Ci sono moto, a volte, che rendono il mestiere di giornalista del settore - già di per se professione da privilegiati - un piacere impagabile. Quando queste moto si ha l'occasione di provarle nel loro ambiente ideale, ma soprattutto con un test completo, esaustivo, di quelli che, quando finisce la giornata, si è trovata risposta a tutte le proprie domande, il primo impulso - anche per chi è un professionista che di moto ne ha provate tante - è di controllare il conto corrente. Giusto per vedere se si riuscirebbe a far digerire un giocattolo in più a moglie e direttore di banca. In attesa di raccontarvi come va, a breve, vi raccontiamo com'è fatta, con le parole stesse di chi, questa moto, l'ha pensata e l'ha realizzata. E ha pensato bene di raccontarcelo nella lussuosa hospitality che
Ducati schiera nel paddock della MotoGP.
UNA MOTO CHE MANCAVA
La Streetfighter 848 è una di queste moto. Vi racconteremo dopo come va, perché ci sempre importante, prima, capirne il perché. Ce lo spiega
Diego Sgorbati, Direttore Marketing Ducati, nella conferenza stampa.
"Perché la Streetfighter, presentata nel 2008, è stata subito un grande successo. Ma si è rivelata troppo intimidatoria per chi non ha capacità superiori alla norma. Tanti, quindi, ci hanno chiesto a gran voce una Streetfighter più sfruttabile, meno estrema, che restasse però quell'oggetto del desiderio che aveva saputo diventare la versione 1098." Modello che resta in gamma nella sola versione "S" (
qui la nostra prova), per continuare ad accontentare chi la Streetfighter la vuole così com'è nata, con la sua simpatica personalità da… ammazzacristiani.
LA LINEA NON CAMBIA...
Ecco allora lo stesso stile, quella meravigliosa linea capace di far vincere alla Streetfighter l'ambito titolo di moto più bella del salone ad
EICMA 2008. Le uniche differenze settiche consistono nei nuovi cerchi a 10 razze, alla finitura degli scarichi - che perdono l'anodizzazione nera, e nelle nuove colorazioni - un "Fighter Yellow" che assume un tono perlato, diverso da quello più 'piatto' che conoscevamo sulle sportive di Borgo Panigale, un Dark Stealth nerissimo e opaco, e il
Ducati Red (con telaio in tinta) che non ha bisogno di presentazioni.
…LA SOSTANZA SI
La palla passa a
Giuseppe Caprara, Project Engineer della Streetfighter, che inizia a raccontarci com'è fatta.
"La linea della Streetfighter ora accoglie il propulsore 848 nella sua versione Testastretta 11°", ovvero il motore che spinge la 848 Evo sul quale, come potrete immaginare, è stato montato il castello distribuzione già visto sul fratello maggiore in dotazione a
Multistrada e Diavel. Dunque alesaggio e corsa che restano di 94 x 61,2, rapporto di compressione che passa a 13,2:1, e con frizione a bagno d'olio.
"I condotti d'aspirazione restano gli stessi della 848 Evo, ma la natura meno spinta del propulsore, con incrocio valvole a 11 invece che a 37°, ci permette di prevedere tagliandi ogni 24000km" prosegue Caprara, "e prestazioni più umane del motore ci hanno consentito di variare la geometria della ciclistica per renderla più accessibile". Ecco allora un telaio con tubi superiori più lunghi, che "chiudono" il cannotto di sterzo fino al valore di 24,5°, e fanno passare l'avancorsa da 114 ad un più umano valore di 103mm, mantenendo un interasse di 1475mm
SOSPENSIONI TUTTE NUOVE
Il nuovo forcellone non cambia nelle misure caratteristiche rispetto a quello della 1098 - per inciso, anche il peso resta pressoché identico, a 169kg - mentre è sostanzialmente diverso il comparto sospensioni. All'avantreno troviamo una forcella Marzocchi da 43mm, meno rigida tanto per le molle quanto nell'idraulica, con piedini ad attacco radiale per le pinze Brembo, non più monoblocco e dotate di nuove pastiglie dall'azione più dolce, definite "soft-feel". Al retrotreno, il mono Sachs regolabile declina gli stessi concetti: molla e idraulica sono più morbide. Sul manubrio, rialzato di 20mm e con una piega inedita, troviamo una pompa Brembo radiale. La terna di dischi è da 320mm (per il doppio anteriore) e 245 (al posteriore). Graditissima la presenza, come optional, del quickshifter già visto sulla 1198SP.
GOMMA INEDITA
Ne abbiamo già parlato
nel nostro articolo di ieri, ma la presenza di
Paolo Spagnuolo, Product Manager Pirelli, mette in luce altri aspetti della gommatura.
"Ducati e Pirelli cooperano da tempo per sviluppare nuove soluzioni" spiega Paolo.
"Vale la pena di ricordare la Multistrada, su cui per la prima volta abbiamo dotato una maxienduro di una gomma bimescola 190/55 su cerchio da 17 pollici, o anche Diavel, per la quale abbiamo sviluppato l'inedito 245 posteriore che garantisce un'ottima trazione ed un look impagabile senza penalizzare la guidabilità."
Per la Streetfighter 848 è stata scelta la Diablo Rosso Corsa. "All'avantreno troviamo la solita 120/70, mentre al retrotreno troviamo la 180/60 che usiamo da anni in Supersport, naturalmente in declinazione bimescola ed adatta all'uso stradale, pur se utilizzabile anche in pista con prestazioni non troppo distanti da prodotti specialistici. I vantaggi, oltre alla maggior superficie d'appoggio in ogni situazione, grazie alla tecnologia EPT (Enhanced Patch Technology) stanno anche in un maggior comfort, un'usura più regolare, una maggiore omogeneità nella discesa in piega e un raddrizzamento più rapido in uscita di curva"
IL PREZZO E GLI ALTRI DETTAGLI
La Streetfighter 848 non costerà poco: parliamo di 12.590€, che potrete lasciare serenamente al vostro concessionario di fiducia a partire da novembre. Come vedremo, è un prezzo da confrontare con rivali di un segmento diverso da quello che inizialmente ci si aspetterebbe, e che, contestualizzato, non è affatto eccessivo. Ve lo assicuriamo dopo aver condotto un test tanto su strada quanto in pista, sfruttando l'ospitalità del nuovissimo Autodromo di Modena. A brevissimo vi racconteremo come va...