Pista 'Alle Cave' - tanto rumore per nulla

In Motocordialmente

di Massimiliano Sartor, 30 luglio 2008
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Pista ''Alle Cave'' - tanto rumore per nulla


A Vittorio Veneto (TV) esiste una realtà particolarmente interessante per gli appassionati di motori. La pista "Alle Cave" nasce nel 1980 per ospitare gare di autocross di livello nazionale ed europeo, ma è nel 2004 che avviene la svolta.

Un accordo con la Provincia, che investe 50.000 € da spalmare su un periodo di 10 anni, la trasforma in un centro di guida sicura. Arriva un nastro d'asfalto di 850m e l'organizzazione di corsi specifici per imparare a gestire il proprio veicolo in situazioni di emergenza.

L'utilizzo del tracciato prevede una gestione promiscua suddivisa tra la Provincia di Treviso (dal lunedì al giovedì) e un privato, il sig. Armando Tonel, che organizza gli eventi dal venerdì alla domenica.

Fin qui le premesse. Quella che sembrerebbe un'attività promettente è purtroppo oggetto di rimostranze da parte di un comitato costituito dai cittadini che abitano nelle vicinanze.

Il problema è quello che affligge molti altri tracciati in Italia: il rumore.

Nella zona su cui sorge il circuito è previsto un limite delle emissioni sonore di 60db, ridicolo se si pensa che un veicolo di serie li supera facilmente ed incompatibile con le autorizzazioni rilasciate per un'attività di questo tipo.

Fa ancora più sorridere se si tiene conto che, a ridosso della pista, sorge un'azienda che lavora materiali di scarto dell'edilizia e un campo volo per elicotteri dell'esercito. Le cose strane non finiscono qui. L'organizzazione della provincia latita. Si parla di un utilizzo di pochi giorni l'anno a fronte di un disponibilità ben più ampia.

Al momento in cui scrivo il tracciato è aperto su deroga per i soli corsi di guida sicura. Sospese le gare, i turni di prove libere e altre manifestazioni. Ovviamente la situazione è difficile per chi gestisce l'impianto e per chi ne fa abitualmente uso. In merito al futuro della pista si attende una risposta definitiva il 31 luglio quando si pronuncerà il TAR.

A questo punto mi chiedo cosa debba fare un appassionato di motori. Giusto punire chi sfoga le proprie velleità su strada mettendo in pericolo se stesso e gli altri, ma allo stesso tempo, sarebbe auspicabile permettere, anzi incentivare, l'accesso a strutture sicure e controllate. Non è solo con autovelox e pattuglie che si educa. Spero non sia questo il modo in cui, una regione economicamente ricca e afflitta dal problema degli incidenti stradali come il Veneto, affronta i problemi.




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