Ducati: addio Testastretta, arriva il Superquadro!

In Moto e mercato

di Edoardo Licciardello, 10 ottobre 2011
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Ducati: addio Testastretta, arriva il Superquadro!


Inutile negarlo: la Panigale è la novità più attesa della stagione, perché tutte le informazioni filtrate relative alla nuova maxisportiva bolognese parlano di una moto davvero rivoluzionaria. A Borgo Panigale lo sanno benissimo, e stanno sapientemente sfruttando l’attesa facendo crescere la suspence, regalandoci con il contagocce informazioni sempre più complete in attesa del debutto ufficiale ad EICMA. Stavolta il contagocce ha lasciato passare una… gocciolona, sotto forma di un comunicato ufficiale che illustra nel dettaglio le caratteristiche del nuovo propulsore.

SUPERQUADRO
Era girato addirittura come nome dell’intera moto, oggi sappiamo che si tratta della denominazione del propulsore: non più Testastretta, dunque, ma Superquadro, in ossequio alle misure “estreme” di alesaggio e corsa (112 x 60,8mm), che eroga, stando alle dichiarazioni Ducati, ben 195 cavalli a 10750 giri con un valore di coppia massima di 13,5Kgm a 9000. Valori mostruosi (che in parte vi avevamo già anticipato qui, oltre a diverse altre caratteristiche tecniche che oggi sappiamo essere vere), accompagnati da una riduzione di peso notevole ma senza pregiudicare l’affidabilità, dal momento che gli intervalli di manutenzione saranno di 24000km grazie a diverse tecniche costruttive. Il tutto, ovviamente, viene gestito attraverso i Riding mode (che, come vi abbiamo preannunciato altrove, agirà anche sulle sospensioni, come su Multistrada e a differenza di Diavel).

FLUIDODINAMICA EVOLUTA
Il rapporto alesaggio/corsa di 1,84:1 richiede un’adeguata “infrastruttura” per rendere al meglio. Ecco quindi valvole che, rispetto al Testastretta Evoluzione della 1198, incrementano il proprio diametro passando da 43,5 a 46,8 (all’aspirazione, in titanio come sulle versioni “R”) e da 34,5 a 38,2 (allo scarico). Il comando della distribuzione (naturalmente desmodromico) fa affidamento su bilancieri soggetti a superfinitura per ridurne l’attrito ed aumentarne la resistenza a fatica, con trattamento superficiale PLC, tecnologia originariamente studiata per applicazioni aerospaziali. I corpi farfallati, sempre a sezione ovale, passano da 63,9 a 67,5 in termini di equivalenza ad un diametro convenzionale. Sono naturalmente controllati da un impianto ride-by-wire che gestisce due iniettori separati. I pistoni sono rinforzati attraverso doppia travatura sul fondello per aumentare rigidità e resistenza.

PIU’ COMPATTO
L’angolo fra i cilindri resta di 90°, ma non si tratta più di un vero “L”: aumentando di altri 6° l’angolo di rotazione rispetto al carter motore, il cilindro anteriore e il piano orizzontale ora sono inclinati fra loro di 21°, aumentando la compattezza del pacchetto moto, migliorando la distribuzione dei pesi fra anteriore e posteriore. I carter sono ottenuti per pressofusione sottovuoto Vacural (tecnica che aveva esordito sulla 848) che consente di realizzare pezzi con spessori delle pareti omogenei e superiore resistenza meccanica – dunque, di ridurre dimensioni e pesi a parità di resistenza, o viceversa aumentare la resistenza a pari masse ed ingombri, secondo necessità. I coperchi sono tutti in magnesio – noblesse oblige, come si suol dire.

