Ho fatto una riflessione. Viste le pessime condizioni climatiche delle ultime settimane, e considerato che anche l'autunno non è stato meteorologicamente eccezionale, sarà da almeno tre mesi buoni che non riesco a guidare la moto.
Vuoi per un motivo, vuoi per un altro, i pochi giorni senza pioggia che hanno fatto capolino tra le nubi, non mi hanno concesso ugualmente di salire in sella nemmeno per uscite di qualche ora. E dire che in Liguria, solitamente, è difficile trovare condizioni così avverse. Infatti mi sono spesso vantato con amici e colleghi più "nordici" di me di poter usare la moto tutto l'anno: ma quest'anno no, proprio non c'è stato verso.
Venti gelidi hanno spazzato a destra e a manca ogni angolo della mia città. Addirittura ci ha fatto visita la neve che in una località di mare, dopo il primo entusiasmo, diventa anche un problema da gestire.
Alla fine la mia moto è lì, coperta, al caldo, ma inutilizzata da un po'.
E sarà che le feste sono finite, sarà il clima artico, sta di fatto che ho avuto una crisi d'astinenza da moto.
A dire il vero tutt'ora in corso.
Perciò ho dovuto escogitare alcuni semplici espedienti per superare questo difficile momento e tirare a campare almeno sino allo sciogliersi della neve e all'arrivo della primavera.
Per cominciare, andando in ufficio con l'autobus, ho preso a simulare manate di gas mentre mi sorreggo ad uno degli appositi sostegni. La cosa più grave, sintomo della mia crisi, è che quando l'autobus frena simulo pure la staccata muovendo le dita della mano sinistra come se tirassi la frizione in scalata e nel contempo pinzo idealmente il freno anteriore con le due dita della mano destra: l'altro giorno credevo che una signora volesse chiedermi se mi sentivo poco bene e volevo sedermi.