Motocordialmente
La strada è pericolosa. Il circuito, invece...
Sarà sfiga, sarà il periodo, sarà che il sottoscritto (che lo scorso venerdì si è piantato in moto, fortunatamente a bassa velocità contro una Daewoo Matiz che non conosceva il significato della parola “STOP” scritta per terra) in questo momento è particolarmente sensibile a certi argomenti, ma inizio a pensare che il peggiore nemico di noi motociclisti spesso siamo noi stessi. Quando non curiamo i nostri interessi e cediamo alla lusinga momentanea, invece di diventare noi i ricattatori di chi ci spreme come limoni sfottendosene della nostra sicurezza. Faccio riferimento a due notizie. La prima è la morte di Finnegan, specialista britannico delle corse stradali, la seconda è quella del gravissimo incidente in cui è incorso il pilota del trofeo KTM lo scorso aprile a Varano dé Melegari. Ma come, diciamo che le corse stradali sono pericolose, che non bisogna andare a tirare sui passi di montagna dei fine settimana, che bisogna sfogarsi in pista nonostante prezzi al limite del ladrocinio, e la sicurezza che viene offerta è questa? E’ chiaro, stiamo scrivendo sull’onda dell’emozione. Sappiamo tutti che Varano è pericolosissima da diversi anni. Che se uno va dritto alla Icks si pianta dentro a un muro, che ci sono anche altri autodromi in Italia in cui un errore si rischia di pagarlo carissimo. E tutte le volte che se ne parla, anche fra motociclisti, il commento è sempre “Eh, ma lì cosa ci vuoi fare? C’è il (fiume, fosso, strada statale), mica lo puoi spostare”. Ci rendiamo conto o no che è come dire che poco prima del Passo della Futa ci sono le case di Monghidoro, e che quindi non si possono spostare? Stiamo parlando di un circuito, su cui si paga per andare forte in sicurezza. Con che faccia si va a dire allo smanettone della domenica che deve pensare alla sicurezza sua ed altrui? O si scrive che il TT, o le corse in salita, sono gare anacronistiche e pericolose, quando si corre su piste (pagandone i costi) in cui la sicurezza è poco migliore? Boicottare, ragazzi, boicottare. Tanto le prove libere quanto le competizioni che si ostinano a far correre in tracciati insicuri. Fate vedere – con i dati di frequenza – che siamo disposti a pagare per i circuiti sicuri, non per strisce d’asfalto chiuse al traffico… |
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| alex78 Italy Roma | del 08 maggio 2008 completamente d'accordo, il problema è che gli italiani non sanno organizzarsi Rispondi |
| Anonymous United Kingdom Epsom | del 09 maggio 2008 Alla fine e' solo una questione costi benefici (pago di + per essere + sicuro), e in effetti la pista e', nonostante tutto, piu' sicura della strada. Il problema e' che e' talmente + costosa che molti pensano che non valga la pena (o non possono permettersi) di andare in pista. Cosa scelgo: pagare multe e rischi piu' alti per strada o pagare un fottio per un po' + di sicurezza in pista? Io vado per strada. Rispondi |
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