ADDIO AL PASSATO
I carter motore ora supportano l’albero attraverso bronzine – come sulla Desmosedici RR – abbandonando i cuscinetti a sfere storicamente adottati dalla casa di Borgo Panigale. Risultato: diametri dei perni di banco maggiorati, e maggior resistenza generale. La lubrificazione diventa a carter secco con pompa a lobi, anche qui come nei propulsori impiegati in MotoGP. Altro grande addio è quello alle cinghie dentate (presenti sui Ducati desmo fin dalla prima Pantah del 1979) finora impiegate per comandare la distribuzione: la precisione richiesta ha spinto Ducati a scegliere un comando misto ingranaggi/catena, che fornisce anche, attraverso un decompressore centrifugo collocato all’estremità dell’albero a camme di scarico, una variazione della fasatura in fase di avviamento che riduce lo sforzo del motorino d’avviamento. Risultato: batteria e motorino d’avviamento più compatti, tre chili in meno sul peso complessivo della moto. Inedita anche, per una Superbike Ducati, l’adozione della frizione in bagno d’olio già vista su Diavel e MTS1200, che collega alla ruota posteriore un cambio con maggior interasse degli alberi ed ingranaggi maggiorati. La frizione, inoltre, prevede un sistema ad asservimento progressivo che incrementa il carico sui dischi lasciando invariato lo sforzo alla leva, riducendolo invece in fase di scalata per offrire funzionalità antisaltellamento.

COMBUSTIONE PULITA
Inedito anche il sistema di iniezione aria secondaria in grado di assicurare il completamento dell’ossidazione degli idrocarburi incombusti, abbattendo i livelli di CO e CO2. Il sistema è controllato da una valvola elettronica sotto diretto controllo della centralina, che si attiva su specifiche condizioni di funzionamento del motore, ed inietta nel condotto di scarico di ogni testa, a valle della valvola di scarico, un flusso d’aria pulita prelevato direttamente dall’airbox. Naturalmente, una seconda valvola a lamella posizionata nella testa impedisce il riflusso verso l’airbox.

A QUESTO PUNTO…
Non sappiamo voi, ma non vediamo l’ora di vedere tutto il resto. Ca va sans dire, non parliamo poi del momento di provarla. In attesa di approfondire gli aspetti più tecnici della vicenda con un articolo dedicato, vi presentiamo il video ufficiale in cui i "genitori" del nuovo motore ce ne illustrano tutte le caratteristiche...








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Commenti dei lettori

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Commento


DEO82
Italy
Mondolfo

mamma mia!! ormai siamo arrivati a dei livelli incredibili! peccato il prezzo che sarà molto alto poi cn sta crisi!! prima di spendere 20000 erotti euro in una moto ci si pensa!!

Inserito: 10 ottobre 2011

Quasar
Italy
La Spezia

non penso proprio che l'iniezione di aria secondaria abbatta anche i livelli di CO2...

Inserito: 10 ottobre 2011

nic_race
Italy
Ischia

caro quasar
l'iniezione di aria secondaria serve a creare una seconda combustione per bruciare gli idrocarburi incombusti quindi abbattere i livelli di co2.
penso che se non si ha nessun tipo di conoscenza meglio informarsi prima di lasciare commenti sterili

Inserito: 11 ottobre 2011

CAP
Italy
Fabbrico

Gran bel motore ... non c'è che dire

Inserito: 11 ottobre 2011

stoppa

@nic race, vedo che in ingegneria sei informato ed è piacevole veder dare una risposta chiara a chi ne sa meno di te.
I commenti sterili servono anche a questo.

Inserito: 11 ottobre 2011

Quasar
Italy
Brescia

la co2 è il prodotto finale di una combustione corretta,a differenza del co. Sentiamo,in cosa verrebbe trasformata questa co2 dalla iniezione di aria?
la co2 è considerato un gas serra,non un gas inquinante in senso stretto.

Inserito: 11 ottobre 2011

Quasar
Italy
La Spezia

ripensandoci,ieri ho risposto normalmente ma hai avuto proprio un bel coraggio(nic_race) a dire a terzi di non avere alcun tipo di conoscenza partendo da una situazione di totale ignoranza..mah

Inserito: 12 ottobre 2011

technobike
Italy
Milan

Inserito: 14 ottobre 2011

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