E-Tropolis: muoversi in bici con la pedalata assistita

di Giorgio Papetti

E-Tropolis: muoversi in bici con la pedalata assistita


Il tema della mobilità sostenibile, soprattutto nelle grandi metropoli, è sempre più caldo e anche chi come noi ha i motori nel sangue non può restare indifferente. Abbiamo così deciso di inaugurare la nuova sezione "Mobilità sostenibile", volta a valutare tutte le possibili proposte che il mercato può offrire.

Dai veicoli ibridi a quelli elettrici, passando per le biciclette a pedalata assistita che hanno un senso anche per chi usa abitualmente la moto, ma che per i piccoli spostamenti di tutti i giorni è propenso a muoversi su un mezzo più ecologico e salutare.

E-Tropolis è uno dei prin­ci­pali marchi europei di veicoli elet­trici. La sede cen­trale è in Germania, per la precisione a Stuhr/​Brema, men­tre la suc­cur­sale italiana ha sede a Romano D’Ezzelino (VI). L’azienda fa parte del gruppo SIG Solar e propone e-​scooter e bici­clette a ped­alata assis­tita caratterizzate da ottime prestazioni e da standard qualitativi tipici della tradizione ger­man­ica, anche se per gli ormai inevitabili meccanismi della globalizzazione la produzione è centralizzata in Cina. Per garantire una costante qualità E-Tropolis invia peri­odica­mente negli impianti produttivi asiatici ingeg­neri, diret­tori di prog­etto e tec­nici che tes­tano l‘osservanza degli stan­dard inter­nazion­ali.

Più che gli scooter, che per certi aspetti rappresentano un mercato più acerbo, ci interessava mettere alla prova una bicicletta a pedalata assistita per vedere se e come è in grado di rimpiazzare uno scooter, e ovviamente una bici tradizionale, nei piccoli spostamenti quotidiani. Per il test l’azienda ci ha messo a disposizione una Trek Evo Unisex (esiste anche in versione uomo), un modello della serie “ENTRY” caratterizzato da un interessante rapporto qualità/prezzo.

Linea classica e ed efficienza

Esteticamente la Treck Evo segue le linee classiche di una city bike con cambio posteriore a 7 rapporti, a cui è assimilabile anche in termini di componentistica. Il pacco batterie, che trova posto in un apposito vano protetto da serratura tra il parafango posteriore e il portapacchi, è molto discreto e non altera in alcun modo la linea, come avviene spesso su questo genere di prodotti. Sui lati presenta l’interruttore di accensione e il connettore a cui collegare il trasformatore necessario per ricaricare le batterie, utilizzando una normale presa domestica da 220 Volt. Rispetto alle batterie posizionate centralmente sul telaio il peso è molto spostato al posteriore, ma di fatto questo aspetto si sente solo quando tentiamo di spostare la bici alzandola di peso, magari per parcheggiarla in un posto stretto o vicino a un palo a cui assicurarla quando la lasciamo incustodita. In compenso facilita il superamento di ostacoli, dato che la ruota anteriore è molto leggera e basta un colpetto con le braccia per alzarla, per esempio per salire un piccolo gradino. La pratica maniglia integrata nel robusto portapacchi posteriore facilita inoltre gli spostamenti da fermo.

Il telaio in alluminio è abbinato a ruote da 26” con copertoni stradali ed è ancorato a una forcella ammortizzata Zoom Tec CH141, che a fronte di una corsa di 150 mm. offre una risposta solo discreta se sollecitata con decisione. Per migliorare il confort è però prevista anche un’ottima sella ammortizzata. Ottimo il manubrio, regolabile in altezza e inclinazione, abbinato a manopole che offrono un eccellente sostegno durante la pedalata. Anche grazie a questi accorgimenti il confort complessivo è molto buono, persino sulle dissestate strade milanesi. Solo usandola più come una mountain bike che come una city bike si sente la mancanza di una forcella più progressiva e scorrevole. Va però detto che la misura e le caratteristiche dei pneumatici sono prettamente stradali e non permettono certo di usare la Treck Evo per affrontare sentieri impegnativi o mulattiere.

