 Un noto detto del mondo dello spettacolo recita più o meno: "non importa se bene o male, l'importante è che se ne parli". Che c'entra lo spettacolo con le moto, direte voi. Nulla, teoricamente, anche se a volte sembra esattamente il contrario.
I fatti. Enrico d'Onofrio, nuovo amministratore delegato di MV Agusta, è sotto indagine nientemeno che per violazione di segreto industriale. Spionaggio, insomma.
D'Onofrio, che prima di passare a dirigere MV Agusta era il direttore finanziario di Ducati, è stato denunciato lo scorso aprile dalla casa di Borgo Panigale, e lunedì ha ricevuto una visita della Guardia di Finanza che ha perquisito la sua abitazione ed il suo ufficio di Varese, e gli ha sequestrato il personal computer.
A spiegare quanto accaduto è stato l'avvocato di d'Onofrio, Alessandro Diddi, che ha chiarito alcuni punti importanti. D'Onofrio sarebbe stato denunciato per aver effettuato un backup dei dati del PC che aveva nel suo ufficio in Ducati, contenente - oltre a materiale personale - anche alcuni dati finanziari della casa bolognese. Numeri, fogli elettronici e dati di bilancio pubblici, nulla di segreto.
Tutto qui? diranno probabilmente alcuni di voi, che già pregustavano una spy story alla romagnola, con agenti segreti a rubare i progetti dei motori del futuro alimentati ad albana e piadine con salsiccia.
Tutto qui, apparentemente. "Voglio precisare che non non si tratta assolutamente di disegni o progetti per la realizzazione di motociclette" ha detto l'avvocato Diddi ai giornalisti, "d'Onofrio non si occupa di progettazione ma di finanza, ed ha portato via solo documenti riguardanti numeri e bilanci prelevandoli dalle cartelle personali del suo computer. All’atto di lasciare Ducati ha semplicemente fatto un back up del proprio PC, e nel farlo ha copiato anche quei documenti. Voglio precisare che le perquisizioni di ieri li hanno individuati esclusivamente nel suo computer privato, all’interno della sua casella di posta personale, e non nel PC di D’Onofrio alla Mv Agusta”.
Insomma, la prossima MV Agusta non sarà ispirata alla Multistrada, e di questo non c'è che da rallegrarsene. Curioso però come giri il mondo: fino ad ora l'accusa, più o meno velata, era nei confronti di Ducati che avrebbe preso spunti da MV Agusta per le sue moto. Cosa anche comprensibile, visto che dopo l'addio da parte del genio creativo Massimo Tamburini, passato da Ducati a MV Agusta dopo aver dato il suo contributo a Ducati storiche come la 851 e la 916, a Bologna si sono ritrovati con il difficile compito di progettare la nuova Superbike. Compito svolto in maniera non troppo felice dal designer sudafricano Pierre Terblanche con la Ducati 999, una moto che - per citare il sito PassioneDucati - "non ottiene gli stessi entusiastici consensi delle sue progenitrici".
Siamo sicuri che alla fine d'Onofrio dimenticherà questa brutta storia, e speriamo che con i soldi di Harley-Davidson, nuovo proprietario di MV Agusta, la casa varesina possa finalmente realizzare alcuni degli incredibili progetti che il centro ricerche di San Marino ha nei cassetti. Per darci una nuova superbike all'italiana capace di sfidare le quattro cilindri giapponesi.
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