Parecchi tra i nostri lettori hanno l'abitudine di trasportare le moto su un carrello rimorchiato con l'automobile. A questo proposito, racconto un episodio occorsomi recentemente, sul quale può essere utile sensibilizzare i protagonisti: "rimorchiatori", assicuratori, forze dell'ordine.
Una domenica pomeriggio tornavo a casa rimorchiando con l'auto un carrello. Mancavano centocinquanta chilometri alla meta. La Stradale di Savona mi fermava per quello che doveva essere un normale controllo, uno di quelli che, dopo aver impegnato per mezz'ora due poliziotti affaccendati nella ricerca di peli nelle uova, fanno proseguire il viaggio serenamente sfiduciati nei confronti della forza pubblica (che tutti noi, quando ne subiamo l'autorità, vorremmo impegnata in attività di più alto valore sociale), ma sostanzialmente incolumi.
Automobile tecnicamente in regola, rimorchio a posto, carico correttamente vincolato, nessuna infrazione commessa alla guida, patente ok, libretto auto ok, revisione auto ok, collaudo gancio traino ok, libretto carrello ok.
E ora la nota dolente: assicurazione. La legge prevede che, nel caso di traino, l'assicurazione per la responsabilità civile dell'automobile sia estesa anche al rimorchio, con un sovrapprezzo di pochi euro. Io conosco e rispetto la legge, quindi avevo regolarmente esteso l'assicurazione, pagando il relativo extra. Però... sul tagliando di assicurazione attaccato sul parabrezza non era riportata la scritta "autovettura più rimorchio".
L'estensione dell'assicurazione rc era comunque specificata su una copia della polizza che per scrupolo mi portavo dietro e mostravo ai poliziotti, che purtroppo non si dimostravano in grado di leggerla.
Per farla breve, il rimorchio mi viene sequestrato e mi viene elargita una multa di settecentocinquanta euro per guida senza assicurazione. Torno a casa, a Torino, con la sola auto.
Il giorno dopo, lunedì, vado alla mia agenzia di assicurazioni; l'impiegata mi dice che i succitati poliziotti non brillano per competenza, e mi produce un documento scritto ad hoc nel quale si giura e si spergiura che l'assicurazione rc della mia auto è comprensiva dell'estensione al rimorchio.
Dopo telefonate e fax alla sede della Polizia Stradale di Savona, martedì mi reco nuovamente, armato di tutti i documenti possibili, fino a Savona. Il poliziotto di servizio allo sportello, gentilmente, mi propone una modifica del verbale e la riduzione dell'importo della sanzione a 36 euro, per (fantomatica) guida senza documenti. Accetto la proposta perché così avrei ottenuto subito il verbale di dissequestro e avrei potuto recuperare il mio rimorchio. Altrimenti avrei dovuto passare attraverso un giudice di pace di Savona, chissà quando, non avrei ottenuto il dissequestro immediato e non avrei avuto certezze sugli esiti dell'eventuale ricorso.
Morale numero uno: senza aver commesso nessuna infrazione e nessun illecito, ho speso quasi trecento euro tra multa, deposito del rimorchio, benzina, autostrada, ore di lavoro perse. Viva l'Italia, viva la Repubblica.
Morale numero due: dopo accurata indagine, ho scoperto che alcune compagnie d'assicurazione specificano sul tagliando "autovettura più rimorchio", altre no, nemmeno su esplicita richiesta. Sappiatevi regolare.
Morale numero tre: poiché evidentemente ho i tratti somatici di uno che potenzialmente delinque, sono stato fermato dalle forze dell'ordine altre volte in passato per controlli, con la stessa auto, lo stesso rimorchio, la stessa assicurazione. Mai nessuno ha avuto niente da ridire. Occhio quindi all'interpretazione della legge da parte della Stradale di Savona.
Ovviamente ho le prove documentali di tutto ciò che ho scritto e posso fornire qualunque chiarimento. Ai lettori le conclusioni.