Per quanto concerne gli aspetti legati maggiormente alla sicurezza, la Trek Evo vanta un impianto frenante Shimano di tipo V-brake con bracci di leva Promax V-brake TX117. Al sistema frenante, è inoltre abbinato un dispositivo di sicurezza Shimano Power Modulator PM40 che “spegne” immediatamente il motore elettrico in caso di frenata. Sulla forcella è presente anche l’attacco per il freno a disco, ma per un normale utilizzo i V-brake sono assolutamente adeguati e assicurano una grande modulabilità, fronte di una sforzo sulle leve molto contenuto.
       

Sempre in termini di sicurezza attiva, l’illuminazione è garantita da un fanale anteriore tondo e da uno posteriore rettangolare alimentati entrambi a batteria. Si azionano agendo sull’interruttore posto direttamente sui fanali e se per quello anteriore non ci sono problemi (si riesce ad azionare anche mentre si sta pedalando) per il posteriore è indispensabile attivarlo quando si è ancora fermi. Su un prodotto di questo livello avremmo preferito un interruttore multifunzione al manubrio, a cui abbinare magari anche la possibilità di montare delle micro frecce opzionali. Decisamente ben fatto il cavalletto laterale, regolabile e caratterizzato da un ottimo appoggio anche su terreni accidentati.

Motore e batterie di qualità

Il “cuore” Della Treck Evo di E-Tropolis è il motore 8FUN SWX01 brushless da 250 Watt, fissato direttamente sulla ruota posteriore, abbinato a una batteria agli Ioni di Litio ad alta capacità Phylion da 36 Volt/10 Ah (360 Wh). Un connubio equilibrato e potente, che permette di affrontare agilmente anche salite impegnative.

Merito anche del cambio posteriore Shimano Tourney TZ0, che come accennato in apertura prevede 7 rapporti, abbinato a un selettore al manubrio microshift TS70, sempre Shimano. Il motore soddisfa i requisiti di legge (stacca automaticamente quando si raggiungono i 25 Km orari) e sfruttando l’azione combinata con la pedalata e il cambio posizionato sul pignone più piccolo si riescono a raggiungere velocità attorno ai 30/35 km orari senza eccessivo sforzo (misurati con un GPS che abbiamo utilizzato durante la prova).

L’intensità della pedalata assistita si gestisce facilmente tramite il display a Led posizionato in prossimità dalla manopola sinistra. Mostra lo stato di carica della batteria e permette di impostare 5 diversi livelli di assistenza alla pedalata. Da quello più leggero, utile per passeggiare in città, a quello “full power”, che permette di spostarsi molto velocemente o di affrontare senza fatica anche ripide salite. Ovviamente la durata della batteria dipende dall’uso che se ne fa, così come dal peso del guidatore e dall’utilizzo del cambio, ma dai nostri test abbiamo riscontrato che anche usando sempre le modalità di assistenza più elevate (dalla 3 alle 5) si percorrono agevolmente circa 70/80 km con una carica (con peso guidatore di circa 75 kg). Utilizzando l’assistenza in maniera più oculata si raggiungono anche i 90/100 Km.

Ovviamente anche in caso di batteria scarica la bici resta pienamente operativa, solo che non si potrà godere dell’assistenza alla pedalata e si dovranno fare i conti con un peso maggiore rispetto a quello di una tradizionale City Bike. Non ha senso acquistare un prodotto di questo tipo per usarlo come una normale bici e stiamo parlando solo di casi di emergenza, o brevissimi spostamenti. Occorre anche prestare attenzione all’indicatore di stato della carica perché è bene ricaricare la bici quando ancora ci sono due Led accesi. L’ultimo infatti è una sorta di “riserva”, ma l’autonomia è molto limitata e quando inizia a lampeggiare siamo già a batteria esaurita.

Il tempo di ricarica è di circa 7 ore per una ricarica completa, mentre già dopo 3-4 ore si arriva all’80%. Le batterie sono del tipo senza effetto memoria e supportano 900 cicli di carica completi. Supponendo anche di abbassare l’autonomia media stiamo parlando di una sostituzione ogni 45.000 Km. Il costo di una batteria di ricambio è di 320 Euro + Iva. Come optional è disponibile anche un vero e proprio computer con display Lcd retroilluminato che offre numerose funzioni come velocità istantanea, media e raggiunta, i chilometri totali e parziali percorsi, i tempi di percorrenza e il consumo istantaneo di energia.

