Laverda 1000 SFC

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Dopo la presentazione dello scorso anno al Motor Show di bologna (vedi qui), a Milano è stata presentata a versione definitiva della Laverda 1000 SFC, pronta ad entrare in produzione seppure in una prima serie limitata di 549 esemplari, ovvero gli stessi della prima serie della Laverda SFC. La versione di grande serie arriverà comunque nel 2004, quindi anche i "normali" appassionati non dovranno aspettare troppo...

Il motore

Un bicilindrico a V di 60 gradi, e fino a qui non c'è da stupirsi, vista l'appartenenza di Laverda al Gruppo Aprilia.

Il livellod i sofisticazione è però stato portato a livelli molto elevati, e la potenza massima - ben 141 CV all'albero - è una delle più elevate per un bicilindrico di serie.

La ciclistica

Un traliccio di tubi in acciaio altoresistenziale, per riprendere la tradizione italiana nel settore dei telai, racchiude il propulsore della SFC. I tubi sono saldati e verniciati, lasciando bene in evidenza le "fiammature" delle saldature dovute alla lavorazione artigianale. Due piastre laterali in alluminio fresato "chiudono" la struttura, e non mancano particolari di pregio come l'attacco del forcellone ed il cannotto di sterzo regolabili, semplicemente sostituendo le apposite boccole.

Il mono posteriore è un Öhlins con bomboletta d'azoto "piggy back", regolabile in estensione, compressione, precarico molla e lunghezza, così da poter variare anche l'altezza del retrotreno. L'ammortizzatore è posizionato sulla sinistra del forcellone, in un posizione decisamente inconsueta ma che permette un più agevole passaggio dei collettori di scarico e lo tiene lontano dal calore da questi generato.

All'anteriore troviamo una forcella Öhlins Racing upside down, con steli da 43 mm di diametro e trattamento al nitruro di titanio. La forcella vanta gambali di lunghezza ridotta, per poter risparmiare ulteriormente peso. Nulla da dire su questo componente, visto che si tratta probabilmente di una delle migliori unità sul mercato.

Il piedino per l'attacco della pinza freno, realizzato in alluminio, consente il fissaggio delle nuove pinze radiali, adeguandosi così alla nuova "moda" che ha preso campo sia fra le ipersportive italiane che giapponesi.

I freni

L'impianto anteriore della nuova Laverda 1000 SFC rappresenta lo stato dell'arte della tecnologia attuale come lo era nello storico modello 750 SFC (super freno competizione). Le pinze Brembo triple bridge a quattro pastiglie hanno l'attacco radiale, e sono accoppiate alla nuova pompa radiale Brembo PR 18, che vanta dimensioni molto compatte e offre un rendimento aumentato rispetto ad una pompa tradizionale, riducendo lo sforzo alla leva per un feeling ai massimi livelli. La regolazione incrementale consente sempre di trovare la giusta distanza della leva, ed elimina, di fatto, il problema del Jump Back, migliorando la sicurezza. I dischi anteriori sono flottanti da 320 mm di diametro.

L'impianto frenante posteriore è Brembo "Serie Oro" con disco d'acciaio inox da 220 mm di diametro e pinza a due pistoncini da 32 mm di diametro.

Sia l'impianto anteriore, sia quello posteriore utilizzano tubazioni in treccia metallica di derivazione aeronautica, che eliminano il fastidioso effetto polmone delle tubazioni convenzionali.

Componentistica

Carbonio, carbonio e ancora carbonio. Ma non basta: leghe speciali compaiono in vari pezzi qua e là nella moto, alla ricerca della massima leggerezza ed esclusività. Spazio dunque ai cerchi in alluminio forgiato, tecnologia che abbiamo avuto modo di apprezzare largamente su altri cerchi montati su modelli del gruppo, Anche lo scarico non sfugge alla ricerca della leggerezza, ed è realizzato interamente in titanio.

