Ragioni e stagioni
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Le stagioni hanno tutte la loro importanza, diceva un noto drammaturgo spagnolo. Evidentemente, però, molti di quelli “che contano” nel motociclismo tricolore non hanno mai letto Lope de Vega. Poco male, anche se l’autore di Fuenteovejuna è stato uno dei massimi interpreti del Siglo de Oro della letteratura iberica. Basterebbe che qualcuno si prendesse la briga di leggere almeno un calendario. Risulta che il 5 ottobre a Varano de’ Melegari, nell’ autodromo che sorge in provincia di Parma, tra il Taro ed il Ceno, il Moto Club Ducale abbia organizzato la Finalissima del Trofeo Motoestate, oltre ad una tappa della Premier National Cup. Organizzare il Moto…estate in autunno assomiglia più ad una barzelletta che ad una seria competizione con 22 anni di vita sul groppone e dall’Albo d’Oro prestigioso (ci pare che a vincere la prima edizione fu Massimo Meregalli). A questo aggiungiamo il fatto che l’organizzatore decide - e la federazione approva - che la gara si debba obbligatoriamente svolgere in concomitanza con un week-end di gare (Coppa Italia e Campionato Italiano Femminile) ufficialmente riconosciute dalle Norme Sportive Supplementari. Il risultato è evidente: da una parte si può passare per dispettosi, dall’altra ci si può atteggiare a vittime e in mezzo abbiamo un’Autorità Sportiva assolutamente incapace di agire nel “supremo interesse dello sport” come leggiamo in regolamenti e statuti. In questo come in altri casi, le risposte di chi è addentro a tali segrete cose sono: “Non esiste la possibilità legale di impedire le concomitanze”, “E’ stato il Moto Club a richiedere la gara in quella data”, “I dirigenti dell’autodromo hanno detto che o la facevamo quel giorno lì o non la facevamo per niente”. Risposte più inutili che sterili, visto che si pretende di risolvere con la burocrazia (negare o mettere un timbro) un problema o un aspetto che invece riguarda solo ed esclusivamente la politica sportiva. Ricordo, anni ed annorum fa, che a mettere i timbri di approvazione sui regolamenti delle gare nazionali, alla Federmoto, era il compianto cavalier Arnolfo Signorelli. Benvoluto da tutti perché mai fece torti ad alcuno, era un anziano commissario sportivo fuori ruolo. Profondo conoscitore di ogni piega dei vari regolamenti, mai avrebbe approvato due gare speculari in concomitanza, ma cercato o fatto cercare una soluzione mediana. Oggi, ci dicono, per non fare torto a nessuno mettere il timbro è diventato una sorta di “atto dovuto”, nemmeno fossimo all’anagrafe municipale. E’ vero che così facendo si accontentano gli organizzatori (o, almeno, alcuni di essi), ma si fa torto all’intelligenza ed al buonsenso. In tutta questa -non certo esaltante- vicenda c’è almeno un fondo di consolazione. A Varano, sugli spalti, c’era più gente che a Misano. Il pubblico parmense (o parmigiano: non sono di quelle parti) ringrazia. Il motociclismo nazionale, no. (g.p.)
Nella Foto: il marchigano Alessandro Torcolacci saluta a suo modo il pubblico varanese dopo la sua vittoria nella National Premier Cup del 5 ottobre. |
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