Va capita, poi ci si diverte un sacco

Non pensate di utilizzare una bici a pedalata assistita come una normale bici che all’occorrenza può dare una mano. Visto il peso complessivo del mezzo (circa 25 Kg), legato principalmente al pacco batterie e al motore sul mozzo ruota posteriore, l’assistenza elettrica diventa estremamente importante. Se si opta per una scelta di questo tipo è perché si vuole godere appieno dei vantaggi dell’assistenza elettrica, altrimenti non sarebbe giustificato nemmeno il prezzo di acquisto.

Fatta questa doverosa premessa, occorre un certo periodo di assuefazione per sfruttare al meglio le potenzialità della Trek Evo. In particolare bisogna imparare a gestire al meglio la fase di partenza e l’assistenza durante la pedalata. Le prime volte, soprattutto se si usa la massima potenza, si resta quasi sorpresi dallo spunto che la bici offre dopo la prima pedalata, necessaria per “risvegliare” il motore elettrico. E’ come se ci fosse una brevissima fase in cui non succede nulla e poi all’improvviso si viene spinti in avanti da una mano invisibile. Nel traffico, almeno le prime volte, è meglio tenere una mano sul freno visto che alla minima pressione il motore elettrico si stacca automaticamente.

Una volta fatta l’abitudine questo comportamento diventa un arma a nostro favore e dosando l’intensità della prima pedalata si riesce a gestire anche il modo in cui l’assistenza elettrica ci viene in aiuto. Molto fa anche l’uso del cambio, poiché partendo da fermo con il pignone più piccolo si deve ovviamente vincere una maggiore inerzia e l’ingresso del motore elettrico è più brusco. In città la Trek Evo è una vera goduria perché permette di affrontare anche spostamenti lunghi (noi ogni giorno abbiamo percorso mediamente dai 20 ai 30 chilometri con tappe da almeno 8/12 chilometri) senza sforzo e con tempi di percorrenza molto simili a quelli che avremmo ottenuto con un normale scooter o una moto.

Considerando infatti traffico (nel quale tra l’altro si svicola molto più agevolmente rispetto a uno scooter anche piccolo), pause ai semafori, la possibilità di percorrere meno chilometri sfruttando parchi e piste ciclabili il paragone è presto fatto. Noi abbiamo provato per più giorni a spostarci da A a B con una moto e con la Treck Evo in orari di lavoro (tra le 8.30 e le 9 di mattina e tra le 18 e le 19 la sera) su un percorso di circa 8 Km. Mediamente abbiamo impiegato 25/30 minuti in bici (rispettando ovviamente in toto il codice della strada) e 20/25 minuti in moto, a riprova che la differenza nel centro di Milano è veramente minima. In compenso abbiamo risparmiato parecchi soldi in carburante e abbiamo tonificato i muscoli.

Al di là dei vantaggi legati al minore inquinamento e al risparmio, questo aspetto è forse quello più interessante perché di fatto si fa attività fisica utile anche al sistema cardiovascolare senza eccessivo sforzo. Tra l’altro il vantaggio della pedalata assistita è che non si arriva in ufficio sudati per aver pedalato troppo velocemente o aver affrontato qualche salita. Non siamo talebani ecologisti e siamo i primi a dire che non abbandoneremmo mai la nostra amata moto per passare in toto a una bici elettrica. Però ci piace molto l’idea di abbinare i due mezzi sfruttando il meglio di entrambi. Sotto la pioggia, per esempio, troviamo lo scooter o la moto più vantaggiosa in termini di protezione dagli agenti atmosferici e comunque superiore a livello di sicurezza attiva.

Prezzo e furti

Una limite di questi mezzi, come del resto per gli scooter e le moto elettriche, è indubbiamente rappresentato dal prezzo. Per la versione base si parte da 1.267,58 (Iva compresa), mentre per godere di tutte le funzionalità del display Lcd il prezzo sale ad euro 1.383,48 (Iva compresa). Un altro limite, strettamente correlato al prezzo di acquisto, è rappresentato dall’elevata probabilità di furto nei grandi centri urbani, e purtroppo sempre più spesso anche in provincia o addirittura nei piccoli paesini. Se si effettuano degli spostamenti casa ufficio e si ha un posto protetto nessun problema, ma se si lascia spesso la bici per strada i rischi aumentano esponenzialmente. Certo ci si può dotare di un’ottima e pesante catena per legarla a un palo, ma c’è comunque il rischio che cannibalizzino la bici lasciandoci solo il telaio e quello che non è facilmente asportabile. Purtroppo di bici in queste condizioni se ne vedono a decine a Milano.

