Sarà sfiga, sarà il periodo, sarà che il sottoscritto (che lo scorso venerdì si è piantato in moto, fortunatamente a bassa velocità contro una Daewoo Matiz che non conosceva il significato della parola “STOP” scritta per terra) in questo momento è particolarmente sensibile a certi argomenti, ma inizio a pensare che il peggiore nemico di noi motociclisti spesso siamo noi stessi. Quando non curiamo i nostri interessi e cediamo alla lusinga momentanea, invece di diventare noi i ricattatori di chi ci spreme come limoni sfottendosene della nostra sicurezza.
Faccio riferimento a due notizie. La prima è la morte di Finnegan, specialista britannico delle corse stradali, la seconda è quella del gravissimo incidente in cui è incorso il pilota del trofeo KTM lo scorso aprile a Varano dé Melegari.
Ma come, diciamo che le corse stradali sono pericolose, che non bisogna andare a tirare sui passi di montagna dei fine settimana, che bisogna sfogarsi in pista nonostante prezzi al limite del ladrocinio, e la sicurezza che viene offerta è questa?
E’ chiaro, stiamo scrivendo sull’onda dell’emozione. Sappiamo tutti che Varano è pericolosissima da diversi anni. Che se uno va dritto alla Icks si pianta dentro a un muro, che ci sono anche altri autodromi in Italia in cui un errore si rischia di pagarlo carissimo. E tutte le volte che se ne parla, anche fra motociclisti, il commento è sempre “Eh, ma lì cosa ci vuoi fare? C’è il (fiume, fosso, strada statale), mica lo puoi spostare”.
Ci rendiamo conto o no che è come dire che poco prima del Passo della Futa ci sono le case di Monghidoro, e che quindi non si possono spostare? Stiamo parlando di un circuito, su cui si paga per andare forte in sicurezza. Con che faccia si va a dire allo smanettone della domenica che deve pensare alla sicurezza sua ed altrui? O si scrive che il TT, o le corse in salita, sono gare anacronistiche e pericolose, quando si corre su piste (pagandone i costi) in cui la sicurezza è poco migliore?
Boicottare, ragazzi, boicottare. Tanto le prove libere quanto le competizioni che si ostinano a far correre in tracciati insicuri. Fate vedere – con i dati di frequenza – che siamo disposti a pagare per i circuiti sicuri, non per strisce d’asfalto chiuse al traffico…