Scheda tecnica

Tipo motore Bicilindrico a V longitudinale di 60°, 4 tempi, raffreddamento a liquido con circuito pressurizzato a tre vie, distribuzione bialbero in testa comandato da sistema misto ingranaggi/catena, quattro valvole per cilindro, doppio contralbero antivibrazioni (brevetto AVDC).
Alesaggio e corsa 97 x 67,5 mm
Cilindrata totale 997,62 cc
Rapp. di compressione 11,8 : 1
Potenza max all'albero 104 kW ( 141,4CV) a 10000 giri/minuto
Coppia max all'albero 10,9 kgm (107 Nm) a 7500 giri/minuto
Alimentazione Sistema integrato di gestione elettronica del motore. Iniezione elettronica multipoint indiretta. Diametro corpi farfallati: 57mm.
Accensione Elettronica digitale integrata con l'iniezione
Avviamento Elettrico
Generatore 12V - 500 W
Lubrificazione A carter secco con serbatoio olio separato.Doppia pompa trocoidale con radiatore raffreddamento olio. Serbatoio olio in alluminio con alettatura di raffreddamento
Cambio a 6 rapporti
Frizione Dischi multipli in bagno d'olio con comando idraulico servoassistito (brevetto PPC)Tubo frizione in treccia metallica
Trasmissione primaria Ad ingranaggi a denti diritti
Trasmissione secondaria A catena
Telaio Traliccio di tubi d'acciaio altoresistenziale con piastre laterali in lega d'alluminio. Ammortizzatore di sterzo Öhlins.
Sospensione anteriore Forcella Öhlins upside-down, steli da 43 mm con trattamento al nitruro di titanio, escursione ruota 120 mm. Sistema di regolazione esterno per idraulica in estensione, compressione e precarico molla. Gambaletti ribassati e fissaggio pinze freno radiale.
Sospensione posteriore Forcellone in lega di alluminio ricavato dal pieno; Ammortizzatore idraulico Öhlins con piggy-back, fissato direttamente sul lato sinistro del forcellone, regolabile in estensione, compressione, precarico molla e lunghezza. Escursione ruota 130 mm.
Freno ant. Brembo a doppio disco flottante in acciaio inox da 320 mm. Pinze con fissaggio radiale a quattro pistoncini con diametro 34 mm e 4 pastiglie in materiale sinterizzato. Pompa Brembo radiale Brembo PR 18. Tubo freno in treccia metallica.
Freno post. Brembo a disco d'acciaio inox da 220 mm. Pinza a due pistoncini diametro 32 mm e pastiglie in materiale sinterizzato. Tubo freno in treccia metallica
Cerchi In lega d'alluminio forgiato. Ant.: 3,50 X 17" Post.: 6,00 X 17"
Pneumatici Radiali tubeless; ant.: 120/70 ZR 17 post.: 180/55 ZR 17 (in alternativa 190/50 ZR 17)
Colori disponibili Arancio Laverda

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Altri commenti

telepat

Sinceramente la preferivo in versione semicarenata come è stata presentata l'anno scorso.
Inoltre il disegno dei fari è diverso da quelli presentati come possibili nel sito Laverda fino a ieri

Inserito: 17 settembre 2003
carburello

Premetto che anch io non ho apprezzato le modifiche estetiche fatte alla prima versione (la semi-carenata), ma vorrei aggiungere che il progetto rimane molto eccitante, sia tencicamente, vedi telaio, ciclistica, freni.. Meglio di così oggi non puoi avere..Pompa radiale del freno anteriore di serie.. son finezze che i Giapponesi si sognano nelle riviste di elaborazioni..
E poi 141 CV un bicilindrico originale??? Chi è che ha detto un Aprilia ricolorata? Si fa concorrenza da sola?
Tutto questo per dire che se avrò la disponibilità economica mi piacerebbe agguantarne una!
Lamps

Inserito: 17 settembre 2003
carburello

Mi son dimenticato di aggiungere che con l aiuto di un buon seghetto (che ogni motard dovrebbe avere in garage) ci vogliono 15min a riportarla come l avevano presentata un anno fà..Dev esser pure divertente!!!

Inserito: 17 settembre 2003
ANCORAVIVO

Veramente bella, anzi bellissima, anzi.... ma chi la disegnata, un bambino di due anni???????
Il faro l'hanno direttamente preso da uno scooter, la carenatura l'hanno tagliata con l'accetta, i terminali sembrano passatti sotto la pressa, e che dire del faro posteriore??? che ci metto la pistola per il carburante li dentro???? il colore in compenso é azzeccato: la moto sarà all'ANAS per farsi vedere meglio nella nebbia.
Povera Laverda, che fine hai fatto.....

Inserito: 17 settembre 2003
giorgio26

QUEL FANALE LI FA CESSO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
FATE QUALCHE COSA SENNò ALTRO CHE RILANCIARE LA LAVERDA!!!!

Inserito: 17 settembre 2003
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Commento


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