Quick test dell’Honda X-Adv

di Carlo "Guerra" Martini

Quick test dell’Honda X-Adv


Rivoluzionari veicoli a due ruote, vetrine delle capacità di innovazione di progettisti e designer, vengono proposti ogni anno dai costruttori più importanti. A volte questi modelli entrano in produzione, e creano nuovi bisogni e nuove nicchie di mercato. Honda X-Adv è un eloquente rappresentante di una categoria tutta da sviluppare, una sorta di crossover dalle linee aggressive e personali.

In passato erano già stati proposti scooter compatti a ruote tassellate: tra i tanti, il Yamaha/MBK Booster, il Gilera Typhoon, e pure l'indimenticato Italjet Scoop (detto Papero). Ma si trattava pur sempre di modelli economici di piccola cilindrata.

X-Adv è invece un mezzo molto particolare e trendy, con un motore bicilindrico da ben 750 cc, originali cerchi a raggi per pneumatici tubeless, trasmissione finale a catena, pinze freno ad attacco radiale, parabrezza regolabile, un'elettronica sofisticata, con controllo di trazione, cambio automatico con diverse logiche di funzionamento selezionabili, e un quadro strumenti completissimo, con un mucchio di indicazioni simpatiche. Serve anche da calendario e ricorda addirittura in che anno ci si trova; un'informazione certamente utilissima, in particolare nell'eventualità che, con alcune mirate modifiche simili a quelle realizzate sulla De Lorean di "Ritorno al futuro", l'X-Adv venga utilizzato come macchina del tempo.

Noi di Motocorse amiamo leggere, e i manuali di uso e manutenzione delle moto sono i testi più coinvolgenti da cui ci facciamo avvincere. Quelli Honda, in particolare, ci piacciono dalla prima all'ultima pagina. La lettura del libretto dell'X-Adv svela i misteri delle numerose dotazioni di bordo, conoscendo le quali si sale sul mezzo con più consapevolezza. Con la smart key in tasca, ci mettiamo quindi in sella. La seduta è comoda, ma il nostro modello non dispone delle pedane per la guida in stile offroad, opzionali, delle quali, da motociclisti, sentiamo immediatamente la mancanza. Una volta avviato l'X-Adv, entriamo in confidenza con il cambio, che effettivamente è, dal punto di vista tecnico, prodigioso. Passaggi da un rapporto all'altro veloci, morbidi e silenziosi, utilizzo in manuale agevole e sicuro, pulsanti di azionamento comodi e pratici. Avemmo occasione di provare il primo Integra in occasione della sua uscita sul mercato, e i progressi del cambio DCT attuale rispetto alla prima generazione sono tangibili.

Il nostro mezzo si fa condurre con estrema disinvoltura e comodità negli affollati corsi cittadini. Qualora si renda necessario scavalcare gradini e aiuole, l'ampia luce a terra, le ruotone e la sensazione di ottima qualità complessiva rendono la pratica piacevole e indolore, oltreché ovattata.

Il breve test di Motocorse è eseguito su un percorso misto traffico - curve della collina torinese, durante il quale abbiamo avuto modo di apprezzare l'agilità, del tutto priva di nervosismi, del nostro hyper-scooter.

Un veicolo veramente friendly e a misura d'uomo.

Tuttavia, per amore di trasparenza ed onestà, non possiamo nascondervi il fatto che condurre l'X-Adv non è stato propriamente una fonte di sconfinata eccitazione. Le vibranti obiezioni di tanti scooteristi, entusiasti di poter vantare nientepopodimeno che paramani del tutto simili a quelli dell'ultima Africa Twin (come pubblicizzato sul sito), saranno certamente forti ed inconfutabili.

Però, per chi scende da moto vere, montare su questo oggetto è, per certi versi, una fonte di saudade. Di quella nostalgia, antica e sempre attuale, per le moto che frenano fino a sollevare il posteriore, per le moto che quando acceleri di brutto staccano la ruota anteriore da terra. Nostalgia per quelle moto che, quando apri il gas, urlano e si incavolano. Ruotare a fondo l'acceleratore dell'X-Adv può farlo andare forte, certo. Ma la sensazione provata è simile all'atarassìa che si sperimenta sull'autobus intercomunale Torino - Pinerolo. Ed è per queste ragioni che, a mio parere, il voler ammantare con un'aura di avventura questo eccellente mezzo a due ruote mi pare un po' azzardato, e il rischio, per il nostro scooterone, di farsi la nomea di oggetto - per - chi - vorrebbe - un' - Africa - Twin - ma - non - è - capace non mi sembra troppo astratto.

Pur applicando tanta buona volontà e abnegazione, non siamo riusciti a sollevare la ruota anteriore, nonostante il cambio automatico disattivato, il primo rapporto inserito, e la spasmodica ricerca di inviti, sotto forma di dossi rallentatori, affrontati con il frustrante obiettivo di far puntare il cielo all'avantreno. Ѐ anche a causa del controllo di trazione, lo sappiamo. Pure l’ABS è tarato per entrare in funzione molto prima che il retrotreno inizi a sollevarsi. Certo, è giusto così, il cliente-tipo dell’X-Adv probabilmente vuole tanti bei tastini e risposte edulcorate, ne ha bisogno.

E noi ne prendiamo atto, ringraziamo Honda per la disponibilità, salutiamo e torniamo in sede.

In sella a una moto.



















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