grinta degli anni giovanili. Anche accontentarsi. Invece mi sbagliavo.
Io credevo che prima di andare a cannone nella classe regina ci volessero anni e anni di apprendistato. Poi arriva uno, il primo anno tira un paio di schienate in terra da paura, e l'anno dopo è già lì bello incarognito, lotta come un leone, vince, perde, soffre. Allora mi sbagliavo di nuovo.
Io credevo che se uno la sera prima di una gara importante stesse male, non dormisse, magari avesse anche il mal di stomaco o che so io, il giorno dopo non è che prende su la moto, fa la corsa e arriva anche terzo. Mi sbagliavo di nuovo.
Io credevo che uno dopo vent'anni di motociclismo professionista non potesse avere più quello sguardo fiero e sorridente, quello sguardo furbo di un ragazzino che ti sfida quasi a dirti: te l'ho fatta. E dopo un quinto posto è lì a parlare di nuove cose da provare sulla moto, progetti futuri per un possibile e quasi vicino podio, aspettative, ambizioni, voglia di correre, voglia di essere ancora lì, ancora una volta, ancora chissà per quanto. E mi sbagliavo nuovamente.
E credevo pure che difficilmente i piani di una grande squadra ed i relativi calcoli per sostenere un pilota piuttosto che un altro potessero esser stravolti. Poi ho capito che chi doveva esser davanti è dietro, chi doveva esser dietro finisce quasi sempre davanti e allora forse è meglio che sia lui a provare le novità tecniche in arrivo. E allora ho di nuovo preso una terribile cantonata.
Io credevo che un pilota che ha vinto dei titoli mondiali in SBK arrivato in MotoGP magari non sarebbe stato velocissimo, ma almeno di una certa costanza di rendimento quello sì. E invece ho di nuovo preso lucciole per lanterne, perchè ho visto belle cose a volte nelle prove e poi al solito molto poco in gara.
Io credevo che uno che va forte in 250, anche senza esser un fenomeno, qualcosa in MotoGP avrebbe potuto combinare, invece l'unica cosa che gli è riuscita è farsi mettere da parte dopo poche gare.
Io credevo che se uno ha uno stile di guida coriaceo, muscolare, grintoso, avrebbe potuto esser il pilota adatto per domare la moto indomabile, o meglio la moto che solo uno sa domare; invece non ho capito proprio niente ed ho di nuovo sbagliato.
Io credevo che la fortuna è cieca, ma come si dice la sfortuna ci vede benissimo e pensavo perciò che vista la crisi economica dilagante nel mondo industriale e finanziario-anche motociclistico- qualcuno al via del Campionato 2009 non ci sarebbe stato. Poi invece di fretta e furia lo vedo in griglia con una moto nera, magari un po' posticcia, magari con tanti problemi, magari senza alcun aggiornamento, ma è lì o meglio prova ad esserci: e quindi ho di nuovo sbagliato alla grande.
Concludendo non avrò capito niente di moto e di motociclismo, ma spero che lo sport che amo di più al mondo continui a regalarmi emozioni ancora per molto tempo.