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Motocordialmente

Codice etico dei motociclisti?

01 luglio 2008 Carlo "Guerra" Martini

Codice etico dei motociclisti?

Il codice della strada, nella nostra Penisola, esiste dai tempi della Lex Iulia Municipalis di Giulio Cesare, che disciplinava l'ingresso dei carri a Roma, e con le opportune varianti è arrivato fino ai giorni nostri. La versione più recente risale al 1992.

Chi ha la patente, ottenuta dopo aver sostenuto un vero esame senza aggiunta di buste e bustarelle, dovrebbe conoscerlo, almeno un pochino.

Esiste però anche una serie di norme non scritte che, senza sostituirsi alla legge, la vanno ad integrare per colmarne le lacune e rendere la convivenza tra motociclisti civile e amichevole, per quanto possibile.

Il filosofo inglese Hobbes diceva "homo homini lupus"; in altre parole, gli uomini per natura si sono vicendevolmente antipatici. Parafrasandolo, con il necessario rispetto della seconda declinazione, potremmo dire "centaurus centauro lupus". Ammesso che sia vero e che Hobbes non abbia sottovalutato l'importanza del senso di appartenza e di protezione che deriva dal sentirsi parte di un amichevole consesso umano, per mantenere sereni rapporti con gli altri dueruotisti è necessario il massimo rispetto reciproco.

Tutti noi sappiamo che i più bassi istinti dell'uomo trovano spesso una drammatica valvola di sfogo per la strada, e normalmente la causa scatenante delle peggiori incazzature che sconfinano nella violenza è la sensazione di aver subìto uno sgarbo.

Quindi il motociclista politically correct, che non vuole scatenare l'istinto del lupo negli altri utenti della strada, ha una serie di obblighi etici a cui sottostare.

La loro inosservanza andrebbe sanzionata da inflessibili tutori dell'ordine dueruotistico, che portino il reo di fronte a un tribunale supremo formato da un Consiglio Superiore dei Saggi Motociclisti (CSSM).

Loro saprebbero infliggere la giusta pena.

Abbiamo detto che queste norme non sono scritte. Per ora.
Se noi, virtual community di Motocorse, proviamo a scolpirle in una metaforica roccia virtuale, rimarranno a sempiterno uso e consumo dei motociclisti della rete.

Ardisco proporre ciò che alcuni eminenti membri del CSSM, dopo decenni di osservazione del mondo motociclistico, hanno iniziato ad elaborare, e invito i lettori a fare altrettanto con aggiunte, correzioni e critiche.

- Comportati con gli altri motociclisti come vorresti che loro si comportassero con te.

- Anche se non saluti per primo perché sei di indole poco gioviale, rispondi sempre al saluto. La mano sinistra è meglio del lampeggio.

- Non valutare un motociclista e la sua passione dalla moto che cavalca. Potresti avere grosse sorprese.

- Al semaforo, un cortese cenno del capo ai centauri che ti affiancano è ben accetto.

- Se un motociclista è fermo al semaforo rosso con la ruota anteriore sulla linea d'arresto, e si trova al tuo fianco, non superare mai, prima del verde, la suddetta linea, né tantomeno mettiti davanti a lui (davanti alle auto, invece, nessun problema...).

- Rispetto particolare è dovuto a chi conduce una moto d'epoca. Se lo sorpassi senza rispetto e senza uno sguardo d'ammirazione per la sua cavalcatura, dai una prova di ignoranza della storia che non fa onore alla categoria.

- Quando superi, alza il piede destro in segno di saluto.

- Se altri motociclisti vanno più veloci di te, vuol dire che hanno poco tempo, non che vogliono farti uno sfregio. Alza la mano sinistra e saluta il centauro frettoloso, mentre ti sorpassa.

- Non sverniciare mai chi non se lo aspetta. Mantieni un'adeguata distanza laterale dal mezzo che ti appresti a superare.

- Se hai una moto con gli scarichi particolarmente rumorosi e/o fumosi, sgasa solo se non hai nessun motociclista dietro di te.

- Astieniti dall'insano desiderio di rendere pan per focaccia a un maleducato. Al più, se lo raggiungi, allungagli con un sorriso una copia del codice etico.

- Rispetta gli utenti della strada più deboli, pedoni, bambini e animali. E' molto più riprovevole e pericoloso (benché abitualmente non sanzionato) passare ai cinquanta all'ora davanti ai cancelli di una scuola elementare cittadina, al termine delle lezioni, che concedersi una breve sparata ai duecentocinquanta su un'autostrada deserta.

. Le striscie pedonali non sono solo una trappola scivolosa per motociclisti, ma anche un modo sicuro per osservare la flessuosità dell'incedere delle signore che attraversano la strada. Approfittane.

- Se non puoi fare a meno di esibirti in numeri acrobatici, fallo in posti e in situazioni in cui un tuo errore danneggerebbe soltanto te.

- Un motociclista in panne sul ciglio della strada deve poter contare sulla tangibile solidarietà degli altri.

- Se una donna di qualunque età e aspetto fisico è in panne con il proprio mezzo di trasporto, il motociclista ha l'imprescindibile obbligo morale di fermarsi ad aiutarla. Dopo aver risolto con eccellenti competenza e solerzia qualunque problema tecnico (fosse anche un basamento sfondato), il motociclista si dovrà allontanare rapidamente lasciando la lady ammirata e languidamente sognante.

Il codice etico è valido per tutti gli utenti delle due ruote e va letto con particolare attenzione dagli scooteristi, che, in base a documentabili per quanto personalissime statistiche, violano con maggior frequenza le norme su esposte.
Che cosa aggiungere? Che cosa modificare o cancellare? Grazie a chi darà il suo contributo. La versione definitiva, dopo approvazione del CSSM, sarà incisa su una lastra di granito, che verrà esposta all'ingresso dell'EICMA.

 

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carbot
Italy
del 03 luglio 2008

non viaggiare attaccato all'auto che ti precede e tutto spostato a sinistra.
e se proprio lo devi fare, guarda gli specchietti.
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