Valentino Rossi: così sono tornato a vincere in pista e fuori
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Adesso è la volta del Rossi giornalista: Valentino infatti ha scritto un articolo per il quotidiano "Il Giornale" in cui parla della vittoria del suo ottavo titolo ma soprattutto si libera del peso di tutte le critiche che gli sono state rivolte da due anni a questa parte, dai tanti che non attendevano altro che un suo errore per descriverlo come un ormai ex campione sulla via del tramonto. "Serviva essere svegli, anzi sveglissimi" scrive Rossi a "Il Giornale" direttamente da Sepang, "stringere i denti, chiudere un occhio, talvolta entrambi, di fronte alle tante parole scritte, dette, gettate al vento per raccontare le mie sfortune, i miei “guai”, e... tirare fuori gli attributi. Il “sole” non se n’era andato. Il “sole” era stato oscurato dal buio profondo della crisi stessa, e io lo sapevo. Dovevo solo cercare il sole". Ed è qui che il campione di Tavullia riprende anche il discorso delle sue peripezie con il fisco italiano, che tanto gli sono costate in termini di denaro ma soprattutto di serenità. "Serviva ancora qualcosa: il fattore “I”, il fattore Italia. Per uscire dalla crisi, innanzitutto, dovevo tornare in Italia e tornare ad essere Italiano a tutti gli effetti, non solo sulla carta d’identità. Non ho mai visto un albero crescere sano e forte a 2000 chilometri di distanza dalle sue radici. E con tutti i viaggi che ho fatto, non ho mai visto alberi più belli di quelli di casa mia", continua Valentino. La chiusura del contenzioso fiscale dunque viene vista da Rossi come la fine di un periodo infelice, una situazione che probabilmente lo ha crucciato ben più di quanto non sembrasse, influendo sul suo rendimento forse tanto quanto gli pneumatici fallati o i motori esplosi in pista. "Ho pagato dazio e ho azzerato i conti" afferma alla fine, insistendo sulla sua italianità ritrovata insieme alla serenità e - non ultima - alla vittoria. "Sono Italiano e ne sono fiero. Porto il cognome più italiano di tutti, e ne sono fiero. Ho perso, e invece di subire la sconfitta con dolore, ne sono andato fiero. E da lì sono ripartito, per riprendermi ciò che mi era stato tolto. Sono un ragazzo italiano di ventinove anni che non se la sente di dare consigli a nessuno. Perché il mio lavoro è ciò che ho sempre voluto fare in vita mia, e quindi sono un privilegiato. Però ho fortemente voluto quello che ho ottenuto. Ho lavorato sodo, ho sbagliato, sono caduto, mi sono rialzato e ho vinto di nuovo. E non è ancora finita...". |
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Padova
Grandissimo corridore vale, ma il tuo pezzo scritto per una redazione assai discutibile, puzza di fascismo...
Inserito: 20 ottobre 2008
Milan
lasciamo fuori la politica almeno nel motociclismo anonymous
Inserito: 20 ottobre 2008
Rome
Mah, sarà che di politica non mi frega nulla, io in queste dichirazioni non trovo nulla di politicamente schierato. Parla della importanza della sua Italianità e della forza che ha trovato in questa.
Grande Vale....
Inserito: 21 ottobre 2008
Milan
Non metteteci dentro le solite rivalità inventate dalla politica per autoalimentarsi. Siamo molto più uniti di quanto cerchino di impedirlo i politichetti nostrani. Poi, per favore, non nominiamoli nemmeno di fronte ad un "genio" del motociclismo italiano e mondiale. Siamo su ordini di grandezza diversi.
Inserito: 21 ottobre 2008
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