E’ ormai assodato che i piloti mentano quanto un politico in campagna elettorale. Non sempre per propria convenienza; certo, c’è chi spara balle pazzesche per “coprire” una brutta gara o qualche errore (anche se oggi, con l’acquisizione dati, diventa durissima…) ma, allo stesso modo, si sente spesso qualche pilota “sviare i sospetti” per dare una mano alla squadra o alla casa. Una volta, “un banale problema elettrico” era giustificazione usata con micidiale regolarità anche per clamorosi sbudellamenti di motore con tanto di coppa che versava olio per mezza pista. Si può proprio dire che più i tempi cambiano, più restano uguali.
E’ quindi una vera ventata di sollievo scoprire che c’è qualche pilota che, anche quando le cose non vanno come dovrebbero, non si nasconde dietro ad un dito. Stiamo parlando di Niccolò Canepa, per il quale – inutile negarlo – ci si aspettavano tempi sul giro decisamente più brillanti nei test di Sepang. E’ vero, stiamo parlando di un esordiente della MotoGP, ma esordiente in gara: il genovese, campione del mondo STK nel 2007 in sella alla Ducati 1098S, al Mugello ha letteralmente fatto i solchi in sella alla Desmosedici GP8. E la cosa avrebbe dovuto metterlo al sicuro rispetto allo shock del contatto con l’atipica MotoGP Ducati, shock che – come tutti sanno – ha mietuto vittime illustri, ultima delle quali quel Melandri che nell’immaginario collettivo è passato da pilota di prima fila a brocco patentato nel breve volgere di un’estate.
Sarebbe fin troppo facile, vedendo velocità di punta sensibilmente inferiori rispetto a quelle dei compagni di marca (il primo giorno erano sedici i km/h che lo separavano da Mika Kallio, con cui divide il box nel team Pramac Ducati, poi il distacco è diminuito), accusare il mezzo. Anche senza dirlo apertamente, magari solo lasciando intendere qualcosa. E invece no: pur senza avere una spiegazione precisa per la cosa, salvo le ovvie differenze di corporatura (Niccolò non ha la classica taglia da fantino dei piloti) che gli hanno fatto pensare che sia il caso di perdere un po’ di peso, Canepa ha tenuto a precisare come la sua moto sia – stando a quanto ne sa lui – la stessa che usano Stoner, Hayden, Gibernau e Kallio, sottolineando la differente situazione rispetto a quanto avvenga invece in casa Honda o Yamaha. E se questa non è onestà, non sappiamo cosa sia.
Sarà che siamo fin troppo abituati a piloti che attribuiscono la maggior velocità della propria moto all’aerodinamicità della propria schiena (è successo, non stiamo scherzando) o che lamentano in continuazione trattamenti di sfavore, ma sostenere questo brillante (studia Ingegneria meccanica) ragazzone ligure diventa sempre più facile. Forza, Niccolò.