 Non vorrei rincarare la dose (passare per uno che spara solo sulla Croce Rossa mi sembra inverecondo), ma desidero ritornare -per vedere l'articolo precedente, clicca qui- sul discorso della completa assenza di wild card italiane al Round del Mondiale Superbike che si tiene domenica 21 settembre a Vallelunga.
Il destro me lo offre, come al solito, un comunicato della Fim, la Federazione Internazionale di Motociclismo. Da quel pezzo di carta si apprende che al prossimo GP del Giappone (Motomondiale) in programma a Motegi il 28 settembre, le wild card non saranno poche: 11; presenti in tutte e tre le classi.
Guardacaso, saranno tutti piloti giapponesi. Li possiamo vedere nella tabella in fondo all'articolo. Certo, conta soprattutto l'appoggio delle case costruttrici, ma ai costruttori (ed ai piloti) di quelle parti la locale federazione motociclistica (si chiama MFJ) offre totale ed incondizionato appoggio, senza se e senza ma.
Rammento un Gran Premio del Giappone svoltosi all'inizio dell'era Dorna. A dirigere le operazioni, defilato dietro le quinte, c'era anche Bernie Ecclestone, che pretese di mettere un suo uomo - l'italiano Pierpaolo Gardella, ex manager in F1 ed ora direttore generale dell'autodromo di Imola - a fare il permanent race director . Allora i cosiddetti “piloti fuori ruolo” (quelli che non gareggiavano in tutto il Mondiale) non erano ben visti ed anzi erano molto osteggiati.
Nonostante la pertinace volontà di tenerli fuori, proprio la federmoto nipponica ottenne di fare correre il GP di casa ad una decina di conduttori non ufficialmente accasati (solo per il Mondiale, visto che erano quasi tutti collaudatori delle marche giapponesi). A fine gara, la Giuria Internazionale non sapeva che pesci prendere. Il regolamento non ne prevedeva la partecipazione, ma i due direttori di gara (quello nazionale e quello internazionale) li avevano comunque ammessi in pista.
Dopo una querelle durata tutta la serata, i piloti furono tolti dall'ordine di arrivo ma una decisione definitiva fu demandata alla Federmoto internazionale. Gardella, un po' digiuno delle procedure motociclistiche ma uomo correttissimo, rifiutò di firmare i documenti e dichiarò: “Li abbiamo fatti correre noi, non è colpa loro se chi di dovere non scrive bene i regolamenti. Meritano sia i punti che i premi. Non firmerò mai la condanna a morte di nessuno”.
Dopo alcuni mesi (i tempi Fim sono più che biblici) la questione fu risolta in maniera drastica sempre dalla MFJ. I federali giapponesi minacciarono di cancellare tutte le gare nipponiche dal calendario internazionale se ai piloti con gli occhi a mandorla non fossero stati restituiti punti e premi. Mossi da cotanto vento, a Ginevra modificarono le classifiche. Quando si dice l'operosità.
(g.p.)
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N. |
Pilota |
Nazione-Moto |
Team |
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125cc. |
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50 |
Hiroomi Iwata |
(JPN-Honda) |
DyDo MiU Racing |
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57 |
Iori Namihara |
(JPN-Honda) |
Honda Suzuka Racing |
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58 |
Yuuichi Yanagisawa |
(JPN-Honda) |
18 Garage Racing |
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59 |
Hiroki Ono |
(JPN-Honda) |
Battle Factory |
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62 |
Kazuma Watanabe |
(JPN-Honda) |
Team Plus One |
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250cc |
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65 |
Takumi Takahashi |
(JPN-Honda) |
Burning Blood Racing |
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66 |
Shoya Tomizawa |
(JPN-Honda) |
Project UFRS |
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67 |
Kazuki Watanabe |
(JPN-Yamaha) |
RT Morinokumasan-Satohjuku |
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68 |
Yuuki Ito |
(JPN-Yamaha) |
Dog Fight Racing |
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69 |
Takumi Endoh |
(JPN-Yamaha) |
Sev.spruce/Pro-Tec |
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MotoGP
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64 |
Kosuke Akiyoshi |
(JPN-Suzuki) |
Rizla Suzuki MotoGP |
Nella Foto: il pilota giapponese Kosuke Akiyoshi, che difenderà a Motegi i colori del Team Rizla-Suzuki nella MotoGP. |
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