 di Simone Petrosemolo
Quarantasei. Si chiama così il DVD uscito di nuovo pochi giorni fa in edicola in abbinamento ad una rivista. Contiene il fumetto disegnato da Milo Manara, doppiato da Lucio Dalla, Luciana Littizzetto, Valentino Rossi ed altri personaggi.
La prima volta che lo vedi ti pare una sciocchezza, perché magari ti aspettavi un DVD con le immagini delle gare. Ma poi ne scopri la magia. Secondo me è un pezzo della carriera ma, soprattutto, della vita di Rossi davvero particolare e che merita di essere conservato in bacheca.
A parte le belle ragazze che si vedono nel film/fumetto, si vive un'atmosfera un po' surreale, con incontri fantastici, tipo Enzo Ferrari e Steve Mc Queen.
Una storia che in un certo senso è adatta alla stagione appena conclusa e agli ultimi tre anni della carriera di Vale.
C'era anche Gibo Badioli, perché l'opera credo sia della fine del 2005.
Vedendo i contenuti extra, mi sono reso conto (anzi ho avuto conferma) del fatto che Rossi in realtà non è come tutti lo vedono in TV. Vedendo come si muove, quello che fa e che dice, l'atteggiamento che tiene in certi ambienti, e soprattutto il suo sguardo, ci si rende conto che l'unica cosa che gli importa davvero è correre per vincere.
Rossi è un pilota più di ogni altro, nonostante possa apparire come un personaggio che fa il pilota. E', invece, un pilota (oggi il pilota per eccellenza!) che fa il personaggio. Ma è una maschera vera e propria.
Lo stesso Milo Manara, la cui intervista è molto interessante, ha capito che in Rossi c'è un fondo di malinconia e di rabbia che, nonostante Rossi continui a negare, si sfoga in tutta la sua forza e potenza quando scatta il verde.
L'essenza di Valentino, la parte più vera e solida, il nocciolo duro che resta dopo tutti i fronzoli del personaggio è quella di un pilota che ama la moto e le corse più di ogni altra cosa, che vive di preoccupazioni, di incertezze, di ricerca del suo io in ogni gara, per vederlo affermare ogni volta che fa una gran gara.
Vi potrà sembrare assurdo, ma l'essenza di Rossi non è molto diversa da quella di Senna. Tutto il contorno non conta per lui. Conta per il pubblico, per il circus, ma non per lui, che preferisce la notte al giorno perché nella notte può essere se stesso, quando nessuno lo vede, quando il buio lo rende invisibile come tutti i normali cristiani! Ed è lo stesso buio che cala dentro di se quando abbassa la visiera, perché alla fine l'unica cosa che gli importa davvero è guidare.
Quando si abbassa la visiera secondo me dentro di lui scende la pace. Intorno a lui si crea il silenzio, nonostante il rumore dei motori e le migliaia di persone che gridano.
Rossi è pericoloso. E' il più pericoloso, perché deve vincere, vincere e vincere, come Schumacher, come Ayrton!
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