Nel tentativo di azzerare, o quantomeno ridurre i furti, E-Tropolis sull’intera gamma di biciclette a pedalata assistita ha installato un chip inamovibile che permette di codificare ciascun mezzo garantendo al proprietario una serie di vantaggi. La soluzione è stata sviluppata da Cymichip di Vicenza, azienda operante già da alcuni anni nel settore delle tecnologie avanzate e specializzata nel comparto bici. Consiste in un microchip elettronico che viene inserito sia all’interno dei vari mezzi sia in una card elettronica personalizzata, da consegnare al momento dell’acquisto al proprietario. Inoltre, tutti i mezzi dotati di Cymichip saranno contrassegnati da un bollino sul telaio che ne attesterà la, cosiddetta, “chippatura”. Questo innovativo servizio, capace di rendere la bicicletta identificata e identificabile, permette a tutti i clienti di avere una serie di servizi aggiuntivi tra i quali:

· Certificato di proprietà e registrazione della bici, comprovato dalla card elettronica

· Collegamento tramite password ad un’area riservata web dove ogni proprietario potrà, in qualsiasi momento, visionare o scaricare tutti i dati relativi alla sua bici (compresi gli interventi di manutenzione.

· In caso di rivendita se ne potrà dimostrare la proprietà e l’originalità aumentando conseguentemente il valore del bene stesso.

Fra le possibili opzioni attivabili usufruendo del servizio Cymichip c’è il servizio Cymisat, capace di erogare in caso di furto un accurato servizio di monitoraggio e localizzazione della bicicletta grazie all’installazione, eventualmente successiva all’acquisto del mezzo, di un dispositivo di trasmissione satellitare all’interno del telaio. Su tutto il territorio nazionale sono dislocate 4 centrali operative (telefoniche e di supporto al cliente), attive 24 h su 24 per 365 giorni l’anno, capaci di gestire milioni di connessioni e di dare immediatamente seguito al tracciamento del mezzo rubato per procedere al recupero dello stesso attraverso le forze dell’ordine.

Il sistema satellitare è gestibile anche da smartphone e una volta parcheggiata la bici si aziona il trasmettitore il quale - in caso di spostamento del mezzo di oltre 1 metro - invia un sms al proprietario che può verificarne la posizione. Assieme al servizio Cymisat è attivabile anche la polizza anti-furto che, in caso di mancato ritrovamento, garantirà la consegna di una bici analoga o di pari valore a quella rubata.  Non da ultimo, incluso nel pacchetto Cymisat, c’è il servizio gratuito di recupero del ciclista e del mezzo in caso di guasto o problema tecnico, servizio erogabile per 3 volte in un anno.

Come dicevamo, questo innovativo sistema sicuramente può fungere da deterrente e ridurre l’incidenza dei furti (specialmente se si attiva la localizzazione satellitare, che però rappresenta un costo aggiuntivo), ma non previene la cannibalizzazione della bici, soprattutto della sella (a sgancio rapido) e dei cerchi (che hanno normali bulloni di chiusura). Per questo suggeriamo di fornire almeno come opzione un kit con bulloni antifurto (come quelli usati su alcune vetture) e sella protetta da chiave.

Conclusioni

Le bici a pedalata assistita, soprattutto se di qualità come la Trek Evo, rappresentano indubbiamente una valida alternativa allo scooter o alla moto per gli spostamenti in città. Noi che viviamo in moto (ma che amiamo anche le bici in tutte le loro forme) ne abbiamo apprezzato la grande versatilità e la possibilità di fare attività fisica senza sforzo. Ci piacerebbe poterne verificare durata delle batterie e della componentistica dopo qualche migliaio di Km e se avremo la possibilità di prolungare il test vi terremo aggiornati.

Per informazioni:

Sig Solar Italia srl
Tel: 0424 513651
Email: info@sigsolar.it

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